{"id":685,"date":"2010-01-30T21:06:15","date_gmt":"2010-01-30T20:06:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/2010\/01\/30\/il-miracolo-della-beatificazione-di-padre-pio\/"},"modified":"2026-05-19T18:51:43","modified_gmt":"2026-05-19T16:51:43","slug":"il-miracolo-della-beatificazione-di-padre-pio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/il-miracolo-della-beatificazione-di-padre-pio\/","title":{"rendered":"Il miracolo della beatificazione di padre Pio"},"content":{"rendered":"<p><!-- Blocco HTML personalizzato in WordPress --><\/p>\n<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">Nell\u2019esaminare le guarigioni, che vengono riferite come miracolose, ottenute dal Signore per l\u2019intercessione di Padre Pio, cerco di essere il pi\u00f9 possibile asettico e di vestirmi solo della mente dello scienziato; la mia rigidit\u00e0 \u00e8 persino esagerata. Mi sono lasciato guidare dai fatti, senza nulla aggiungere, n\u00e9 togliere e discutere; di fronte ad un malato guarito in modo \u201cmiracoloso\u201d mi sono sempre comportato come davanti ad un malato ordinario. Esamino il caso senza alcuna prevenzione, valutando l\u2019insieme degli argomenti.<br \/>\nNell\u2019esaminare sia la guarigione della signora Consiglia De Martino sia altre guarigioni ottenute per l&#8217;intercessione di Padre Pio, il mio scrupolo \u00e8 divenuto sempre pi\u00f9 eccessivo.<br \/>\nAnche se, pi\u00f9 volte, ho pensato che fosse giusto fondere la mia mente di uomo di scienza con quella di uomo di fede.<br \/>\nDal punto di vista scientifico mi attengo a dei parametri di valutazione ben precisi, perch\u00e9 una guarigione possa dirsi straordinaria.<br \/>\nDr. Pietro Gerardo Violi<\/div>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Il fatto: guarigione della sig.ra Consiglia Di Martino<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Achieva-1.50-T6_590.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6763\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Achieva-1.50-T6_590-300x225.jpg\" alt=\"varie_Achieva-1.50-T6_590\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Achieva-1.50-T6_590-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Achieva-1.50-T6_590.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>CONSIGLIA DE MARTINO \u00e8 nata a Salerno il 20-01-1952, \u00e8 casalinga, coniugata dal 1972 con Antonio Rinaldi, commerciante. All\u2019atto del Processo il padre \u00e8 vivente e gode di buona salute. La madre \u00e8 deceduta all\u2019et\u00e0 di 50 anni per tumore cerebrale.<br \/>\nRivedendo l\u2019anamnesi patologica relativa al ricovero del primo novembre 1995, riporto le parti pi\u00f9 salienti.<br \/>\nLa sera del 31 ottobre 1995, la Paziente, dopo due giorni di stress psico-fisico, per l\u2019assistenza in ospedale ad uno zio, mentre cenava in casa di una parente, accus\u00f2, dopo un accesso stizzoso di tosse, una sensazione dolorosa, definita come \u201cstrappo\u201d, \u201cfitta\u201d, localizzata nella parte alta dell\u2019emitorace di sinistra, regione sternale, sopraclaveare. La paziente attribuisce il malessere alla intensa attivit\u00e0 fisica espletata per l\u2019assistenza a questo parente gravemente ammalato e poi deceduto. Nelle 48 ore precedenti, infatti pi\u00f9 volte sollev\u00f2 e aiut\u00f2 a cambiare di posizione l\u2019ammalato. Durante uno di questi sforzi, avvert\u00ec un dolore lancinante al petto come uno strappo. Ritornata al proprio domicilio, incominci\u00f2 ad avvertire sensazione di malessere generale.<br \/>\nLa mattina successiva, 1 novembre 1995, avvert\u00ec un mal definibile come sensazione di oppressione al petto, per cui ripar\u00f2 in casa della sorella Carmela. Qui si accorse, poco dopo, di un \u201csenso di gonfiore\u201d nella zona sopraclaveare sinistra ed un senso di soffocamento. Controllandosi allo specchio, not\u00f2, in tale sede una grossa tumefazione, della grandezza di un\u2019arancia. Pertanto, spaventata, si fece accompagnare immediatamente, dal cognato Luigi Rinaldi, al Pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Salerno \u201cS. Giovanni di Dio e Ruggi D\u2019Aragona\u201d. Appena giunta, il sanitario di guardia, dottoressa Silvana Anzalone, dispose l\u2019immediata esecuzione di una TC total body senza mezzo di contrasto. L\u2019esame evidenzi\u00f2:<br \/>\n\u201cPresenza di raccolta fluida in sede latero-cervicale sn che si estrinseca in sede sopra e sotto-claveare omolaterale, comprimendo e dislocando le strutture viciniori verso il controllato. Disomogeneit\u00e0 con presenza di fluido anche in sede mediastinica e retrocrurale. Presenza di raccolta fluida della stessa densit\u00e0 di quella trovata a livello cervicale, nel retroperitoneo mediano adesa ai grossi vasi, agli psoas ed agli ureteri\u201d.<br \/>\nProntamente venne ricoverata presso la III Divisione di Chirurgia Generale ove, all\u2019esame obbiettivo, le venne riscontrata la tumefazione, che il Medico descrive nel modo seguente: in fossa sopraclaveare sinistra presenta una tumefazione mobile, molle, fluttuante, non aderente ai piani sottostanti; di carattere non infiammatorio, ricoperta da cute normale. Nella serata del medesimo giorno, per meglio precisare la diagnosi, dopo alcune ore, la Paziente fu sottoposta a nuovo esame TC total body con mezzo di contrasto. Il secondo esame conferma il dato gi\u00e0 acquisito.<br \/>\n\u201cSi conferma quanto rilevato all\u2019esame diretto con la presenza della raccolta fluida in sede latero-cervicale, sopra e sotto-claveare sinistra, mediastinica, retrocrurale e retroperitoneale mediana. Segni di compressione sulle strutture mediastiniche con modica dislocazione verso il controllato\u201d.<br \/>\nLe caratteristiche semeiologiche: tumefazione mobile, fluttuante; di sede: regione sopraclaveare sinistra; le indagini strumentali eseguite, in particolare la TC, che definiscono la particolare localizzazione del versamento, sopraclaveare, mediastino posteriore, retroperitoneale, inequivocabilmente hanno fatto pensare ad una lacerazione e successiva rottura del dotto toracico. D\u2019altronde, come con grande oculatezza, fu, poi, posta la diagnosi alla dimissione, avvenuta dopo cinque giorni, senza aver effettuata alcuna terapia n\u00e9 medica, n\u00e9 tantomeno chirurgica, evacuativa e\/o diagnostica.<br \/>\nInfatti il giorno successivo, il caso venne esaminato dal Primario della Divisione. Egli prese visione delle TC eseguite, visit\u00f2 la sig.ra De Martino e pose diagnosi di rottura o lacerazione del dotto toracico conseguente a trauma con imponente versamento di liquido linfatico, stimato in circa due litri, e pose, inoltre, indicazione ad un intervento chirurgico non essendo attuabile alcun\u2019altra terapia.<br \/>\nPer poter meglio comprendere il caso clinico e dare una giusta comprensione al tutto, in quanto, talvolta, qualcosa potrebbe apparire lacunosa, credo sia opportuno ricordare brevemente la fisiologia e l&#8217;anatomia della linfa, della circolazione linfatica e dei canali collettori linfatici.<br \/>\nIn condizioni ordinarie la linfa si forma a partire dal liquido intercellulare, fuoriuscito in eccesso dai capillari, aumentato a livello del tratto intestinale, del fegato, e del cuore.<br \/>\nLa quantit\u00e0 di linfa che si forma \u00e8 discontinua e variabile, comunque \u00e8 stata calcolata intorno a 4 ml\/min\/Kg; alcune sostanze possono aumentare tale produzione o con un&#8217;azione lesiva sull&#8217;endotelio capillare o variando le pressioni oncotiche. Viene prodotta, specialmente nel primo caso, una linfa oseremmo dire &#8220;pi\u00f9 densa&#8221;, con abbondante contenuto proteico.<br \/>\nLa composizione della linfa varia secondo il territorio dal quale proviene; la linfa proveniente dall&#8217;intestino, contiene prodotti di assorbimento , oltre a contenere i materiali elettrolitici cristalloidi identici a quelli del plasma; praticamente \u00e8 nella stessa concentrazione, in proteine lievemente inferiori, anche se quella del dotto toracico giunge a possedere quasi tante proteine quanto il plasma ed uguali ad esse.<br \/>\nLa linfa del dotto toracico \u00e8 particolarmente ricca di grassi, ai quali deve il suo aspetto lattescente, tale aspetto \u00e8 specialmente accentuato durante il periodo di assorbimento intestinale. Contiene inoltre gli elementi figurati, praticamente la quasi totalit\u00e0 di linfociti. La densit\u00e0 della linfa \u00e8 leggermente superiore a quella del plasma. La viscosit\u00e0 \u00e8 alquanto inferiore di quest&#8217;ultimo.<br \/>\nTra le altre funzioni vi \u00e8 quella di trasporto delle proteine, di queste particolarmente l&#8217;albumina, sfuggite al compartimento vascolare; se non avvenisse tale trasporto ci sarebbe un accumulo nello spazio interstiziale di tali proteine che agirebbero aumentando la forza oncotica; si verrebbe a creare un edema progressivo per richiamo continuo di acqua in tale sede.<br \/>\nPer tali caratteristiche una volta che si crea uno spandimento nelle cavit\u00e0 o una stasi nell&#8217;interstizio, vedi elefantiasi arti inferiori, cos\u00ec detto &#8220;edema duro&#8221;, il riassorbimento avviene molto, ma molto lentamente, oppure diventa saccato.<br \/>\nVorrei soffermarmi brevemente sull&#8217;anatomia dei canali collettori linfatici: il dotto toracico ed il dotto toracico di destra.<br \/>\nIl dotto toracico rappresenta il tronco collettore di tutti i linfatici del corpo, ad eccezione di quelli che provengono dall&#8217;arto superiore destro, dalla met\u00e0 destra, della testa, del collo e del torace, che vanno a formare il condotto linfatico di destra.<br \/>\nIl dotto toracico nasce nella parte superiore della cavit\u00e0 addominale, come continuazione di una formazione sacciforme, la cisterna del chilo, o cisterna del Pecquet, che rappresenta il punto ove confluiscono tutti i tronchi linfatici sotto-diaframmatici. Da qui il dotto toracico attraversa il diaframma passando attraverso l&#8217;orifizio aortico ed arriva nel mediastino posteriore, che percorre verticalmente. Uscendo dal torace, giunge in corrispondenza della base del collo, a sinistra, ove termina sboccando, il pi\u00f9 delle volte, nel punto di confluenza della vena giugulare interna con le vena succlavia.<br \/>\nI suoi rapporti: la cisterna del Pecquet, da dove nasce il dotto toracico, \u00e8 situata profondamente. posta al davanti della colonna vertebrale, al di dietro dell&#8217;aorta, tra i due pilastri del diaframma. Il segmento cervicale del dotto toracico \u00e8 posto nello spazio indicato quale trigono dell&#8217;arteria vertebrale. Il tratto terminale di questo segmento ha la forma di un arco con concavit\u00e0 inferiore. Il dotto comincia a piegarsi in avanti e lateralmente per contornare l&#8217;apice del polmone, ad un&#8217;altezza che corrisponde al margine inferiore della settima vertebra cervicale; qui viene ingrossato dai tronchi, giugulare, succlavio, bronco-mediastinico, si dilata a formare un&#8217;ampolla; poi si restringe di nuovo, proprio nel punto ove sbocca nel sistema venoso. Una piccola osservazione: nel vivente, assai spesso, il sangue venoso si spinge nell&#8217;ampolla, nonostante la presenza di due valvole, che si trovano nel punto di sbocco del condotto.<br \/>\nLa terapia praticata e che viene riportata in letteratura \u00e8 quella chirurgica; infatti, la risoluzione si ha sempre dopo la legatura del dotto associato al drenaggio toracico.<br \/>\nGi\u00e0 dalla mattina del 2 novembre, le condizioni cliniche evolvono in maniera inaspettatamente favorevole, senza che venga praticata alcuna terapia medica n\u00e9 tanto meno un intervento chirurgico. La tumefazione si riduce pi\u00f9 della met\u00e0 e la sintomatologia soggettiva regredisce completamente.<br \/>\nIl fatto che sia stato un episodio clinico acuto lo dimostra, oltre che la sintomatologia avvertita dalla Paziente e le indagini strumentali, anche l\u2019esame emocrocitometrico eseguito il giorno 01-11-1995<br \/>\nAlla Paziente, ribadisco, non viene effettuata alcuna terapia n\u00e9 medica, n\u00e9 chirurgica.<br \/>\nGli esami ematochimici, ricontrollati Il giorno dopo, cio\u00e8 il 2-11-1995, risultano nella norma.<br \/>\nIl giorno 3 novembre la tumefazione \u00e8 completamente scomparsa e la paziente asintomatica. In tale data si pu\u00f2 datare la guarigione, secondo tutte le testimonianze raccolte.<br \/>\nLa malata fu comunque trattenuta in ospedale per l\u2019esecuzione di altri accertamenti.<br \/>\nIl giorno successivo, 4 novembre, un esame ecografico non evidenzia raccolta a livello addominale e la radiografia del torace, dopo circa tre giorni, recita: \u201cAllo stato attuale non c\u2019\u00e8 esistenza di raccolte\u201d<br \/>\nLuned\u00ec 6 novembre viene eseguito un nuovo controllo TC total body con mezzo di contrasto: \u201cNon alterazioni densitometriche parenchimali focali cerebrali. In asse le strutture della linea mediana. Sistema ventricolare regolare. Non alterazioni densitometriche parenchimali polmonari focali. Non tumefazioni linfonodali alle stazioni ilo-mediastiniche. Epatomegalia a densit\u00e0 omogenea. Milza, pancreas e reni senza evidenti lesioni focali. Non visibilit\u00e0 di processi espansivi in pelvi. Non raccolte latero-cervicali, mediastiniche od in addome. Non significative tumefazioni linfonodali alle stazioni addomino-pelviche\u201d.<br \/>\nPersistendo condizioni di completo benessere, la paziente De Martino Consiglia viene dimessa dall\u2019ospedale clinicamente guarita.<br \/>\nLa diagnosi alla dimissione \u00e8 stata cos\u00ec formulata: \u201cSpandimento di liquido dalla fossa sovraclaveare sn lungo il mediastino posteriore ed il retroperitoneo fino allo psoas di sn di sospetta filtrazione traumatica del dotto toracico al suo sbocco\u201d.<\/p>\n<p>Ci troviamo, per le sue caratteristiche, di fronte ad un chilotorace con spandimento in retroperitoneo, qualunque sia stata la causa, anche se la clinica fa pensare ad un fatto traumatico.<br \/>\nLa linfa per le sue caratteristiche, prevalentamente per la pressione oncotica, legata alle proteine (dalla cartella clinica risulta una riduzione delle proteine sieriche totali) prevalentamente albumina, ed altri componenti, simili a quelli plasmatici, come riferito nella premessa, determina un aumento di liquidi nel comparto dove avviene lo spandimento, salvo che non venga drenata. In questo caso, non solo non vi \u00e8 stato un aumento del versamento nelle cavit\u00e0 in cui vi era linfa, ma al contrario una scomparsa cos\u00ec rapida, avvenuta in modo inspiegabile clinicamente e scientificamente, con la guarigione clinica della Paziente CONSIGLIA DE MARTINO.<br \/>\nLa guarigione della signora Consiglia De Martino \u00e8 una guarigione repentina e ritenuta eccezionale dai medici testimoni e dai vari periti per la modalit\u00e0 con cui \u00e8 avvenuta.<br \/>\nL\u2019eccezionalit\u00e0 che la caratterizza \u00e8 legata alla pressoch\u00e9 immediata, completa e spontanea scomparsa di una ingente quantit\u00e0 di liquido, stimata in circa due litri, che per la sua composizione e per il suo elevato contenuto di sostanze, sicuramente non \u00e8 suscettibile di riassorbimento spontaneo.<br \/>\nLa risoluzione spontanea della patologia permette di evitare l\u2019intervento chirurgico gi\u00e0 programmato perch\u00e9 inizialmente ritenuto indispensabile ai fini della guarigione clinica: gi\u00e0 nelle prime 24 ore di degenza, la sintomatologia soggettiva regredisce spontaneamente tanto che la paziente diviene completamente asintomatica e il giorno 3 novembre all\u2019esame obiettivo, la tumefazione non \u00e8 pi\u00f9 rilevabile. Gli esami di controllo, come abbiamo gi\u00e0 detto, eseguiti nei giorni successivi, confermano una evoluzione favorevole della patologia non evidenziando pi\u00f9 la presenza di spandimento liquido.<br \/>\nDopo la dimissione vengono eseguiti numerosi controlli clinici e strumentali da cui si evince che la guarigione \u00e8 stata completa e duratura nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La beatificazione di Padre Pio, avvenuta a Roma il 2 maggio 1999.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Dr Pietro Gerardo Violi &#8211; Medico Chirurgo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Leggi anche \u00a0l&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?p=684\">Il miracolo della canonizzazione di Padre Pio<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019esaminare le guarigioni, che vengono riferite come miracolose, ottenute dal Signore per l\u2019intercessione di Padre Pio, cerco di essere il pi\u00f9 possibile asettico e di vestirmi solo della mente dello scienziato; la mia rigidit\u00e0 \u00e8 persino esagerata. 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