{"id":15090,"date":"2021-01-04T22:36:11","date_gmt":"2021-01-04T21:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/?p=15090"},"modified":"2021-01-05T09:44:03","modified_gmt":"2021-01-05T08:44:03","slug":"la-notte-dellepifania-sangiovannese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/la-notte-dellepifania-sangiovannese\/","title":{"rendered":"La notte dell&#8217;Epifania sangiovannese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/pane-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-15094 size-medium\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/pane-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" \/><\/a>Nel 1901 G.B. Marchesi riport\u00f2 una credenza di San Giovanni Rotondo sull\u2019Epifania.<\/p>\n<p>\u00abA San Giovanni Rotondo, il d\u00ec dell\u2019Epifania, in ogni famiglia, si appresta su un tavolo una cena pei morti: pane e acqua santa. La notte, si crede che i morti entrino in casa e benedicano il pane. Il quale viene poi diviso tra i membri della famiglia. Durante quella notte, non si deve girar per le strade, n\u00e9 stare alla finestra, perch\u00e9 i morti passano; e quelli morti di malattia non fanno alcun male ai viventi, ma quelli uccisi violentemente passano con una falce e recidono il capo a quanti incontrano. I morti vanno anche in chiesa a pregare, e suonano le campane.<\/p>\n<p>Si racconta che, una volta, una donna, sentendo suonare al campanile, credendo fosse il segnale della solita messa mattutina, s\u2019alz\u00f2, usc\u00ec di casa, e trovata aperta la chiesa, vi entr\u00f2. Qual fu la sua meraviglia quando, guardando nel volto a quelli che le stavan vicini, riconobbe vecchi parenti, vecchi conoscenti ch\u2019eran morti da un pezzo. Usc\u00ec il prete per la messa. Quel prete, quel sagrestano eran pur morti da dieci anni. La povera donna si mette a tremare dalla paura. A un tratto, una vecchietta che le sedeva presso, si alza, la tocca, la chiama per nome. \u201cNoi siamo morti\u201d, le dice, \u201cNon sai? Fuggi presto, fuggi di qui, se non vuoi restare con noi per sempre\u201d.<\/p>\n<p>La donna fugge, \u00e8 gi\u00e0 sulla soglia della chiesa, ma, ahim\u00e8! Scoccano le ore, la porta impetuosamente si chiude, ed ella vi rimane impigliata con la gonna. La mattina, il sagrestano, quando si rec\u00f2 ad aprire la chiesa, trov\u00f2 la donna sui gradini, svenuta\u00bb.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;episodio raccontato dal Marchesi, secondo la tradizione orale, sarebbe accaduto nella Chiesa di Sant&#8217;Orsola, detta anche Chiesa del Purgatorio e sede della Congregazione dei morti.<\/p>\n<p>Lo stesso accenn\u00f2 anche al giorno di San Giuseppe in cui \u201csi accendono grandi <em>fanoje<\/em>, e, a mezzanotte, ogni famiglia prende un po\u2019 di fuoco del braciere rimasto; il quale, dicesi, \u00e8 sacro\u201d.<\/p>\n<p>Infine parl\u00f2 dell\u2019ultimo giorno di carnevale in cui \u201ci contadini fanno una grande scampanata, colle campanelle delle mandre, e portano attorno un fantoccio rappresentante il Carnevale. Vestono talvolta il costume tradizionale che comporta una giacca e un berrettone di pelle di capra o di pecora\u201d.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2] <\/a><\/p>\n<p>Ornavano la persona numerosi cam\u00adpanacci e campanelli armentizi, appesi lungo la cintola e di traverso sul petto. L\u2019andatura ritmica saltellante produceva un fracasso pi\u00f9 o meno assordante, la cui intensit\u00e0 e tono dipendevano dal tipo di metallo e dalla grandezza delle campane utilizzate. Poich\u00e9 il rumore si propagava fastidiosamente nelle abitazioni, il decurionato di San Giovanni Rotondo nel 1850 proib\u00ec \u201cil suono strepitoso delle campane de\u2019 armenti, e gli urli in tempo di notte e di giorno, che con di\u00adsturbo generale si praticavano nel Carnevale dalla turba degli ubbriachi per tutto l\u2019abitato\u201d. Oltre alla sanzione pecuniaria il Giudice Regio poteva infliggere ai trasgressori anche una pena carceraria.<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>____________<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> G.B. Marchesi, IN CAPITANATA (Impressioni di un folklorista) Estratto dell\u2019Archivio per le tradizioni popolari. Vol. XX, fasc. I), Palermo, Tipografia del Giornale di Sicilia, 1901<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Ibidem<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Archivio comunale di San Giovanni Rotondo, art. 5 del Regolamento di Polizia urbana del 30 giugno 1850.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1901 G.B. Marchesi riport\u00f2 una credenza di San Giovanni Rotondo sull\u2019Epifania. \u00abA San Giovanni Rotondo, il d\u00ec dell\u2019Epifania, in ogni famiglia, si appresta su un tavolo una cena pei morti: pane e acqua santa. La notte, si crede che i morti entrino in casa e benedicano il pane. 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