{"id":623,"date":"2009-07-29T17:58:36","date_gmt":"2009-07-29T15:58:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?p=623"},"modified":"2025-03-27T10:33:06","modified_gmt":"2025-03-27T09:33:06","slug":"alle-origini-del-sollievo-della-sofferenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/alle-origini-del-sollievo-della-sofferenza\/","title":{"rendered":"Alle origini del sollievo della sofferenza"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">[su_box title=&#8221;Introduzione&#8221; box_color=&#8221;#F2F3F4&#8243; title_color=&#8221;#4F4F4F&#8221;]<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Le origini del sollievo della sofferenza<\/em><\/p>\n<p>Il desiderio di Padre Pio di alleviare la sofferenza umana si \u00e8 realizzato il 5 maggio 1956, con l&#8217;inaugurazione dell&#8217;Ospedale <em>Casa\u00a0 Sollievo della Sofferenza<\/em>. Era un desiderio molto antico: nacque quando Padre Pio era giovane. L&#8217;autore pensa di poter affermare questo, esaminando alcuni episodi dell&#8217;infanzia di Francesco Forgione (il nostro Padre Pio) e alcuni dei saggi che egli scrisse a scuola, nel 1902, quando aveva solo quindici anni. In uno\u00a0 dei suoi componimenti Francesco si descrive come un ragazzo che d\u00e0 mezzo penny a un uomo ridotto in miseria. In un altro d\u00e0 una moneta a un bambino povero, per permettergli di comprare del pane e delle medicine per la madre malata. Nel terzo si pone a capo di un gruppo di persone che raccolgono denaro per un povero orfano. Nell&#8217;ultimo scritto, preso in esame, Francesco descrive la carit\u00e0 mostrata da alcune suore e sacerdoti in un ospedale. Sembra la descrizione anticipata del suo ospedale, inaugurato il 5 maggio 1956.<\/p>\n<p>Questa introduzione \u00e8 ricavata dall&#8217;originale, in lingua inglese:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>The origins of the relieve of suffering<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Padre Pi\u2019s desired to rilieve human suffering came true, on 5th May 1956, with the opening of the Hospital <em>The Home for the relief of Suffering<\/em>. This was a very ancient desire: it began when Padre Pio was young. The author feels this assertion, looking at some episodes of Francesco Forgione\u2019s (our Padre Pio) childhood and some of the essays he wrote when he was at school, in 1902, when he was only fifteen. In one of his compositions Francesco describes himself as a boy who gives half a penny to a miserable man. In another one he gives a coin to poor child, to allow him to buy some bread and medicines for his unhealthy mother. In a third one he places himself as the leader of a group of people collecting money for a poor little orphan. In the last writing, analysed, Francesco describes the charity shown by some nuns and priests in a hospital. It seems the anticipated description of his hospital, opened on 5th May 1956.&#8221;<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">[\/su_box]<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_6856\" aria-describedby=\"caption-attachment-6856\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/casa-sollievo_590.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6856 size-medium\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/casa-sollievo_590-300x238.jpg\" alt=\"casa-sollievo_590\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/casa-sollievo_590-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/casa-sollievo_590.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6856\" class=\"wp-caption-text\">In ogni ammalato vi \u00e8 Ges\u00f9 che soffre. In ogni povero vi \u00e8 Ges\u00f9 che langue. In ogni ammalato povero vi \u00e8 due volte Ges\u00f9 che soffre e che langue. (San Pio da Pietrelcina)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Non ho la presunzione di scrivere in modo dettagliato del rapporto di Padre Pio con il sollievo della sofferenza. Mi limiter\u00f2 ad indicare quelle che per me sono le origini del suo desiderio di alleviare le pene dei fratelli, tenendo presente che per\u00a0 lui l\u2019amore per il bisognoso era ed \u00e8 tuttora una delle molle del suo costante cordiale rapporto\u00a0 con l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando si parla o si scrive di Padre Pio, \u00e8 necessario farlo con cognizione di causa, perch\u00e9 \u00e8 giusto che lo si veda quale veramente \u00e8 stato e quale veramente \u00e8, e non come noi vorremmo che fosse. Bisogna presentare il Padre santo nella sua essenza, conosciuta attraverso\u00a0 i suoi pensieri, chiaramente espressi nella vita e negli scritti.<\/p>\n<p>Visitando e rivisitando i luoghi del piccolo borgo rurale, in cui egli \u00e8 nato;\u00a0 andando con la mente ai tempi e alle condizioni di vita, in cui e con cui egli \u00e8 vissuto, si capisce come in lui, prescelto dal signore, sia nato, fin da quando era bambino, il germe del desiderio di aiutare gli altri, di alleviare le sofferenze dei fratelli.<\/p>\n<p>La cognizione di questa missione, affidatagli dal Signore, \u00e8 andata via via crescendo in lui, man mano che aumentavano le sue conoscenze. Col passare degli anni, egli percepiva sempre\u00a0 pi\u00f9 distintamente che la sofferenza e l\u2019indigenza sono elementi dominanti nel mondo.<\/p>\n<p>In quei luoghi, in cui \u00e8 nato, fra quelle tante pietre, da cui prende origine il nome del suo paese, avvenne quel cammino formativo voluto dal Signore. In quel\u00a0 semplice pastorello si comp\u00ec il disegno del cielo per il bene dell\u2019umanit\u00e0 e si realizz\u00f2 un messaggio forte alla chiesa.<\/p>\n<p>Padre Pio stesso ci dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abL\u2019ha voluto Ges\u00f9 ed \u00e8 avvenuto tutto l\u00ec\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Considerando le circostanze della nascita di Padre Pio, non si pu\u00f2 non notare due particolari di significativa importanza: il nome, dato a questo bambino, e il nome della\u00a0 chiesuola, in cui il 14 agosto 1910 ha celebrato la sua prima Santa Messa. Assonanza meravigliosa fra due Francesco: quello di Assisi e quello di Pietrelcina; e assonanza non meno meravigliosa tra due chiesuole, denominate entrambe &#8220;Santa Maria degli Angeli&#8221;:\u00a0 quella dell&#8217; Umbria, in cui il Poverello visse la sua meravigliosa esperienza spirituale, e quella della Campania, in cui il primo sacerdote stimmatizzato fu incorporato a Cristo.<\/p>\n<p>Il primo suo aiuto, nel sollievo della sofferenza, Francesco Forgione lo diede ai suoi genitori: dapprima al padre, Grazio Maria, e poi alla mamma, Maria \u201cPeppa\u201d. Lavor\u00f2 nei campi per alleviare le ristrettezze economiche, che poi costrinsero il padre a partire per l\u2019America, in cerca di fortuna per guadagnare qualcosa in pi\u00f9 a favore della sua a famiglia cresciuta di numero.<\/p>\n<p>Visitando i luoghi, in cui Padre Pio \u00e8 cresciuto, ci si rende conto del\u00a0 contrasto notevole esistente tra la sua figura di\u00a0 benefattore dell\u2019umanit\u00e0 e la\u00a0 povert\u00e0 estrema di quell&#8217;ambiente. Nel contempo, per\u00f2, si apprezza la grandezza di Dio, che scelse quel pastorello per fare arrivare al mondo, a sollievo dei bisogni e delle sofferenze umane, immense ricchezze, da lui neanche toccate.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che Padre Pio fu\u00a0 prescelto dal Signore per alleviare le sofferenze, spirituali e materiali dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Una prova dell&#8217;adempimento di questa sua missione risale al 1896, quando egli aveva nove anni. Andato col pap\u00e0 ad\u00a0 Altavilla Irpina,\u00a0 in pellegrinaggio, al santuario di san Pellegrino, assistette ad una scena straziante: accanto a lui c&#8217;era una povera madre, che aveva tra le braccia il figlioletto deforme. Quella madre sconsolata piangeva a calde lacrime e pregava san Pellegrino per ottenere la grazia della guarigione della sua creatura.<\/p>\n<p>Raccontando l&#8217;episodio, Padre Pio era solito dire:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abMi immedesimai nel dolore di quella donna e unii lei mie preghiere alle sue\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>La grazia fu ottenuta.<\/p>\n<p>Era uno dei\u00a0 primi germi di quel seme del \u00absollievo della Sofferenza\u00bb, dal quale nascer\u00e0 un bosco immenso di piante, alla cui ombra si ripareranno\u00a0\u00a0 migliaia, milioni, di anime. Era una delle prime gocce di quella sorgente meravigliosa, dalla quale sgorgheranno sorgenti d&#8217;acque fresche, che disseteranno innumerevoli persone e famiglie, arrecando loro conforto e sollievo.<\/p>\n<p>A nove anni, dunque, era gi\u00e0 forte in lui, il desiderio di sollevare le altrui sofferenze. Una attenta lettura dei suoi scritti giovanili ci conferma questa constatazione e ci indica la misura, secondo la quale quel desiderio cresceva e si rafforzava.<\/p>\n<p>A quell\u2019epoca, cio\u00e8 all&#8217;et\u00e0 di nove anni, Francesco\u00a0 non aveva frequentato la scuola pubblica, ma, come accadeva spesso a quei tempi, era andato da un contadino, un po\u2019 pi\u00f9 istruito degli altri, il quale, la sera, vicino al\u00a0 focolare, gli insegnava a leggere e a scrivere. Il metodo di quel &#8220;maestro&#8221; era quanto mai primitivo e rudimentale.<\/p>\n<p>Sembra che un \u201cpettanacanne\u201d, un certo\u00a0 Mandato Saginario, abbia insegnato a lui ed ai\u00a0 bambini di Pietrelcina i primi rudimenti scolastici.<\/p>\n<p>Ma Francesco\u00a0 voleva farsi \u00abmonaco con la barba\u00bb, Per attuare il suo desiderio doveva\u00a0 raggiungere i quindici anni di et\u00e0\u00a0 e aver compiuto gli studi ginnasiali. Era necessario, quindi, affidarlo ad un vero maestro, che lo preparasse adeguatamente al suo futuro genere di vita.<\/p>\n<p>A questo punto compare alla sua guida un maestro all&#8217;altezza della situazione, Domenico Tizzani, il quale, per\u00f2, viveva in una situazione morale inaccettabile: &#8220;prete spogliato&#8221;,\u00a0 conviveva con una donna, che gli aveva dato una figlia. L&#8217;incontro con Francesco rappresent\u00f2 lo scontro di due idee diverse, di due modi antitetici di vivere la\u00a0 propria esistenza.<\/p>\n<p>Il piccolo Francesco passava la sua giornata\u00a0 fra casa e scuola, campagna e chiesa. Correva a servire messa e si terrorizzava, quando sentiva bestemmiare. Intanto continuava a ripetere, a fra\u2019 Camillo e al padre Grazio, che, come detto, voleva farsi \u201cmonaco con la barba\u201d.<\/p>\n<p>Francesco non poteva contrastare l\u2019uomo Tizzani. Ricorse, perci\u00f2, ad uno stratagemma. Forse per farsi togliere da lui, smise di studiare o almeno non era pronto a rispondere alle domande del maestro. Perci\u00f2 Domenico Tizzani ne inform\u00f2 mamma Peppa, dissuadendola dal mandare il figlio a scuola. Sarebbe stato pi\u00f9 opportuno spedirlo nei campi a guardare le pecore anzich\u00e9 continuare a\u00a0 farlo studiare.<\/p>\n<p>Il pap\u00e0 Grazio era partito per l\u2019America per mantenere Francesco agli studi. Perci\u00f2 tutta la responsabilit\u00e0 cadeva sulla mamma, la quale, in verit\u00e0, non era convinta di ci\u00f2 che Domenico Tizzani sosteneva. Tuttavia tolse il figlio dalla sua guida e gli\u00a0 cerc\u00f2 un nuovo insegnante: Angelo C\u00e0ccavo.<\/p>\n<p>In un primo momento, per vari motivi, il maestro Caccavo oppose un rifiuto; ma poi, dietro le insistenze della famiglia Orlando, in modo particolare di Giulio, suo cognato, cedette ed accett\u00f2 Francesco come\u00a0 scolaro. Era l\u2019anno 1901, quando il giovane\u00a0 Forgione aveva quattordici anni.<\/p>\n<p>La situazione si normalizz\u00f2. L&#8217;apprendiamo da una lettera dello stesso Francesco, scritta, il 5 ottobre 1901, al padre ancora\u00a0 in America:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDa che mi trovo sotto la guida del nuovo maestro, mi accorgo di progredire di giorno in giorno per cui siamo contentissimi tanto io che la mamma\u00bb. (( Epist. IV, 934))<\/p><\/blockquote>\n<p>Di questo maestro Padre Pio ebbe sempre un sincero ed affettuoso ricordo. Da parte sua il maestro Caccavo ricambi\u00f2 il Padre di eguale affetto e pi\u00f9 volte venne a San Giovanni Rotondo per vederlo e intrattenersi a colloquio con lui. Una lettera di Padre Pio dell\u201911 maggio 1919 lo conferma: \u00ab<\/p>\n<blockquote><p>Carissimo signor maestro\u2026..,\u00a0 io vi ricordo sempre nelle mie deboli preghiere\u2026 . Mi stimerei felicissimo, se potessi rivedervi, riabbracciarvi per l\u2019ultima volta qui\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 un invito di Padre Pio ad incontrarlo a San Giovanni Rotondo. Conclude la lettera:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abVi abbraccio di cuore, pregando che la divina grazia vi preservi e vi sostenga\u00bb ((Ibidem, p.702)).<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;idea di aiutare praticamente i bisognosi e i sofferenti era ben chiara e manifesta in Francesco, fin dalla sua fanciullezza. Lo si evince dallo svolgimento delle tracce dei temi del 1902, quando egli aveva appena quindici anni.<\/p>\n<p>I primi componimenti giunti fino a noi sono di questo periodo.<\/p>\n<p>La raccolta, curata dal padre Gerardo Di Flumeri((Lavori scolastici.)),\u00a0 si apre con un componimento, che riguarda l\u2019importanza dello studio e della conoscenza della sapienza, e che Francesco\u00a0 svolse alla scuola del maestro C\u00e0ccavo.<\/p>\n<p>Si legge in quel componimento, pervenutoci senza traccia:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[\u2026\u2026] La sapienza \u00e8 quella che d\u00e0 vita alla ricchezza. Studia e pensa pure che questa un giorno o l&#8217;altro potrebbe anche sfumare, mentre la sapienza rimane sempre ed accompagna l&#8217;uomo sino alla tomba, e dopo ancora.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Perci\u00f2, figlio mio, studia [\u2026..]\u00bb((Ibidem, 63))<\/p><\/blockquote>\n<p>E&#8217; un invito a s\u00e9 stesso,\u00a0 che lo ha accompagnato per tutta la vita. Si rileva dal penultimo paragrafo dello stesso tema, che dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab [\u2026.] procura poi di non dovere pi\u00f9 dispiacere alla tua buona genitrice\u00bb((Ibidem.)).<\/p><\/blockquote>\n<p>Sembra un ricordo del periodo di insegnamento del maestro Domenico Tizzani.<\/p>\n<p>Quel che colpisce la nostra mente, nel leggere i componimenti scolastici di questo periodo, \u00e8 l&#8217;animo di Francesco. Quando descrive la sofferenza, si immedesima talmente in essa da provare forte dolore e s\u2019impegna a voler trovare, ad ogni costo, un mezzo per alleviarla. Ripetiamo che tali componimenti risalgono al 1902, quando Francesco aveva quindici\u00a0 anni e frequentava\u00a0 il primo anno di scuola col maestro C\u00e0ccavo.<\/p>\n<p>Ma vediamo come in essi l\u2019idea del sollievo della sofferenza si manifesti e si sviluppi.<\/p>\n<p>Molti la fanno risalire ad altri periodi della sua vita. Cos\u00ec il citato Padre Gerardo Di Flumeri, il quale addita nel 26 marzo 1914 l\u2019origine dell&#8217;idea dell&#8217;Ospedale \u00abCasa Sollievo della Sofferenza\u00bb((G. DI FLUMERI, Il beato Padre Pio da Pietrelcina, Edizioni \u201cPadre Pio da Pietrelcina\u201d, San Giovanni Rotondo 2001, p. 313)).\u00a0 Infatti in una lettera scritta in quella data e indirizzata a padre Benedetto, suo primo direttore spirituale, Padre Pio scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNel fondo di quest&#8217;anima parmi che Iddio vi ha versato molte grazie rispetto alla compassione delle altrui miserie, singolarmente in rispetto dei poveri bisognosi. La grandissima compassione che sente l&#8217;anima alla vista di un povero le fa nascere nel suo proprio centro un veementissimo desiderio di soccorrerlo, e se guardassi alla mia volont\u00e0 mi spingerebbe a spogliarmi per rivestirlo.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>Se so poi che una persona \u00e8 afflitta, sia nell&#8217;anima che nel corpo, che non\u00a0 farei presso il Signore per\u00a0 vederla libera dai suoi mali? Volentieri mi addosserei pur di vederla andar salva, tutte le sue afflizioni, cedendo in suo favore i frutti di tale sofferenze, se il Signore me lo permettesse\u00bb((Epist. I, 462 \u2013 463)).<\/p><\/blockquote>\n<p>Sembra che queste parole riecheggino lo svolgimento di un tema scritto nel 1902, e di cui, forse, nel 1914, Padre Pio aveva perso il ricordo, ma non l&#8217;idea, che gli era rimasta ben fissa nella mente.<\/p>\n<p>In quel tema, la cui traccia suona cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abDescrivete il tugurio di un mendico\u00bb, Francesco, con la sua attenta osservazione, descrive particolari interessanti, che certamente avevano toccato la sua sensibilit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>\u00abIl tugurio sembrava proprio una grotta. Il pavimento era tutto scavato; le quattro pareti tutte nere dal fumo, e ad una di esse stavano sospesi un piccolo tegame, un treppiedi ed una zucca con sale\u00bb((Lavori scolastici, 65.)).<\/p><\/blockquote>\n<p>La descrizione continua:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn un cantuccio c\u2019era un po\u2019 di paglia, il giaciglio[\u2026.] Ad un altro angolo vi era una piccola cassa, senza coperchio, che gli serviva per conservarvi il pane, [\u2026]\u00bb((Ibidem)).<\/p><\/blockquote>\n<p>La conclusione? &#8211; Eccola:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abL&#8217;aspetto di tale bugigattolo mi addolor\u00f2 tanto che, presa una mezza lira, che avevo in tasca, la diedi al meschino\u00bb((Ibidem)).<\/p><\/blockquote>\n<p>In Francesco c\u2019era gi\u00e0\u00a0 il seme del sollievo della sofferenza, ma qui, in questo componimento, quel seme comincia a concretizzarsi e quasi a prendere corpo.<\/p>\n<p>Intenzionalmente non abbiamo voluto commentare il suo scritto, del quale non ci siamo permessi di alterare neppure una virgola. Ci siamo limitati a riportarlo integralmente.<\/p>\n<p>Ma di quel periodo vi sono altri componimenti, che confermano e rafforzano questo nostro convincimento. Essi fanno riferimento anche a medici e medicine. Cos\u00ec il tema, dalla traccia significativa \u00abChi benefizio fa, benefizio aspetti\u00bb((Ibidem, 70 \u2013 71.)), racconta di un ragazzo che, \u00abPromosso agli esami\u00bb, aveva ottenuto dal padre dei soldi per regalo. Uscito a comprare un balocco, che gli piaceva molto, per strada incontr\u00f2 \u00abun ragazzo scalzo, lacero nei panni e pallido in viso, che piangeva\u00bb.\u00a0 \u00abChe hai?\u00bb, Gli domand\u00f2. Il ragazzo, piangendo, rispose:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab Ho la madre ammalata da parecchi mesi, ho fame, freddo e non ho come procurarle le medicine\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Giovannino, il protagonista del componimento, \u00abmosso a compassione, presa la moneta che aveva in tasca e gliela diede dicendo:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab V\u00e1 a comprare il pane e le medicine; perch\u00e9 io posso fare a meno del balocco che volevo comprare \u00bb ((Ibidem, 71.)).<\/p><\/blockquote>\n<p>Nel tema n. 10 del 18 agosto 1902, ancora pi\u00f9 appassionato ed accorato diventa l&#8217;impegno per aiutare chi soffre. La sua descrizione e il modo come quell\u2019impegno \u00e8 proposto ci danno\u00a0 l&#8217;impressione che anche noi siamo partecipi dell&#8217;azione e della sofferenza.<\/p>\n<p>Il tema porta la seguente traccia:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPovera bimba! Fate nota la sua disgrazia ad un vostro amico\u00bb((Ibidem, 72 \u2013 74)) e racconta di una ragazza che, dopo\u00a0 aver perso il padre per una lunga malattia, perdette anche la mamma, gravemente ammalata da molto tempo.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;impegno della famiglia fu notevole: \u00abVendettero le loro poche masserizie\u00bb.<\/p>\n<p>Francesco Forgione non rimase inerte e pass\u00f2 subito all\u2019azione. Come? \u2013 Scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIo ed altri amici, per aiutarla, ci siamo posti a capo di una colletta, per rendere meno amara l&#8217;esistenza dell&#8217;infelice\u00bb((Ibidem, 73 \u2013 74.)).<\/p><\/blockquote>\n<p>Forse il clou di questo suo pensiero\u00a0 Francesco lo raggiunge nel tema 23, la cui traccia suona cos\u00ec: \u00abScena straziante\u00bb((Ibidem, 89 \u2013 90)). La scena \u00e8 ambientata in un ospedale. Francesco, il futuro Padre Pio, scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSaliti al primo piano, entrammo in una stanza dov&#8217;era una fila di letti per bambini, assistiti da una suora di carit\u00e0, che, in quel momento, accarezzava uno di loro, il quale piangeva; e per farlo acchetare, gli dava dei balocchi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Poi continua:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abOh quanto sono buone ed amorose quelle suore! Esse amano i bambini come se fossero loro figli, e i vecchi loro fratelli e sorelle\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sembra di vedere l&#8217;attuale ospedale di Padre Pio.<\/p>\n<p>Lo svolgimento del componimento continua dicendo che vicino ad un ammalato grave vi era \u00abun&#8217;altra suora ed un vecchio sacerdote\u00bb per infondere coraggio e rassegnazione. \u00abLa povera suora sentivasi spezzare il cuore\u2026 , perch\u00e9 lo stato dell&#8217;ammalato era disperato\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;ammalato muore. Francesco Forgione, il futuro Padre Pio, cos\u00ec conclude:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abChi pu\u00f2 immaginare il dolore che provai a quella scena? Per due giorni non mi fece cuore di mangiare, tanto ero rimasto scosso a quella vista straziante\u00bb((Ibidem, 90)).<\/p><\/blockquote>\n<p>***<\/p>\n<p>Padre Pio si trova di fronte al mistero del dolore, incomprensibile per la mente umana. Mistero assurdo!<\/p>\n<p>Per lui, per\u00f2, che era entrato nel Trascendente, il\u00a0 mistero non era n\u00e9 incomprensibile e n\u00e9 assurdo.<\/p>\n<p>Nella luce soprannaturale della fede, Padre Pio:<\/p>\n<p>dava un significato alla sofferenza;<\/p>\n<p>l&#8217;accettava perch\u00e9\u00a0 ne aveva capito il senso.<\/p>\n<p>La nobilissima idea per il sollievo della sofferenza dell\u2019umanit\u00e0, nata in lui fin dall&#8217;infanzia, si concretizz\u00f2 il 9 gennaio 1940, quando, ai dottori Mario Sanvico e Carlo Kiswarday, manifest\u00f2 il suo pensiero di voler erigere un&#8217;opera ospedaliera. Senza non molte difficolt\u00e0, pass\u00f2 all&#8217;atto pratico, il 19 maggio 1947, quando iniziarono i lavori per la costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza. Il 5 maggio 1956, il cardinale Lercaro benediceva e inaugurava l\u2019opera.<\/p>\n<p>Ci piace ricordare le parole dette da Padre Pio ai medici, il giorno seguente l\u2019inaugurazione del suo ospedale:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abVoi avete la missione di curare il malato; ma se al letto del malato non portate l&#8217;amore, non credo che i farmaci servano molto. Portate Dio ai malati: varr\u00e0 di pi\u00f9 di qualsiasi altra cura. Nel malato voi curate Cristo; nel malato povero voi curate Cristo due volte! \u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per il sollievo della sofferenza, oltre i Gruppi di preghiera e la Casa Sollievo della Sofferenza, ci sono altre numerose opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tutte\u00a0 hanno Lui come autore e promotore.<\/p>\n<address style=\"text-align: center;\">Pietro Gerardo Violi<\/address>\n<address style=\"text-align: center;\">Medico chirurgo IIRCCS Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza<\/address>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[su_box title=&#8221;Introduzione&#8221; box_color=&#8221;#F2F3F4&#8243; title_color=&#8221;#4F4F4F&#8221;] Le origini del sollievo della sofferenza Il desiderio di Padre Pio di alleviare la sofferenza umana si \u00e8 realizzato il 5 maggio 1956, con l&#8217;inaugurazione dell&#8217;Ospedale Casa\u00a0 Sollievo della Sofferenza. Era un desiderio molto antico: nacque quando Padre Pio era giovane. L&#8217;autore pensa di poter affermare questo, esaminando alcuni episodi dell&#8217;infanzia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":6945,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[11,157],"tags":[28,36,43,58,76,108,113,136,142],"class_list":["post-623","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-atti-e-scritti-su-padre-pio","category-casa-sollievo-sofferenza","tag-caccavo","tag-casa-sollievo-della-sofferenza","tag-componimenti-scolastici","tag-epistolario","tag-lettere-di-padre-pio","tag-padre-pio","tag-pietrelcina","tag-sofferenza","tag-tizzani","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=623"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16104,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623\/revisions\/16104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}