{"id":657,"date":"2009-09-18T19:55:25","date_gmt":"2009-09-18T17:55:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?p=657"},"modified":"2024-08-22T18:24:15","modified_gmt":"2024-08-22T16:24:15","slug":"la-sanita-ed-il-malato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/la-sanita-ed-il-malato\/","title":{"rendered":"La cultura dell\u2019attenzione del mondo della sanit\u00e0 nei confronti del  malato"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">[su_box title=&#8221;Introduzione&#8221; box_color=&#8221;#F2F3F4&#8243; title_color=&#8221;#4F4F4F&#8221;]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il\u00a0Dr. Pietro Gerardo Violi, medico egregio in pensione,\u00a0\u00a0ha svolto la sua missione presso l&#8217;IRCCS &#8220;Casa Sollievo della Sofferenza&#8221; di San Giovanni Rotondo, mettendo in pratica fino in fondo l&#8217;insegnamento di padre Pio:\u00a0<em>\u00abIn ogni ammalato vi \u00e8 Ges\u00f9 che soffre. In ogni povero vi \u00e8 Ges\u00f9 che langue. In ogni ammalato povero vi \u00e8 due volte Ges\u00f9 che soffre e che langue\u00bb.<\/em><\/p>\n<div>Si riporta qui, integralmente, la sua pregevole relazione sul tema\u00a0&#8220;La cultura dell\u2019attenzione del mondo della sanit\u00e0 nei confronti del\u00a0 malato&#8221;,\u00a0tenuta\u00a0al<em> 7\u00b0 Convegno Regionale dell&#8217;Emilia Romagna, Consulta Regionale per la pastorale della salute<\/em>, il 17 aprile 2004.\u00a0\u00a0Raro esempio di come\u00a0un medico\u00a0dovrebbe guardare , oltre che nel corpo,\u00a0nell\u2019animo dei suoi pazienti, \u00a0ponendo\u00a0sempre il malato, quale soggetto fragile e\u00a0bisognoso di aiuto, \u00a0al centro delle sue amorevoli attenzioni.<\/div>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">[\/su_box]<\/span><\/p>\n<div><\/div>\n<figure id=\"attachment_7300\" aria-describedby=\"caption-attachment-7300\" style=\"width: 589px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7300\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_casa_sollievo_590.jpg\" alt=\"Casa Sollievo della Sofferenza\" width=\"589\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_casa_sollievo_590.jpg 589w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_casa_sollievo_590-300x145.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7300\" class=\"wp-caption-text\">Casa Sollievo della Sofferenza<\/figcaption><\/figure>\n<p>Grazie a tutti per avermi dato l\u2019opportunit\u00e0 di parlare su di un tema a me molto caro: \u00abLa cultura dell\u2019attenzione del mondo della sanit\u00e0 nei confronti del malato\u00bb. Inizier\u00f2 a trattarlo citando le \u00abconclusioni\u00bb, che abitualmente vengono fatte alla fine e cio\u00e8: invito tutti a dedicare questo incontro ai pazienti, che, in ultima analisi, sono sempre i nostri maggiori maestri e ci hanno aiutato a diventare medici e uomini.<\/p>\n<p>La medicina, oggi, non pu\u00f2 sottrarsi ad un ripensamento della propria antropologia di riferimento per definire, con rinnovato coraggio, una riflessione morale ed etica che riproponga la centralit\u00e0 dell\u2019uomo e dell\u2019uomo persona.<\/p>\n<p><em>IL FINE ONTOLOGICO DELLA CLINICA \u00c8 GUARIRE IL PAZIENTE.<\/em><\/p>\n<p>Al nostro sistema sanitario quest\u2019avventura risulta provocatoria per almeno tre motivi.<\/p>\n<p>&#8211; Il primo consiste nella crisi della professione medica. L\u2019istituto ordinistico, il rapporto collegiale, la pletora medica, la sperequazione economica, la superspecializzazione, la pressione commerciale dell\u2019industria farmaceutica e la mistificazione di un\u2019apparente competizione pubblico-privato sono alcune delle ragioni per le quali oggi il medico vive oggettivamente una crisi di identit\u00e0, che si traduce in un rapporto conflittuale con la vocazione primitiva all\u2019arte di guarire.<\/p>\n<p>&#8211; Il secondo motivo di provocazione viene dal mondo universitario che tradisce la sua preminente funzione di educare alla medicina.<\/p>\n<p>&#8211; Il terzo, provocatorio anch\u2019esso, \u00e8 l\u2019orizzonte etico e culturale di questo tempo della post-modernit\u00e0 al cui interno scompare la forza dell\u2019esperienza personale, scompare la violenza della malattia e dell\u2019esperienza della finitezza dell\u2019uomo-medico e dell\u2019uomo-malato, per far luogo ad una sommatoria di esperienze puntuali.<\/p>\n<p>Affievolita, dunque, \u00e8 la centralit\u00e0 della persona umana nell\u2019orizzonte di riferimento e del <em>proprium<\/em> della medicina; ancora incerta appare l\u2019Universit\u00e0 sempre pi\u00f9 ricca di tabelle didattiche e sempre pi\u00f9 povera di Maestri e, per ultimo, resta distante dalla sua originale vocazione l\u2019identit\u00e0 professionale del medico.<\/p>\n<p>Per noi medici non dovrebbe esistere la malattia, ma il malato.<\/p>\n<p>Bisogna riscoprire con passione il dialogo medico-paziente e fare risorgere l\u2019arte della diagnosi; essa deve emergere come un carisma professionale che cresce e si perfeziona nel tempo e il medico deve sapere che verr\u00e0 realizzata solo quando riuscir\u00e0 a capire di avere di fronte una persona umana, una complessa e sempre individuale realt\u00e0 personale di corpo e di psiche che le contemporanee tecnologie biomediche sovente annullano o semplificano a sommatoria di organi ed apparati.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">La frammentazione della persona<\/span><\/em><\/p>\n<p>Spesso l\u2019uomo di oggi \u00e8 gi\u00e0 a pezzi, alla ricerca disperata di rimettere insieme i frammenti\u00a0 del suo essere ed \u00e8 proteso verso un centro di gravit\u00e0 permanente che ha smarrito.<\/p>\n<p>Possiamo forse parlare della frammentazione della persona,\u00a0 l\u2019uomo a brandelli in tutte le varianti della vita: sociale, familiare, ideologica, politica, medico-sanitaria; credo sia il dramma dell\u2019uomo moderno, vissuto in maniera forse inconsapevole, perch\u00e9 tutto viene propinato come interesse della persona e del singolo.<\/p>\n<p>Non di rado, per\u00f2, l\u2019uomo viene \u201cfatto a pezzi\u201d anche dalla societ\u00e0 che lo circonda che, nelle sue singole componenti (la famiglia, l\u2019azienda, il partito, la squadra, il circolo, la TV, la pubblicit\u00e0, le tecnologie, il denaro, includerei anche, talvolta, la Chiesa) fa di tutto per appropriarsi di un suo segmento, senza tener conto della sua interezza.<\/p>\n<p>In tutto questo ci inseriamo anche noi medici, che contribuiamo al suo smembramento occupandoci solo di un organo per volta, senza tener presente le naturali interazioni esistenti tra tutti i vari apparati all\u2019interno del complesso organismo umano.<\/p>\n<p>Eppure tutti sono ormai convinti della ineluttabile importanza della unit\u00e0 psico-fisica e spirituale, di cui troppo spesso ci si dimentica, nella pratica clinica quotidiana.<\/p>\n<p>Ormai tutti sono arrivati, finalmente, ad avvertire questa inderogabile necessit\u00e0 di una nuova presa di coscienza per un recupero della visione globale, a fronte di interventi specialistici plurimi, consecutivi, senza coordinamento reciproco.<\/p>\n<p>Forse perch\u00e9 oggi la settorializzazione delle competenze specialistiche si \u00e8 spinta cos\u00ec avanti da raggiungere il suo punto di rottura, sperando che non vi sia quello di non ritorno, perch\u00e9 in tal caso arriveremmo alla creazione di un frammento pluri-frammentato.<\/p>\n<p>Il medico specialista attuale, quasi sempre, subito dopo il corso di studi universitari, si dedica ad una branca specialistica o ad una sola tecnica specialistica, trascurando ogni altra ampia formazione. Tutti ormai avvertono il pericolo di una gestione cos\u00ec frammentaria dell\u2019uomo malato, per cui tutti aspirano ad una ricomposizione dei singoli tasselli del mosaico \u00abuomo\u00bb. Allora ecco la necessit\u00e0 di creare la nuova figura del medico, o meglio, di riscoprirne quella antica del medico che si sforza di ricomporre i molti pezzi sparsi; che non considera una perdita di tempo guardare tra gli innumerevoli esami del dossier, dove spesso si nasconde \u00a0la soluzione del caso; che non si scoraggia nel trovarsi quotidianamente al centro di problematiche complesse da risolvere; che, infine, ma non per ultimo, sia attento agli aspetti psico-sociali e affettivi del paziente.<\/p>\n<p>Bisogna diffondere la cultura che evita la frammentazione dell\u2019uomo, uno scempio a cui si assiste per routin nella pratica medica quotidiana ed a cui dobbiamo opporci con maggiore vigore, proprio nell\u2019interesse dei malati.<\/p>\n<p>L\u2019avanzata tecnologia, se non gestita bene, pu\u00f2 contribuire a peggiorare il rapporto Medico-Paziente, rendendo la Medicina sempre pi\u00f9 disumanizzata e disumanizzante.<\/p>\n<p>Ci chiediamo quale sia il giusto rapporto tra Medico e Paziente?! Forse questa immagine, presa in prestito dal Dott. Sgambato, lo rappresenta. L\u2019uomo sofferente, posto al centro della scena della Vita da un nuovo Umanesimo, viene ricomposto nei suoi molti frammenti e avvolto amorevolmente dalle delicate attenzioni del Medico, in un magico rapporto di equilibrio tra la capacit\u00e0 di ascolto competente ed umanizzato che noi, vecchi medici, chiamiamo anamnesi e che \u00e8 rappresentato dagli auricolari, e la visita clinica fatta anche con la tecnologia pi\u00f9 moderna e sofisticata raffigurata dalla chiocciola.<\/p>\n<p>Questo novello uomo viene cullato in un dolce mare di pace e di serenit\u00e0.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">La decadenza attuale<\/span><\/em><\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario che il Medico sappia guardare nell\u2019animo dei suoi pazienti, oltre che nel corpo (sono tante ormai le patologie da somatizzazione) e che sappia sfruttare, con intelligenza e saggezza, tutte le meraviglie della tecnologia moderna.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 sosteneva l\u2019Umanesimo, ma prima ancora Platone, l\u2019uomo, nel suo microcosmo, riassume il macrocosmo: in una mirabile proporzione \u00e8 la miniatura dell\u2019Universo.<\/p>\n<p>Oggi viviamo sicuramente in un\u2019epoca di decadenza perch\u00e9 sempre pi\u00f9 immanente \u00e8 il culto del mercato e della tecnologia, al cui altare vengono sacrificati i concetti di persona e di rispetto dell\u2019integrit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Al centro dell\u2019universo non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019uomo, ma l\u2019euro, il dollaro, lo Yen, il mercato, il profitto, la produttivit\u00e0, la pseudo-efficienza, asservita non al miglioramento delle condizioni umane, ma al maggior utile ricavabile dallo sfruttamento della persona nella sua qualit\u00e0 di cliente, dipendente, subalterno e, perch\u00e9 no, di malato.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 l\u2019egoismo individuale che, purtroppo, tende a predominare e all\u2019interno dell\u2019organizzazione l\u2019uomo non viene considerato altro che una variabile ininfluente o che conta sempre meno.<\/p>\n<p>Questo <em>modus vivendi<\/em>, accettato, pubblicizzato ed incentivato anche dai media, non pu\u00f2 che produrre un individualismo esasperato, sino all\u2019egoismo imperante, che inevitabilmente porta allo strapotere del pi\u00f9 forte e di conseguenza alla demotivazione o al conflitto sociale.<\/p>\n<p>In tutta questa decadenza di valori \u00e8 naturale che a farne le spese siano le fasce pi\u00f9 deboli o quelle che non sono in grado di partecipare alla contesa. Naturale, quindi, che chi non \u00e8 in grado di produrre venga visto come un peso per la societ\u00e0, il gruppo, l\u2019azienda e purtroppo, sempre pi\u00f9 spesso, anche per la famiglia.<\/p>\n<p>\u00c8 facile quindi che l\u2019anziano, il disabile, il malato vengano emarginati o subiscano vere e proprie prepotenze da parte dei pseudo-sani, che hanno ancora piccoli spazi di potere. E ci\u00f2 non scandalizza coloro che sono stati allevati in una dimensione in cui regna in modo assoluto l\u2019economia, in cui gli \u201cdei\u201d da adorare sono il mercato ed il profitto.<\/p>\n<p>La logica del mercato e la logica del profitto sono applicate senza vergogna anche in ambito sanitario, nei confronti di altri uomini non diversi dai medici se non in quanto provati dalla malattia.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Prima\u00a0 del\u00a0 profitto:\u00a0 l\u2019uomo<\/span><\/em><\/p>\n<p>Il contatto quotidiano con le infermit\u00e0 dovrebbe farci da maestro di vita e farci cogliere i veri valori dell\u2019esistenza. Il contatto ravvicinato con il mistero della morte dovrebbe richiamare continuamente alla mente o almeno non farci dimenticare la relativit\u00e0 del nostro essere uomini, la fragilit\u00e0 della nostra condizione umana, la caducit\u00e0 delle cose, del potere, della fama, della ricchezza, della vita. Ma ci\u00f2 non avviene se non allorquando siamo toccati \u00a0dalla malattia nella nostra persona o in quella dei nostri famigliari.<\/p>\n<p>Ci chiediamo: quale fine far\u00e0 la Umanizzazione in questo mondo tecnologico che guarda unicamente all\u2019economia?<\/p>\n<p>La centralit\u00e0 della persona umana nei servizi socio-sanitari \u00e8 messa pesantemente in discussione, perch\u00e9 molti, siano essi laici o religiosi, non credono pi\u00f9 in essa. Le riforme vengono fatte per gli amministrativi, i politici, i sindacati, per gli operatori sanitari e, per ultimo, per il malato.<\/p>\n<p>La sanit\u00e0 \u00e8 una cosa seria! Non pu\u00f2 essere lasciata nelle mani dei managers: i medici sono stati emarginati e sottoposti interamente al potere amministrativo. Tutto questo, oltre che ai medici, nuoce soprattutto ai pazienti.<\/p>\n<p>Anche il malato ha la sua colpa perch\u00e9 \u00abla professione medica \u00e8 assimilata alle scienze esatte e gli eventi avversi non prevedibili vengono fatti risalire alla cattiva volont\u00e0\u00a0 del medico. Ma la medicina non e&#8217; una scienza esatta\u00bb.<\/p>\n<p>I sanitari chiedono di non essere criminalizzati.<\/p>\n<p>In ospedale vanno molte pi\u00f9 persone che in parrocchia, e per taluni \u00e8 l\u2019ospedale il vero tempio. Non tutti gli uomini e non tutti i malati vanno in chiesa, ma tutti gli uomini e tutti i malati, prima o poi, vanno in ospedale.<\/p>\n<p>Prima del profitto: l\u2019uomo<span style=\"text-decoration: underline;\">.<\/span><\/p>\n<p>La massima attenzione negli ospedali non deve essere finalizzata al maggior profitto derivabile, ma alla migliore qualit\u00e0 possibile; bisogna investire in umanit\u00e0. Poi in tecnologia. La salute non \u00e8 un prodotto, il malato non \u00e8 un cliente e la sanit\u00e0 deve essere fuori dal mercato.<\/p>\n<p>Tutti i responsabili della sanit\u00e0 devono avere un momento di riflessione e decidere di fare un passo indietro, ponendosi come obbiettivo non il profitto, ma il rispetto della persona umana.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Il\u00a0 ruolo\u00a0 del\u00a0 medico<\/span><\/em><\/p>\n<p>Abbiamo bisogno, quindi, tutti noi, di fermarci un attimo a riconsiderare il grande valore del nostro ruolo e la responsabilit\u00e0 del nostro operare. Sicuramente riscopriremo la bellezza della nostra professione. \u00c8 indispensabile, e non pi\u00f9 rinviabile, ricreare quell\u2019atmosfera di rispetto intorno alla figura del medico e della medicina, non nell\u2019interesse di noi operatori del settore, ma solo di coloro che devono usufruirne: i malati.<\/p>\n<p>Quella nonnina ricoverata da troppi giorni, frattura di femore, insufficienza cardiaca, diabete, piaghe da decubito ed altro, per gli addetti all\u2019amministrazione pu\u00f2 essere un costo, per noi deve essere un valore da salvaguardare. \u00c8 vero che, spesso, la indichiamo con il numero di stanza o con la patologia, \u201cla signora della frattura\u201d, ma \u00e8 anche vero che spesso ci fermiamo a parlare con lei, arricchendoci dei suoi ricordi e della sua forza d\u2019animo, e, uscendo dalla stanza, ci incontriamo con i figli, i nipoti, con i suoi affetti, per i quali quello che conta \u00e8 la sua sopravvivenza e quando riusciremo a metterla in piedi, perch\u00e9 non pu\u00f2 mancare al matrimonio della nipotina, che tra l\u2019altro porta il suo nome. Tocca a noi amalgamare gli aspetti scientifici con quelli etici ed economici, pur sapendo che la ricerca del perfetto equilibrio \u00e8 un\u2019opera difficilissima. Non deve accadere che si abbia un sopravvento delle nozioni amministrative\/gestionali su quelle scientifiche \/umanitarie.<\/p>\n<p>La massima attenzione, nel processo produttivo delle prestazioni sanitarie, non deve essere rivolta al profitto derivabile, ma alla migliore qualit\u00e0 possibile. L\u2019obiettivo principe deve essere la qualit\u00e0 del prodotto e non il profitto. Se ci sar\u00e0 una buona qualit\u00e0, ci sar\u00e0 poi anche un profitto, ma comunque questo \u00e8 l\u2019aspetto che dobbiamo lasciare agli amministrativi.<\/p>\n<p>Vediamo come il medico pu\u00f2 conciliare questi aspetti, scientifici, etici, economici, tutti sacrosanti. Certo l\u2019aspetto economico ha una notevole importanza, ma non pu\u00f2 diventare prioritario rispetto al principio etico di base che \u00e8 la difesa della vita.<\/p>\n<p>Al medico responsabile spetta il compito di utilizzare con il massimo raziocinio le risorse, agendo in maniera coscienziosa e facendo attenzione ad evitare gli sprechi. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 e deve essere costantemente migliorato, corretto in base a programmi, di continua verifica e revisione della qualit\u00e0, volti a sottolineare la differenza tra ci\u00f2 che si fa\u00a0 e ci\u00f2 che si dovrebbe fare.<\/p>\n<p>Allora il personale medico e non medico deve prendere una decisione cruciale quando \u00a0\u00a0si trova di fronte al grande bivio: \u00abMedicina basata sul denaro\u00bb o \u00abmedicina basata sull\u2019uomo\u00bb. A questo punto tutti i medici, ma non solo essi, devono guardarsi allo specchio ed ogni\u00a0 volta che si accingono a lavorare devono farsi un sereno esame di coscienza e chiedersi da che parte vogliono andare.<\/p>\n<p>La strada della medicina basata sul denaro \u00e8 fallimentare e non approda a nulla di stabile. La strada maestra, invece, \u00e8 quella basata sull\u2019uomo e deve essere percorsa con la convinzione di difendere la vita. Questa \u00e8 la strada che fa riconquistare la fiducia perduta, non solo all\u2019opinione pubblica, ma anche a noi stessi. Solo lungo questa strada maestra recupereremo il senso della nostra dignit\u00e0. \u00a0E sono convinto che questo bivio non riguarda solo i Medici, ma tutto il genere umano, che oggi, sempre pi\u00f9, \u00e8 spinto sulla illusoria strada\u00a0 dell\u2019utilitarismo.<\/p>\n<p>A chi avesse proprio l\u2019idea fissa del denaro e temesse di vivere, poi, di rimpianti, noi possiamo assicurare che questa strada sar\u00e0 forse pi\u00f9 lunga, ma ugualmente ricca di soddisfazioni e certamente pi\u00f9 dignitosa e sar\u00e0 disseminata della stima di chi gli riconoscer\u00e0, senza invidia e senza maldicenza, i meriti e anche il successo professionale.<\/p>\n<p>Per ottenere questa visione umanistica della vita e della Medicina, lo Stato, la Societ\u00e0, la Famiglia, la Scuola, l\u2019Universit\u00e0 devono investire in Umanit\u00e0 ed in Cultura.<\/p>\n<p>Sembra invece che stia emergendo una generazione di medici attenti pi\u00f9 agli aspetti economici che a quelli scientifici. \u201cAziendalizzazione\u201d, \u201cmanagerialit\u00e0\u201d, \u201cbudget\u201d sono diventate parole magiche ed esprimono concetti che prediligono le tecniche del risparmio, in cui la qualit\u00e0 \u00e8 diventata un optional. Il verbo imperante \u00e8 \u00abrisparmiare\u00bb, a tutti i costi, anche quando ci\u00f2 non risponde a principi etici. Nel settore della Sanit\u00e0 non pu\u00f2 essere enfatizzato il contenimento dei costi, ma bisogna tendere alla eliminazione degli sprechi. In questo settore sono in aumento costi non \u201csanitari\u201d. All\u2019interno degli ospedali crescono gli apparati burocratico-amministrativi, che si autofinanziano e si espandono senza controllo. E questo,\u00a0 non solo in Italia.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Il medico ideale<\/span><\/em><\/p>\n<p>Quali caratteristiche deve avere dunque il medico \u201cideale\u201d?<\/p>\n<p>Deve avere \u00a0l\u2019orgoglio della pluridisciplinariet\u00e0 senza il pregiudizio della specialistica.<\/p>\n<p>Deve\u00a0 prendere decisioni sulla salute e sulla vita.<\/p>\n<p>Deve sapersi sedere sul lettino, accanto al malato. Deve procedere dall\u2019anamnesi \u00a0all\u2019esame obiettivo e, solo dopo, riscontrare le analisi, le radiografie, i referti. Deve occuparsi del paziente e non solo del pancreas, della milza, del fegato.<\/p>\n<p>Deve \u201cvisitare\u201d i suoi pazienti, saper ancora sollevare le coperte per guardare anche le estremit\u00e0 inferiori, senza limitarsi a prescrivere TAC ed RMN e a leggere i relativi risultati.<\/p>\n<p>Non deve accontentarsi della diagnosi fatta da altri, e non certo per svalutare la professionalit\u00e0 del Collega, ma avere lo spirito investigativo dello scienziato, che, applica la metodologia scientifica alla rivisitazione clinica.<\/p>\n<p>Non deve essere un teorico, ma deve coltivare il gusto del concreto, della diagnosi che si articola sui fatti e non sull\u2019arzigogolare astratto.<\/p>\n<p>Non deve limitarsi a prescrivere indagini a tappeto, ma soffermarsi a ragionare su indagini mirate seguendo un filo logico, una consequenzialit\u00e0, una razionale invasivit\u00e0.<\/p>\n<p>Non deve essere terapeuta ad ampio spettro, ma deve interrogarsi su cosa curare e cosa tralasciare, individuando le priorit\u00e0, la convenienza; prevedendo l\u2019interazione dei farmaci inevitabilmente prescritti, la tollerabilit\u00e0, le conseguenze, gli effetti collaterali, i rischi.<\/p>\n<p>Non deve essere il compilatore di medie statistiche, ma colui che cura un paziente, che \u00e8 unico, irripetibile e che \u00e8 in divenire. Non deve aver paura di confrontarsi, di consultarsi, di chiedere il parere di altri esperti dinanzi a problemi complessi e non risolvibili. Non deve accontentarsi delle proprie conoscenze, n\u00e9 perdere il gusto della ricerca, sempre per migliorare l\u2019esistenza dei propri pazienti.<\/p>\n<p>Suo astro deve essere il metodo scientifico, ma senza lasciarsi abbagliare troppo dai trials e dai lavori in doppio cieco. Questi autori spesso devono conquistarsi il principio della beneficialit\u00e0. Gli Autori, cosiddetti autorevoli, quando incominciano a pubblicare troppo, ad essere troppo presenzialisti, devono essere messi in discussione, perch\u00e9 quando metteranno in pratica il frutto del loro lavoro? Volando in aereo da un congresso all\u2019altro?<\/p>\n<p>Il medico \u201cideale\u201d non deve seguire le sollecitazioni farmaceutiche di moda, n\u00e9 assecondare bisogni inesistenti o richieste inutili.<\/p>\n<p>Deve essere prudente, gentile, aperto al dialogo, capace di parlare ma soprattutto di ascolto.<\/p>\n<p>Non deve essere ermetico, ma capace di spiegare cose difficili con parole semplici, di far\u00a0 comprendere al malato il problema che l\u2019affligge.<\/p>\n<p>Deve saper ammettere i propri limiti; essere calmo, paziente, pronto al riprendere se necessario, ma con garbo e senza atteggiamenti autoritari o genitoriali.<\/p>\n<p>Non deve essere catastrofico, provocare ansie, ma onesto, sincero, prodigo dispensatore di incoraggiamenti e di speranza. Anche se di fronte a pazienti portatore di mali irreversibili, non deve mai emettere sentenze o fissare scadenze di morte, perch\u00e9 l\u2019esperienza insegna, al riguardo, che non si possono dire, con supponenza scientifica, cose che ancora nessuno sa con precisione.<\/p>\n<p>Deve osservare inoltre un altro precetto molto importante: prima di comunicare un dato al paziente, deve porsi la domanda su quanta percentuale di certezza dispone. Enunciare la verit\u00e0 non sempre \u00e8 un atto di onest\u00e0 scientifica ed umana. Spesso \u00e8 solo segno di egoismo mirante ad evitare qualsiasi successiva complicazione.<\/p>\n<p>Deve essere riservato, rispettoso della privacy altrui. Non deve mai parlar male dei Colleghi, creando sconcerto e sfiducia in chi ascolta.<\/p>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Un bisogno di fede<\/span><\/em><\/p>\n<p>Non deve imporre il suo credo. Il medico pu\u00f2 anche non essere religioso, ma non pu\u00f2 lasciare almeno uno spiraglio alla speranza, di cui l\u2019uomo ha bisogno come dell\u2019aria.<\/p>\n<p>Mi piace, in questo contesto, citare il cardinale Angelini, il quale afferma: Tutte le umane discipline debbono unirsi nella lotta al dolore, alla malattia; di fronte al dolore non eliminabile, si deve offrire, attraverso la fede, la via della valorizzazione della sofferenza.\u00a0\u00a0 Nessuno come l\u2019operatore sanitario, a tutti i livelli, conosce e sperimenta i limiti della scienza nel combattere il dolore quando esso coinvolge non soltanto il fisico, ma anche la psiche e lo spirito.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza ospedaliera insegna che la fede, anzi il dono della fede, \u00e8 di grande aiuto nell\u2019affrontare la sofferenza. Tale esperienza, tuttavia, dimostra pure che, a sua volta, la sofferenza si trasforma molto spesso in una via alla fede, alla scoperta della sua bellezza e ricchezza. La fede abbracciata dal malato non credente o un tempo dallo stesso disattesa e trascurata, non \u00e8 una resa, come possono sostenere soltanto coloro che non hanno esperienza di malati. \u00c8 una conquista che pu\u00f2 anche apparire inspiegabile, ma che ha effetti a tal punto manifesti, da trasformarla in evento del tutto credibile.<\/p>\n<p>Penso che senza la fede e la forza che da essa discende, il traguardo di avere, tra l\u2019altro, degli Ospedali senza dolore resti inevitabilmente un\u2019utopia. Senza la fede, non tutti, non ovunque, non sempre, avranno la forza di impegnarsi con generosit\u00e0, dedizione e disinteresse in questa missione, i cui risvolti possono anche prestarsi a strumentalizzazione e speculazione.<\/p>\n<p>Infine, il medico non deve aver paura di veder morire il paziente: \u00c8 giusto che non si allontani, che gli rimanga vicino.<\/p>\n<p>Potrebbe sembrare non facile trovare medici con le predette caratteristiche, invece ce ne sono, molti di pi\u00f9 di quanto possa apparire a prima vista. Sarebbe bello se fossero la maggior parte cos\u00ec.<\/p>\n<p>Conclusione<\/p>\n<p>Il cardinale Carlo Maria Martini diceva: La salute non \u00e8 un prodotto, il malato non \u00e8 un cliente e la sanit\u00e0 \u00e8 fuori dal mercato.<\/p>\n<p>Da parte sua la scienza medica non pu\u00f2 scindere l\u2019uomo nei suoi vari componenti o nei suoi organi o addirittura in sub-unit\u00e0 organiche, ma deve vederlo nella sua globalit\u00e0, fatta di organi, ma anche di psiche, di pensiero, di anima, di sentimenti.<\/p>\n<p>La scienza medica, pur trovandosi nell\u2019era del genoma, nell\u2019era delle cellule staminali totipotenti, nell\u2019era degli studi molecolari, ha bisogno, poi, della filosofia e della fede.<\/p>\n<p>La medicina, oggi pi\u00f9 che mai, non pu\u00f2 sottrarsi ad un ripensamento della propria antropologia di riferimento, per cui, con rinnovato coraggio, deve imporsi una riflessione morale ed etica sulla centralit\u00e0 dell\u2019uomo e dell\u2019uomo persona. Solo cos\u00ec il medico riesce ad essere consapevole di avere di fronte a s\u00e9 una persona umana, una complessa e sempre individuale realt\u00e0 di corpo e di psiche che le tecnologie biomediche contemporanee sovente annullano o semplificano ad una sommatoria di organi e di apparati.<\/p>\n<p>Noi che lavoriamo nel campo medico, ma credo anche parecchi osservatori attenti, vediamo la medicina come l\u2019immagine ben nota a tutti: la grande nave e la piccola bussola. La medicina moderna sembra somigliare ad una nave di enormi dimensioni, come pu\u00f2 essere un transatlantico, una \u201cQueen\u201d dotata di attrezzature sempre pi\u00f9 sofisticate, che ha la presunzione di dare risposte a tutto e a tutti, ma che incontra sorprendentemente crescenti difficolt\u00e0 nel rendere ragione della direzione verso cui sta andando, se non interviene quel suo fine ultimo\u00a0 che \u00e8 l\u2019uomo nella sua interezza. E tutto ci\u00f2 senza la fede non ha senso.<\/p>\n<p>La scienza e la tecnica, oggi, si pongono nella prospettiva dell\u2019utile, ma non debbono sottrarsi alle loro responsabilit\u00e0 morali.<\/p>\n<p>L\u2019etica si pone nella prospettiva del buono. Vivendo soltanto ed unicamente nella scienza e nella tecnica, si perde di vista l\u2019etica e scompare la fede, che si colloca nella prospettiva della speranza.<\/p>\n<p>Trovare una fede nella sofferenza \u00e8 spesso un piccolo miracolo per vivere, comunque, nella sofferenza, una vita dignitosa.<\/p>\n<p>Nella nostra epoca, purtroppo, i due punti di vista possono non coincidere o addirittura essere in contrapposizione tra loro, per cui ci\u00f2 che \u00e8 scientificamente possibile, non sempre coincide con il moralmente buono.<\/p>\n<p>La persona umana non pu\u00f2 essere subordinata all\u2019interesse della scienza e della societ\u00e0 n\u00e9 pu\u00f2 trovare una spiegazione a tutto ci\u00f2 che accade attorno ad essa o in essa.<\/p>\n<p>Il male non \u00e8 fatto per essere capito, ma per essere combattuto. Cristo ci ha insegnato a pregare e a chiedere di essere liberati dal male: \u00abPadre nostro che sei nei cieli\u2026 liberaci dal male\u00bb, da tutti i mali.<\/p>\n<p>Il mondo oggi \u00e8 disorientato, \u00e8 inquieto. Gli uomini mancano di giustizia e di amore, ma forse mancano ancora di pi\u00f9 di fede, di significato. Attualmente c\u2019\u00e8 un\u2019intelligenza, un progresso crescente sul piano dei mezzi e una sensazione di assurdo sul piano dei fini. La crisi presente, \u00e8 una crisi di civilt\u00e0. Ci\u00f2 che caratterizza questa crisi di civilt\u00e0 \u00e8 lo scarto tra il crescente dominio dell\u2019uomo sull\u2019insieme dei mezzi, tecnici, economici, politici, etc. ed un\u2019assenza sempre pi\u00f9 avvertita di scopi umani.<\/p>\n<p>Il nostro essere qui insieme, in questa riunione, \u00e8 dettato dall\u2019amore, dall\u2019amore verso la nostra professione, verso i nostri malati, da quell\u2019\u00abAmore che muove il sole e le altre stelle\u00bb, come dice Dante chiudendo la Divina Commedia, anche perch\u00e9 come afferma Madre Teresa di Calcutta: \u00abAlla fine della nostra vita non saremo giudicati sulla quantit\u00e0 del lavoro che avremo fatto, ma sulla qualit\u00e0 dell\u2019amore che avremo messo nel nostro lavoro\u00bb.<\/p>\n<p>San Pio da Pietrelcina raccomandava ai medici: \u00abAl letto del malato portate l\u2019amore. Varr\u00e0 pi\u00f9 di qualunque altra medicina\u00bb. Quale grande verit\u00e0!<\/p>\n<p>Spetta a tutti noi, a ciascuno di noi, a tutti coloro, e non sono pochi, che credono nei valori morali, che credono negli insegnamenti del Cristo e che sono pronti a donare amore,\u00a0 modificare atteggiamenti e comportamenti diversi, per indirizzarli al bene dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">*****<\/p>\n<p><strong>La pillola per gli\u2026\u2026.. infermieri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">ESSERE INFERMIERI<\/p>\n<p><em>&#8220;L&#8217;assistenza \u00e8 un&#8217;arte<\/em><em>; <\/em><em>e se deve essere realizzata come un&#8217;arte<\/em><em>,<\/em><em> richiede una devozione totale ed una dura preparazione<\/em><em>, <\/em><em>come per qualunque opera di pittore o scultore<\/em><em>; <\/em><em>con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo<\/em><em>,<\/em><em> ma con il corpo umano il tempio dello spirito di Dio. \u00c8 una delle Belle Arti.Anzi<\/em><em>,<\/em><em> la pi\u00f9 bella delle Arti Belle.&#8221;( Florence Nightingale)<\/em><\/p>\n<p><strong>Mi sia consentito concludere recitando una preghiera che ho messo in un quadro nel mio studio:<\/strong><\/p>\n<p><em>Signore, ti ringrazio di avermi chiamato al servizio di chi soffre. Fa che io riesca ogni volta ad essere degno della sofferenza di chi si affida a me.<\/em><\/p>\n<p><em>Spesso non sono disponibile al dolore dei pazienti, perch\u00e9 prigioniero dei miei crucci personali. Talvolta, mi disturbano perfino problemi di guadagno, di carriera e di prestigio, mentre dovrei accorrere semplicemente presso chi mi chiama, chiunque esso sia, ricordandomi che sei tu stesso che hai bisogno di me. <\/em><\/p>\n<p><em>Che io trovi, Signore, in questa convinzione, la necessaria carica per rispondere giorno per giorno, con altruismo e coraggio alla tua chiamata.<\/em><\/p>\n<p><em>Dona al mio linguaggio l&#8217;efficacia del tuo conforto; dammi le tue maniere di dolcezza e di buona educazione. Dettami spunti felici di fede e di amore per te, s\u00ec da convincere il paziente dell&#8217;incredibile capacit\u00e0 di bene e di salvezza che il dolore nasconde in se stesso.<\/em><\/p>\n<p><em>Donami, finalmente, Signore, chiarezza e rapidit\u00e0 nelle diagnosi, nella vigile coscienza dei miei limiti e nella solerte volont\u00e0 di approfondire la mia preparazione. Elimina da me velleit\u00e0 di azzardo o di eccessiva sperimentazione. Che soprattutto, Signore, non sciupi con un freddo tecnicismo, nel paziente che mi hai affidato, l&#8217;azione di grazia che tu vi stai operando.<\/em><\/p>\n<p><em> Dr. Pietro G. Violi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[su_box title=&#8221;Introduzione&#8221; box_color=&#8221;#F2F3F4&#8243; title_color=&#8221;#4F4F4F&#8221;] Il\u00a0Dr. Pietro Gerardo Violi, medico egregio in pensione,\u00a0\u00a0ha svolto la sua missione presso l&#8217;IRCCS &#8220;Casa Sollievo della Sofferenza&#8221; di San Giovanni Rotondo, mettendo in pratica fino in fondo l&#8217;insegnamento di padre Pio:\u00a0\u00abIn ogni ammalato vi \u00e8 Ges\u00f9 che soffre. In ogni povero vi \u00e8 Ges\u00f9 che langue. 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