{"id":7649,"date":"2016-12-18T18:54:00","date_gmt":"2016-12-18T17:54:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/?p=7649"},"modified":"2026-05-19T16:55:06","modified_gmt":"2026-05-19T14:55:06","slug":"forme-e-psiche-lulivo-di-giovanni-tamburrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/forme-e-psiche-lulivo-di-giovanni-tamburrano\/","title":{"rendered":"Forme e psiche: l&#8217;ulivo di Giovanni Tamburrano"},"content":{"rendered":"<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Nel mese di ottobre 2016, nella sala parrocchiale della chiesa \u00a0San Giuseppe Artigiano di San Giovanni Rotondo, il \u00a0maestro d&#8217;arte Giovanni Tamburrano ha tenuto una mostra pittorica dal titolo &#8220;Le forme della natura &#8211; l&#8217;ulivo&#8221;. \u00a0Il lavoro dell&#8217;artista sangiovannese, sicuramente lodevole \u00a0sotto il profilo artistico, merita ancora pi\u00f9 attenzione ove si consideri \u00a0che la mostra si\u00a0\u00a0colloca in un periodo in cui l&#8217;esistenza dell&#8217;ulivo viene minacciata da estirpazioni selvagge, perpetrate a vario titolo. L&#8217;ulivo \u00e8 il simbolo della nostra amata terra di Puglia e, per ragioni storiche, \u00a0sociali, ambientali, rurali e paesaggistiche, meriterebbe maggior tutela da parte degli enti preposti. Apprezziamo, quindi, e di buon grado qui pubblichiamo, il breve ma originale studio di Michele Totta.<\/p>\n<p>L&#8217;amministratore<\/p>\n<\/div>\n<figure id=\"attachment_7655\" aria-describedby=\"caption-attachment-7655\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Giovanni_Tamburrano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7655\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Giovanni_Tamburrano-300x264.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Giovanni_Tamburrano-300x264.jpg 300w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Giovanni_Tamburrano.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7655\" class=\"wp-caption-text\">Copertina del catalogo presentato durante la mostra.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Al termine del percorso visivo lento, meditato, delle recenti diciotto pitture che Giovanni Tamburrano dedica alle forme dell&#8217;ulivo, sono incoraggiato a sondare pi\u00f9 a fondo oltre la scorza e il tronco, il dna delle metamorfosi del legno. Subito appare, l&#8217;ulivo, al vertice di perfezione tra le specie arboree. Le sue metamorfosi, la capacit\u00e0 cio\u00e8 di farsi e replicarsi in miriadi di immagini e sfumature, esprimono una singolarit\u00e0 che sfiora il portento.<\/p>\n<p>Le forme, ammiccanti in gigantografie equilibrate da prospettive sempre nuove, vanno a occupare l&#8217;intero spazio vitale o campo espressivo dell&#8217;artista, maturo nel cogliere minuzie, farne depositi, affioramenti d&#8217;anima. Egli senza freno converge la tecnica pittorica entro l&#8217;empito d&#8217;emozione. La collezione appare come filologico apporto a un acuto inventario dell&#8217;autore sul suo territorio, il Gargano, come compenetrazione tra uomo e ambiente, tra vita e corruzione temporale. Una sinergia, che obbliga a dipanare il mito della terra, le sue albe e i tramonti, l&#8217;incanto nelle stagioni, l&#8217;appartenenza e le lacerazioni per l&#8217;abbandono.<\/p>\n<p>Emerge una narrazione franca di silenzio e ingratitudine, di lavoro e compianto: da ci\u00f2 il segreto voto d&#8217;artista di filarne l\u2019esile equilibrio, di ricomporlo. La terra sintesi del mondo, nel suo grembo tutto compie, la vita e la morte.<\/p>\n<p>L&#8217;Ulivo , privilegio di natura, attraversa l&#8217;immane tempo e reca nella polpa ogni tribolazione o sopruso . L&#8217;azione secolare gli apporta quella fisiognomica, che lo fa apparire copia esatta d&#8217;umano dolore mummificato. Il seccume tra le ceppaie, nella simbologia arborea delle religioni , assurge a emblema dell&#8217;uomo nel peccato. Nelle movenze pittoriche del Tamburrano, l&#8217;ulivo \u00e8 paradigma attivo, dirompente, del giardino e dell&#8217;uliveto. Inverda, fiorisce, tiene segreti, fruttifica, evoca, si racconta a sorpresa, in energia di psiche. Il tempo di per s\u00e9 &#8211; aforisma anonimo &#8211; nessuno di noi pu\u00f2 percepirlo, se non nella placida quiete delle cose. Tale sembra l&#8217;acquarello o la china dell&#8217;artista sangiovannese, un placido fluire per noi: vedute gaie, frantumaglie di memoria indelebili, profonde.<\/p>\n<p>Simboli sacri appaiono culazze (fazzoletti di terra), tetti declivi e sdutti, brani d&#8217;azzurro in ipertrofico cielo, sassi intrecciati a serpentone, confine tra il possesso, la tradizione, le rovine. Indi le voci d&#8217;agreste canto per l&#8217;olive, ghermite alla ramaglia prima degli storni, nel piccolo commercio oleario; tutto nell&#8217;assenza di prospettiva o riferimento spaziale; lo spazio fagocitato nel quieto alveo, la psiche.<\/p>\n<p>Allora, \u00e8 l&#8217;energica psiche a creare forme acuminate, lacere, irrazionali, sospese, o la sfibrata forma del legno a postulare un equilibrio con la psiche? Stupefacente l&#8217;antologia di forme, ora cerbiatti, occhi di serpe, il vespaio dei teoremi, le idre acquatiche, le fibrose costole giganti, l&#8217;architrave possente che rimanda all&#8217;arco del vento delle Montagne Rocciose d&#8217;America. E ora ulivi che scrinano le pietre devote della Rotonda, timbro litico dei Padri. Olivi pur spaccati da folgore, si erigono pungente frontiera in noi e ne l&#8217;arcaico Gargano, sacrato. Una sequenza di forme trasfigurate (P. Evdokimov) . Mi avvolge ancora la sanguigna, unica della serie, levit\u00e0 esplosiva, che incornicia il castello federiciano, una cronotassi fra due ere, la preistoria e la storia. Entrambe invogliano a profondo scandaglio, nel nostro bacato tronco, divenuto labirinto umano, da cui evadere, pur nella contemporanea indifferenza.<\/p>\n<p>Della riproposizione del territorio montano garganico come <em>unicum <\/em>nel suo genere, oasi naturalistica completa di zone secche ed umide, scampata al calcestruzzo, non nutriamo dubbi. L&#8217;opera del Tamburrano attinge alla ecologia dello Sperone d&#8217;Italia, le coordinate di un&#8217;estetica semplice, fruibile, rarefatta. Rigetta le mitiche filosofie del Tempo-cronografo, edace, senza scampo, per insistere sul Tempo-vissuto, carismatico, giovevole. Perci\u00f2 il colore fluisce in colloqui di luce zenitale, in assaggi di esperienza pittorica radicata, offerta in sfumature creative di linguaggio, d&#8217;insistito godimento visivo. Araldo, il colore, dell&#8217;intimo contemplare la bellezza, a cui l&#8217;artista conferisce slancio metafisico, mistico cedimento, per l&#8217;approccio verso l&#8217;infinito. Il quale non \u00e8 un luogo oltre le cose finite! Ma \u00e8 il non-luogo in tutte le cose! E&#8217; la qualit\u00e0 &#8220;fluida&#8221; dell&#8217;universo, concetto caro a L. Mazzocchi. La forza dell&#8217;arte, mira ad abbracciare nelle cose il mistero; invoglia a sondarlo con ragione e interiorit\u00e0. Compito che l&#8217;antico segno dell&#8217;arte tiene vivo per noi dall&#8217;alba dei secoli, e in diacronica vertigine si ricrea.<\/p>\n<p>Dopo aver ammirato <em>L&#8217;albero <\/em>di Van Gogh, florido in petali tra cieli miniati e croste di rosso pompeiano, ancor pi\u00f9 nitida nella sintesi formale mi sfiora la visione de <em>L&#8217;ulivo <\/em>di Giovanni Tamburrano, narrante brano a brano tutta la sua storia dai millenni greci, nella quale \u00e8 compresa la nostra storia. Piace l&#8217;incantamento da atmosfera dell&#8217;eden, cos\u00ec da godere compiutamente il Gargano nostro, fresco d&#8217;erbe, circonfuso d&#8217;indomiti sentori. Piacciono le cromie, lo dico in accordo a Beatrice Buscaroli, erette a monumentalit\u00e0 sensibile. Pregevole il catalogo presso DFG Arte 24 di Roma, 2016. Unitamente al ponderoso volume di HORST SCHAFER-SCHUCHARDT, <em>L&#8217;oliva, la grande storia di un piccolo frutto, <\/em>costituisce per me un patrimonio d&#8217;immagini inalienabile.<\/p>\n<p>Michele Totta<\/p>\n<p>Novembre-Dicembre 2016<\/p>\n<p>[stextbox id=&#8221;stile di default&#8221; caption=&#8221;PROFILO&#8221;]<\/p>\n<p><strong>Giovanni Tamburrano<\/strong> nasce a San Giovanni Rotondo nel luglio 1951.<\/p>\n<p>Dopo gli studi classici si iscrive dapprima presso l&#8217;Accademia Di Belle Arti di Napoli conseguendo in seguito il Diploma di Laurea in pittura presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Foggia. Qui ha avuto come docenti Elio Filippo Accrocca e Felice Ludivisi.<\/p>\n<p>E&#8217; nel campo dell&#8217;arte da pi\u00f9 di 40 anni e alle sue opere si sono interessati diversi critici d&#8217;arte tra i quali: Pietro Fratantaro, Giovanni Amodio, Rosaria Belgiovine, Roberto Girasa, Anj Annot, Claudio Lepri, Vito Cracas, Mario Nicosia, S.Perdicaro, Paolo Levi.<\/p>\n<p>Tra le sue realizzazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>scenografie per tre edizioni del Presepe Vivente a San Giovanni Rotondo<\/li>\n<li>alcune postazioni della Via Crucis vivente &#8211; San Giovanni Rotondo (1992)<\/li>\n<li>i bozzetti delle vetrate nella Chiesa di Sant&#8217;Orsola in San Giovanni Rotondo (2002) per la chiesa di San Giuseppe Artigiano in San Giovanni Rotondo un&#8217;opera sulla &#8220;Sacra Famiglia&#8221; (1985)<\/li>\n<li>nella chiesa di San Giacomo in San Giovanni Rotondo&#8221; Il Buon Pastore&#8221; (olio su tela di iuta 130 x 200)<\/li>\n<li>13 vetrate artistiche istoriate per la Chiesa &#8220;Trasfigurazione del Signore&#8221; (201O)<\/li>\n<li>2 dipinti ad olio per la Cappella del Santissimo &#8211; Chiesa Trasfigurazione del Signore (2013\/14)<\/li>\n<li>restauro del &#8220;Paesaggio del Penati&#8221; sul quale poggia un crocefisso del 700, presso la chiesa di Sant&#8217;Orsola in San Giovanni Rotondo (2002)<\/li>\n<li>Illustrazioni per molti libri di autori locali e per il mensile &#8220;IL PIRGIANO&#8221;<\/li>\n<li>Pubblicazione di un catalogo artistico antologico (1966-1999)<\/li>\n<li>Articoli sulla rivista culturale &#8220;LU PUSCINONE&#8221; (1987)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le sue opere risultano appartenere ad enti pubblici e privati sia in Italia che all&#8217;estero.<\/p>\n<p>E&#8217; inserito nei cataloghi d&#8217;arte e riviste a livello nazionale e nell&#8217;albo degli artisti europei.<\/p>\n<p>&#8211; GELMI &#8211; Milano (catalogo)<\/p>\n<p>&#8211; L&#8217;ELITE &#8211; Milano (catalogo)<\/p>\n<p>&#8211; AVANGUARDIE ARTISTICHE DEL NOVECENTO &#8211; Palermo (catalogo)<\/p>\n<p>&#8211; BOE&#8217;- Palermo (rivista d&#8217;arte)<\/p>\n<p>&#8211; IMMAGINE &#8211; Messina (rivista d&#8217;arte)<\/p>\n<p>&#8211; EXPO ARTE 2013 &#8211; Bari (catalogo)<\/p>\n<p>&#8211; SECONDA BIENNALE &#8211; Palermo (catalogo)<\/p>\n<p>&#8211; 50\u00b0 MOSTRA- Roma (catalogo)<\/p>\n<p>[\/stextbox]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Nel mese di ottobre 2016, nella sala parrocchiale della chiesa \u00a0San Giuseppe Artigiano di San Giovanni Rotondo, il \u00a0maestro d&#8217;arte Giovanni Tamburrano ha tenuto una mostra pittorica dal titolo &#8220;Le forme della natura &#8211; l&#8217;ulivo&#8221;. \u00a0Il lavoro dell&#8217;artista sangiovannese, sicuramente lodevole \u00a0sotto il profilo artistico, merita ancora pi\u00f9 attenzione ove si consideri \u00a0che la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":7655,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-7649","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-argomenti-vari","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7649"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16627,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7649\/revisions\/16627"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}