{"id":7959,"date":"2018-07-02T13:44:20","date_gmt":"2018-07-02T11:44:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/?p=7959"},"modified":"2026-05-19T16:26:15","modified_gmt":"2026-05-19T14:26:15","slug":"le-compagnie-dei-sammichelari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/le-compagnie-dei-sammichelari\/","title":{"rendered":"Le compagnie dei Sammichelari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ape_cattolica_590-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7963 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ape_cattolica_590-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ape_cattolica_590-copia.jpg 580w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/ape_cattolica_590-copia-300x159.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><\/p>\n<p><!-- Blocco HTML personalizzato in WordPress --><\/p>\n<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">Introduzione<br \/>\nSan Giovanni Rotondo si trova lungo il percorso della Via Francigena e, nel corso dei secoli, ha visto sfilare numerosissimi gruppi di pellegrini diretti alla grotta di San Michele Arcangelo. Ma \u00e8 alla fine dell\u2019ottocento che il fenomeno assunse dimensioni di massa. \u00a0La devozione per l\u2019Arcangelo non si \u00e8 mai affievolita e ancora oggi le c.d. Compagnie dei Sammichelari attraversano la citt\u00e0 nel loro cammino penitenziale, mantenendo in vita questa antichissima tradizione. Si pubblica qui un articolo apparso sul settimanale \u201cL\u2019Ape Cattolica Sanseverese\u201d nell\u2019anno 1898, che conserva un certo interesse dal punto di vista descrittivo e devozionale.<\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><strong>I Pellegrini<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\">(19 maggio 1898)<\/p>\n<p>Arrivarono i primi la mattina del giorno 28 aprile, i secondi nel giorno 29; nel giorno 30, sette compagnie, nel 1\u00b0 Maggio, otto compagnie, e cos\u00ec di giorno in giorno. Quale bella azione cattolica non \u00e8 mai questa dei Pellegrini! e la cronaca ne scrivo inzuppando la penna pi\u00f9 nelle lagrime che nell&#8217;inchiostro. Questi Pellegrini non mentiscono il loro nome, e sono pellegrini nel vero senso della parola ed hanno un sistema nel pellegrinare ben ideato ed eseguito. Essi hanno i loro capisquadra e sottocapi, ed anche le donne hanno maestre che le conducono e le guardano: durante l&#8217;anno raccolgono le offerte da dare ai Santuari, e il giorno stabilito partono dai loro paesi del Subappennino e da altri luoghi, come da Cassino, ecc. non prima essersi confessati, comunicati, benedetti e d&#8217;aver aggiustate le cose loro di famiglia. La loro marcia e la disposizione di essa \u00e8 cosi fatta.<\/p>\n<p>Gli uomini vanno divisi dalle donne, e formano un\u2019avanguardia ed una retroguardia ma a distanza: portano ciocie a piedi pel passo pi\u00f9 leggiero e non sentir polvere bruciante alle carni, e le donne vestono nei loro costumi, appariscenti e spesso antichi e sempre belli, per\u00f2 in testa portano un gran fagotto con abiti nuovi e biancheria pulita; spesso al disopra di quel fagotto l\u2019ombrello che gli uomini portano pendente dalla spalla sinistra; questi poi portano una bisaccia con abiti e da mangiare: alcuni anche una coverta. Tutti hanno a tracolla un sacco a pane ed una borraccia, tutti ai appoggiano ad un bastone alto montato dalla Croce. Talune compagnie si compongono di centinaia di persone, e portan seco un buon sacerdote che \u00e8 loro duce e assistenza. Come sono presso le citt\u00e0 dove sono i Santuarii, si raccolgono in uno, inalberano la Croce, spesso con panno rosso, e con fanali ai \ufb01anchi, poi un drappello di pellegrini, le pellegrine nel mezzo, con altri pellegrini che chiudono; ed al suono d&#8217;un campanello che precede, per loro tromba e tamburo, (taluni portan seco anche i pifferai) si scoprono, intuonano le Iitanie ed a passo cadenzato cominciano la marcia in santa modestia. Cantano pochi uomini in tono supplichevole, rispondono <em>ora pro nobis<\/em> tutti i pellegrini in tono minore a frase spezzata e quella risposta a voce grave degli uomini, a voci soprane delle donne ed a contraltini di fanciulli e fanciulle, muove il cuore e lo spinge a dolci singulti e soavi lagrime. Questi pellegrini vanno col sole e colla pioggia, entrati in chiesa camminano a ginocchio sino alle immagini sacre, pregano, piangono, largiscono, fanno limosine a poverelli dividendo con essi il loro pane, o se occorre, soffrono in pace qualche sberleffo insolente. Se c&#8217;\u00e8 tempo, messe in vesti pulite le donne, accompagnate dai loro uomini, fanno il giro di altre chiese. Le donne riposano in vari luoghi adatti per esse, gli uomini, per lo pi\u00f9 al sereno. Dopo la mezzanotte il campanello li sveglia e ripigliano la marcia religiosa cantando devote canzoncine. Ecco le loro stazioni: in Madonna del Soccorso a Sansevero, S. Matteo fuori S.Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo, <em>fermata<\/em> S. Michele al Gargano, S. Maria di Siponto a Manfredonia, l\u2019Incoronata di Foggia: ossia pi\u00f9 centinaia di chilometri sempre a piedi. Dopo Foggia a casa benedetti da Dio. Fra questi pellegrinaggi ve ne sono alcuni pi\u00f9 civili; ne vodemmo uno di giovani baldi e di vaghe donne in buone vesti e divozione molta, che avean seco varii carri per gli effetti d&#8217;uso e molte cavalcature. Ma questa roba resta fuori citt\u00e0. Un altro era composto quasi tutto di donne, belle cassinesi, e pochi uomini robusti. In alcuni i cantori cantano le litanie a tuono Gregoriano e sanno le cose liturgiche come preti. Questi i Pellegrinaggi pugliesi. Quale predica il loro esempio, come potente la loro preghiera!<\/p>\n<p>A proposito di Pellegrinaggi, il zelantissimo Mons. D. Carlo Mola, Vescovo di Foggia, per la riapertura del Santuario della Incoronata rubbricava una noti\ufb01cazione saggia, e ricca di piet\u00e0, ed unzione.<\/p>\n<p>&#8211; Non contento Mons. Mola dl questa prima noti\ufb01cazione il giorno dopo i moti di Foggia, 28 aprile, per in questione del pane, moto di tento gravit\u00e0 e danno, faceva sentire in una voce, colla quale, non entrando nei motivi che consigliarono quei deplorevoli eccessi, e ritenendo che la solo miseria ne fosse causa, consigliava ed esortava ed umiliarsi a Dio, perch\u00e8 per i peccati vengono i castighi, port\u00f2 la sua parola di pace, invitando a placare il Signore, ed aver \ufb01ducia nelle autorit\u00e0 e nel concorso dei pi\u00f9 facoltosi cittadini che con amorosa sollecitudine provvederanno &#8211; come hanno provveduto &#8211; ai pi\u00f9 urgenti bisogni.<\/p>\n<p>&#8211; Dallo stesso Mons. Mola poi abbiamo ricevuto un libro santo dedicato ai suoi seminaristi: <em>La vita dei sacerdoti nei nostri tempi<\/em> (Napoli &#8211; Festa, L. 2) Il quale dimostra appieno la dottrina, la piet\u00e0, lo zelo dell&#8217;ottimo pastore.<\/p>\n<p>(da\u00a0<em>I Pellegrini<\/em> in <strong>L\u2019Ape Cattolica Sanseverese<\/strong>, settimanale illustrato, pagg. 158-159, Sansevero, 19 maggio 1898)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione San Giovanni Rotondo si trova lungo il percorso della Via Francigena e, nel corso dei secoli, ha visto sfilare numerosissimi gruppi di pellegrini diretti alla grotta di San Michele Arcangelo. 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