{"id":7568,"date":"2016-06-03T12:27:41","date_gmt":"2016-06-03T10:27:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/?p=7568"},"modified":"2026-05-19T17:11:47","modified_gmt":"2026-05-19T15:11:47","slug":"versi-sottovento-chiosa-per-giovanni-scarale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/versi-sottovento-chiosa-per-giovanni-scarale\/","title":{"rendered":"VERSI SOTTOVENTO &#8211; Chiosa per Giovanni Scarale"},"content":{"rendered":"<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">\n<p>Il presente articolo esce nel primo decennale della pubblicazione di<em> \u201cVersi sottovento\u201d<\/em> (2006-2016), ultima opera di Giovanni Scarale, venuto a mancare il 2 aprile 2010.nSono grato a Giuseppina D\u2019Errico, consorte del poeta, per le notizie e la consultazione dell\u2019archivio.<\/p>\n<p>M. Totta<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/versi_sottovento.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7573\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/versi_sottovento-214x300.jpg\" alt=\"versi_sottovento\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/versi_sottovento-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/versi_sottovento.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a>Non solo \u00e8 colui che inventa immagini il poeta, combinando le parole. Egli \u00e8 profeta, che annuncia il futuro ed evoca il tempo andato; legge e detta la follia creativa del presente. E\u2019 un visionario proiettato nel non-luogo, cio\u00e8 nel sogno, senza riferimenti n\u00e9 di luogo n\u00e9 di tempo; egli fa il viaggio civile evocatore del tempo epico della vita, il tempo \u201cAltro\u201d, come si \u00e8 espresso Mussapi.<\/p>\n<p>Giovanni Scarale riconosciuto biografo, fine scrittore prosaico come in versi, meticolosamente scandaglia con anima trepida, lo scibile umano, le cose, il mondo animale e l\u2019universo spirituale. La sua geografia dell\u2019anima evidenzia una certa complessit\u00e0, popolata di rarit\u00e0, di sublimit\u00e0, d\u2019ironia sognante. Proclama un bio-ritmo, un \u201cpulviscolo d\u2019esistenza\u201d, in bilico tra la contingenza e il tema sacro, ultraterreno. E\u2019 un credente compiuto Giovanni, ancorato a biblica fede. Tuttavia spiazzato nel Relativismo novecentesco, negatore di ogni recesso dello spirito e delle regole dell\u2019etica: vuoto esistenziale contemporaneo, che toglie il sonno al poeta. Per questo egli convoca angeli, si attarda su uomini reinchiodati come padre Pio, che annualmente nei <em>Settembrini Canti<\/em>, rivisita con vibrante efflorescenza. Un circuito di meraviglia laica, teso a contemplazione del mistero, privilegio delle creature pi\u00f9 pure e sensibili.<\/p>\n<p>In <em>Versi sottovento<\/em>, silloge in lingua, protagonista \u00e8 il cane. Un privilegio inatteso per lui, nella scrittura dell\u2019ultimo tempo del poeta sangiovannese. Dopo quest\u2019opera, non annotiamo altra pubblicazione ufficiale. Nell\u2019elegante carnet di Luigi Sampietro (LietoColle, 2006), spicca l\u2019imperdibile versione in lingua inglese di Anthony Oldcorn, velatamente tardoromantica di fine \u2018800. Il progetto editoriale annovera l\u2019opera nella collezione <strong>I quaderni di LietoColle<\/strong>.<\/p>\n<p>La genesi dell\u2019opera, al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, porta all\u2019amicizia di Scarale con Derek Walcott, Nobel per la poesia nel 1992; e con Nancy Dowd, americana che ha lavorato nel cinema, anche lei proprietaria di una villa a Saint Lucia, come Walcott. Al periodo pasquale 2005, risale la visita di Giovanni, concomitante a quella di Heaney, alla ventosa isola caraibica, ospiti a villa Walcott. I prolungati ragionamenti con Derek e Seamus; le gite in barca \u201csottovento\u201d da Rodney Bay nel sospeso Caribe; l\u2019assortita canea &#8211; cinque cani sepolti e cinque viventi \u2013 che circondava la Dowd, sono stati determinanti a suggerire l\u2019esotico titolo. Ma anche le dediche, sia a Derek Walcott (p. 16), sia all\u2019usignolo d\u2019Irlanda, Seamus Heaney (p. 18), titani della poesia.<\/p>\n<p>Sanguigno e bilioso, domestico e irascibile, guerrafondaio e pacificatore, anticonformista comunque, il Nostro esce fuori dal suo <em>scriptorium<\/em>, con tutta sincerit\u00e0, eleganza, humour, spessore accademico di poeta garganico. Il Gargano, lo Sperone del \u201cCrocifisso monaco\u201d e di Michele, il pi\u00f9 visibile degli angeli, fanno da sfondo, credo, alla produzione letteraria dello Scarale. Perci\u00f2 <em>Versi sottovento<\/em> \u00e8 anche un registro, pressante e lieto di memoria (p. 12).<\/p>\n<p>Dicevamo del cane.<\/p>\n<p>Alla poetica scaraliana, il cane mancava. Fugacissime le apparizioni del quadrupede nelle composizioni in lingua e nel dialetto. Il <em>Quaderno di Poesia Dialettale<\/em>, stampato a Roma nei tipi di Tomassetti (vedi n. 7, anno 2011, p. 140), ce ne fornisce un esempio. Ospita la poesia \u2018La forza del cane\u2019, sette versi endecasillabi, in dialetto. Cito la chiusura: \u201c<em>Pe susten\u00e8rce j\u00e8 sampe grad\u00e8vule \/pe jasse come j\u00e8 nunn\u2019\u00e8 cedevule<\/em>: <em>Per sostenersi \u00e8 sempre gradevole, \/per essere com\u2019\u00e8 non \u00e8 cedevole<\/em>.\u201d<\/p>\n<p><em>Versi sottovento<\/em> ha per centro della narrazione il cane, <em>alter-ego<\/em> del poeta, capace di fiutare, scovare, inseguire, anelare superlativi pensieri o sovrumane incarnazioni. E\u2019 rotta la distanza fra i due. Un binario li proietta, da spontanea sapiente compagnia, all\u2019oltre, all\u2019al di l\u00e0. S\u00ec! Perch\u00e9 la natura tutta, ha meritato esaltazione nella redenzione. Acquisizione di fede, certo; ma anche reinvenzione della poesia. Nel cane non pi\u00f9 il cane a parlare, ma la coscienza umana, in tormentosa tensione.<\/p>\n<p>L\u2019affetto del poeta verso il cane erompe in uno scioglilingua originale di nominazioni, pi\u00f9 che di sinonimi o compassati nomignoli: Achille, Does, Argo, Iris, Kyran, cane di Posillipo, cane di Termoli, Fiorino. Ogni voce emette guaiti\u2026 <em>misteriosi \/gli accessi dell\u2019affetto<\/em> (strofa XIII). Ma anche espressioni comprensibili, umane: <em>Te ne stavi\/diritto sulle zampe e a testa alta\/ come una doverosa sentinella.\/<\/em> (strofa XV). Voci in dialogo, uomo e animale, che ispirano 28 strofe.<\/p>\n<p>Il cane, amico <em>\u201czeccuse\u201d<\/em> cio\u00e8 marchiato da zecche, esercita un\u2019attrazione fatale. Riconoscibile in esso l\u2019intrepida Sfinge, intramontabile mito egizio, che accanto alle piramidi, legge il tempo, non solo <em>kronos<\/em>, ma anche mistero, a cui l\u2019uomo sovente apre l\u2019intelletto e il cuore.<\/p>\n<p>Ha meritato privilegi il cane, l\u2019empatia del padrone e il simbolico nome: Fiorino, cio\u00e8 ricchezza.<\/p>\n<p>Come non pensare ad Argo, che con Penelope, aspetta trepido il giramondo padrone Ulisse, l\u2019Odisseo? Come non pensare a un convivio ristretto, alla cena per due, in cui non distingui il servo dal padrone? Penso anche al cane-poeta, un fenomeno, un archetipo. &lt;I creativi sotto la patina della normalit\u00e0 sono imprevedibili&gt; aveva scritto lo Scarale all\u2019amico musicista Giuseppe Fiorentino (<em>Lo Sperone Nuovo<\/em>, gennaio 2010, p. 3).<\/p>\n<p>Nella folla delle chiose, si fa strada quel fido cane, che, come assembra il disperso gregge, cos\u00ec congrega il mondo al vento dell\u2019amore (<em>Versi sottovento<\/em>, p. 14), alla giustizia ventura.<\/p>\n<p>Non \u00e8 poco!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente articolo esce nel primo decennale della pubblicazione di \u201cVersi sottovento\u201d (2006-2016), ultima opera di Giovanni Scarale, venuto a mancare il 2 aprile 2010.nSono grato a Giuseppina D\u2019Errico, consorte del poeta, per le notizie e la consultazione dell\u2019archivio. M. Totta Non solo \u00e8 colui che inventa immagini il poeta, combinando le parole. 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