{"id":1500,"date":"2011-05-09T17:08:13","date_gmt":"2011-05-09T17:08:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?p=1500"},"modified":"2026-05-19T18:14:52","modified_gmt":"2026-05-19T16:14:52","slug":"francesco-morcaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/francesco-morcaldi\/","title":{"rendered":"Francesco Morcaldi"},"content":{"rendered":"<p><!-- Blocco HTML personalizzato in WordPress --><\/p>\n<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">\n<p><strong><em>Conferenza &#8220;Il Cavaliere Francesco Morcaldi nella vita di Padre Pio e nella Storia di San Giovanni Rotondo&#8221; tenuta nella Sala Consiliare del Comune di San Giovanni Rotondo.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>1 &#8211; Sala consiliare del Comune di S. Giovanni Rotondo. Conferenza.- Saluto del Commissario Prefettizio,<em> Dr. Michele di Bari<\/em>;<\/p>\n<p>2 &#8211; Relazione di <em>Giulio Giovanni Siena<\/em> sul tema <em>&#8220;Il Cavaliere Francesco Morcaldi nella vita di Padre Pio e nella Storia di San Giovanni Rotondo&#8221;;<\/em><\/p>\n<p>3 &#8211; Intervento del <em>Dr. Carmine Stallone<\/em>, Presidente della Provincia di Foggia;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"line-height: normal;\">4 &#8211; Intervento di <em>Fr. Nazario Vasciarelli<\/em>, Guardiano-Rettore del Convento di Santa Maria delle Grazie dei frati Cappuccini di San giovanni Rotondo e della Chiesa &#8220;San Pio da Pietrelcina&#8221;;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"line-height: normal;\">5 &#8211; Intervento di S.E.R. <em>Mons. Domenico D&#8217;Ambrosio<\/em>, Arcivescovo di Manfredonia- Vieste &#8211; S. Giovanni Rotondo e Delegato della Santa Sede per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"line-height: normal;\">6 &#8211; Intervento di <em>Antonio Morcaldi<\/em>, figlio del Cav. Francesco.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"line-height: normal;\">Moderatore: <\/span><\/span><em><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"line-height: normal;\">Giulio Siena &#8211; Giornalista.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>L&#8217;incontro si \u00e8 tenuto nella Sala Consiliare il 26 ottobre 2004, con il patrocinio del Comune di San Giovanni Rotondo, in occasione\u00a0 della ristampa a cura dello stesso del libro &#8220;S. Giovanni Rotondo nella luce del Cristianesimo&#8221;, scritto dal\u00a0 Cav. Francesco Morcaldi.<\/p>\n<p>Gli interventi sono stati preceduti dalla proiezione di una serie di fotografie del Cav. Francesco Morcaldi\u00a0 riguardanti\u00a0 alcuni momenti\u00a0 significativi della sua vita\u00a0 politica e il rapporto di amicizia con Padre Pio, e del filmato dell&#8217;inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza con il discorso tenuto dal Cavaliere.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_6830\" aria-describedby=\"caption-attachment-6830\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6830 size-full\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Conferenza-_Morcaldi_590.jpg\" alt=\"varie_Conferenza-_Morcaldi_590\" width=\"590\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Conferenza-_Morcaldi_590.jpg 590w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Conferenza-_Morcaldi_590-300x142.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6830\" class=\"wp-caption-text\">Un momento della conferenza<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1 &#8211; Saluto\u00a0 del Dr. MICHELE DI BARI, <\/strong><strong>Commissario Prefettizio di San Giovanni Rotondo<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_01_590a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7265\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_01_590a-145x300.jpg\" alt=\"Francesco Morcaldi\" width=\"145\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_01_590a-145x300.jpg 145w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_01_590a-494x1024.jpg 494w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_01_590a.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 145px) 100vw, 145px\" \/><\/a>Io credo che questo incontro segni anche una tappa fondamentale di quelle che sono le aspirazioni di una comunit\u00e0 e che in questa sala\u00a0 consiliare si compendiano e soprattutto si miscelano a quelle che sono anche le aspettative di ognuno di noi qui a San Giovanni Rotondo.<\/p>\n<p>Io voglio ringraziare un po\u2019 tutti voi per questa calorosa partecipazione in occasione della ripubblicazione di questo testo scritto &#8211; posso dirlo impropriamente &#8211; \u00a0da un mio predecessore negli anni \u201950. E\u2019 stato un amministratore lungimirante, un amministratore cio\u00e8 che ha saputo\u00a0guardare alla realt\u00e0 di quei tempi ma con un occhio e con la mente rivolta verso il futuro.<\/p>\n<p>Il Cav. Francesco MORCALDI, credo che sia stato un amministratore che ha tentato in tutti i modi di comporre gli interessi di tutti, di tentare la mediazione istituzionale, di comprendere cio\u00e8 profeticamente che la comunit\u00e0 dei Cappuccini, l\u2019opera di S. Pio da Pietrelcina potevano diventare, dovevano diventare un tutt\u2019uno con questa comunit\u00e0 laica di San Giovanni Rotondo.<br \/>\nCredo che abbia avuto moltissime difficolt\u00e0, perch\u00e9 nessuno \u00e8 padrone dei propri tempi se non\u00a0 ha un\u2019aspirazione interiore per guardare meglio in un futuro; e credo che questa caratteristica e queste virt\u00f9 il Cav. MORCALDI c\u2019\u00e8 le avesse tutte, perch\u00e9 ha tentato di contrastare anche le autorit\u00e0 ecclesiastiche\u00a0 &#8211; ma\u00a0 io credo col garbo che gli era congeniale &#8211; cio\u00e8 ha tentato in tutti i modi di comporre a unit\u00e0 , riuscendoci , eventi che hanno travalicato i tempi che potevano travolgere le comunit\u00e0 locali, che le potevano spezzare, \u00a0 le potevano cio\u00e8 rendere una nullit\u00e0 rispetto ad una prospettiva futura; che poi i tempi gli hanno dato ampiamente ragione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_02_590a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7266\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_02_590a-144x300.jpg\" alt=\"Francesco Morcaldi_02\" width=\"144\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_02_590a-144x300.jpg 144w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_02_590a-493x1024.jpg 493w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_Francesco-Morcaldi_02_590a.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/a>San Pio nel filmato ha detto \u00ab questa \u00e8 una creatura, \u00a0la Casa Sollievo della Sofferenza, che ha bisogno di essere alimentata giorno dopo giorno\u00bb\u00a0 e allora le istituzioni con generosit\u00e0 , \u00a0io ritengo che debbano farsi carico di questa aspirazione, perch\u00e9 ritengo che San Giovanni Rotondo non pu\u00f2 essere disgiunta, \u00a0assolutamente, \u00a0inderogabilmente da una realt\u00e0 che \u00e8 sotto gli occhi di tutto il mondo. Allora il grazie veramente sentito soprattutto alle autorevoli autorit\u00e0 che sono\u00a0qui con me in particolare modo a S. E. Mons. D\u2019AMBROSIO, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e delegato Pontificio per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina, per la Sua presenza a distanza di anni &#8211; perch\u00e9 il tempo poi riesce a dare soluzioni umane, probabilmente a steccati che nessuno poteva riuscire a capire &#8211; in una sala consiliare in una accezione di unit\u00e0, di partecipazione, di mutua collaborazione, di reciproco scambio di idee, perch\u00e9 \u00e8 giusto che sia cos\u00ec; e a me ha fatto anche molto piacere , che l\u2019Arcivescovo nella sua prima lettera pastorale di questo anno abbia fatto cenno al suo predecessore Mons. Gagliardi e alla\u00a0 possibilit\u00e0 che possa essere rivisto un giudizio storico che probabilmente necessita\u00a0 almeno di\u00a0 approfondimenti.<\/p>\n<p>Ecco la storia, ma \u00a0soprattutto il modo di comporre le situazioni vanno studiate in modo acritico, scevri e oggettivi da giudizi perch\u00e9 credo che questo sia l\u2019aspetto pi\u00f9 importante affinch\u00e9 le istituzioni possano proficuamente collaborare.<\/p>\n<p>Al Presidente della Provincia, dott. STALLONE, grazie, \u00a0perch\u00e9 \u00e8 una presenza di casa ma, \u00a0soprattutto una presenza di vicinanza a questa comunit\u00e0, ed \u00e8 una vicinanza sentita perch\u00e9 io ritengo che anche l\u2019istituzione provinciale su questo fronte debba farsene carico perch\u00e9 San Giovanni Rotondo non \u00e8 la citt\u00e0 del Gargano, della provincia di Foggia, ma \u00a0\u00e8 la citt\u00e0 in cui il mondo intero la guarda con attenzione tutti i giorni.<\/p>\n<p>Alla comunit\u00e0 cappuccina di San Giovanni Rotondo, in particolare al Rettore e Guardiano del convento S. Maria delle Grazie \u00a0fra Nazario VASCIARELLI \u2013 auguri innanzi tutto per la sua nuova nomina &#8211; \u00a0buon lavoro. Un&#8217;attenzione particolare in questo periodo noi rivolgeremo anche agli aspetti che riguardano quella comunit\u00e0 cappuccina perch\u00e9 riteniamo che sia dovere, obbligo istituzionale \u00a0operare &#8211; ovviamente\u00a0nell\u2019ambito delle leggi e della stretta legalit\u00e0 ma comunque, con la partecipazione e la incisivit\u00e0 necessaria \u2013\u00a0 affinch\u00e8 tante problematiche vengano perlomeno, se non risolte, portate in una programmazione, in modo che chi verr\u00e0 dopo di me ne potr\u00e0 raccogliere proficuamente il testimone.<\/p>\n<p>Ringrazio anche il figlio del Cav. MORCALDI perch\u00e9, con la dolcezza e lo spirito che gli \u00e8 quasi indefittibilmente legato alla sua persona, appena sono arrivato qui ha sentito il dovere di manifestare questa iniziativa che a dir la verit\u00e0 \u00e8 stata gi\u00e0 programmata dalla precedente amministrazione. Noi la portiamo solo a compimento; ma la condividiamo, perch\u00e9 riteniamo\u00a0con il MORCALDI che questa opera \u00e8 un\u2019opera di generosit\u00e0, ma soprattutto di vera testimonianza, nei confronti della comunit\u00e0 di San Giovanni Rotondo.<\/p>\n<p>E al relatore, lo storico Giulio Giovanni SIENA rivolgo il mio saluto e quello della citt\u00e0 perch\u00e9 anche lui possa proficuamente andare avanti e darci una mano, nei limiti delle sue possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Cav. MORCALDI ritengo che sia un amministratore che debba ancora essere molto conosciuto. E, in un\u2019 epoca nella quale le istituzioni spesso non riescono probabilmente a conoscere le problematiche delle proprie comunit\u00e0, questo amministratore, che deve essere ulteriormente conosciuto, riguarda lo scibile di ognuno di noi, in sede locale e non. Egli \u00e8 riuscito a fare ci\u00f2 che spesso noi, con gli atteggiamenti soliti, \u00a0probabilmente &#8211; tra virgolette &#8211; \u201cdella politica\u201d, \u00a0non riusciamo a fare.<\/p>\n<p>Probabilmente una testimonianza alimentata da questa iniziativa potrebbe fortemente contribuire a dare slancio ad una classe dirigente che vedr\u00e0 questa comunit\u00e0 partecipare alle sue proprie azioni e alle sue proprie iniziative. Grazie.<\/p>\n<p><strong>2 &#8211; Relazione di GIULIO GIOVANNI SIENA<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201cIl Cavaliere Francesco Morcaldi nella vita di Padre Pio e nella storia di San Giovanni Rotondo\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Penso che,\u00a0 per un singolare disegno della Provvidenza, sia molto difficile, se non impossibile, parlare dell\u2019influenza che ha avuto il Cavaliere Francesco MORCALDI nella vita di Padre Pio, e viceversa, senza implicare necessariamente nel discorso anche la storia di San Giovanni Rotondo, dal momento che &#8211; come vedremo &#8211; tra Padre Pio, San Giovanni Rotondo e Francesco Morcaldi, \u00e8 intercorso un rapporto \u00a0secondo cui l\u2019uno non ha potuto fare a meno degli altri.<\/p>\n<p>Chi era il cav. Francesco Morcaldi o &#8220;Don Ciccio Morcaldi&#8221;, come tutti noi rispettosamente lo chiamavamo quando era tra noi?<\/p>\n<p>Era un uomo dalla fede pura, dal coraggio non comune. Era generoso, leale, intelligente. Aveva la parola facile, era ammirato da tutti, anche dagli avversari politici. La stima della popolazione non gli venne mai meno, grazie al suo spirito conciliativo. Aveva uno spiccato senso della Patria e della famiglia.<\/p>\n<p>Interventista convinto, prese parte alla prima guerra mondiale come ufficiale comandante di compagnia, meritando elogi per atti di valore. \u00a0Malgrado fosse stato ferito ad una gamba \u00a0in un\u2019azione oltre i reticolati, durante un\u2019offensiva sferrata dal nemico non esit\u00f2 a riprendere il comando della sua compagnia. Ma fu colpito da \u00a0altre schegge di granata, rischiando di morire dissanguato. Fu quindi catturato e dopo tre mesi di ospedale venne internato in un campo ungherese. Il suo spirito indomito lo spinse ad evadere insieme al cap. Vannetti di Firenze, \u00a0ma fu ripreso e rinchiuso in un campo sul lago di Balaton.<\/p>\n<p>Rientr\u00f2 in Italia dalla prigionia nel mese di novembre 1918 e continu\u00f2 il servizio presso i comandi di presidio di Massa Carrara e di Foggia, congedandosi nel 1921.<\/p>\n<p>Al loro primo incontro, Padre Pio per consolarlo della perdita di alcune persone a lui care, gli disse: \u00abi tuoi parenti non ci sono pi\u00f9, ma sono qui con te. Tu non li vedi. Coraggio, le sofferenze sono pene salutari della\u00a0 vita, se benedette ed offerte al Signore\u00bb. \u00abDa allora \u2013 si legge nei suoi appunti &#8211; rimasi attaccato al Buon Padre da Venerazione ed affetto filiale: la Provvidenza volle che gli fossi accanto e potessi collaborare all\u2019azione di Apostolato e di Carit\u00e0 che egli svolse, attraverso la quale questa zona isolata e misera del Gargano doveva trasformarsi in una cittadina ridente e piena di vita ed in un luminoso faro di spiritualit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca la popolazione di San Giovanni Rotondo era costituita in maggioranza da proprietari di piccoli appezzamenti di terreno che spesso si dedicavano anche alla pastorizia, poich\u00e9 il nostro comune aveva ed ha \u00a0uno dei territori pi\u00f9 vasti della provincia. C&#8217;era dunque, rispetto agli altri paesi del Gargano, un certo benessere.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, quando il Morcaldi inizi\u00f2 a calcare la scena politica l\u2019ordine pubblico \u00a0del paese presentava un quadro veramente allarmante, con l\u2019abigeato dilagante che metteva a rischio la vita dei contadini, i furti, la carenza di vigilanza, la disoccupazione dei braccianti,\u00a0 i ricatti,\u00a0 e persino i sequestri di persona. \u00a0Ma preoccupava soprattutto la situazione politica.<\/p>\n<p>Nel 1919 il clima politico si surriscald\u00f2, particolarmente dopo lo scioglimento del consiglio a guida socialista.<\/p>\n<p>Nella nostra provincia i dirigenti socialisti facevano leva sulla forza delle masse e sulla loro fame di terra per \u00a0trasformare la societ\u00e0. A San Giovanni Rotondo pre\u00advalse la linea \u201cmassimalista\u201d ed i contadini, anche se nella stragrande maggioranza dei casi la terra la possedevano gi\u00e0,\u00a0 si la\u00adsciarono in\u00adfiammare dal mito della rivoluzione russa per averne dell\u2019altra, anche dopo il decreto del Ministro Visocchi che stabil\u00ec l\u2019assegnazione delle terre incolte agli ex combattenti.<\/p>\n<p>Sul fronte opposto i partiti uniti in un fascio con il Partito Popolare erano de\u00adter\u00adminati a contrastare con ogni mezzo il loro disegno politico.<\/p>\n<p>Le nuove elezioni comunali si svolsero nel 1920, con le opposte fazioni che si fronteggiavano minacciosamente.<\/p>\n<p>La vittoria arrise inaspettatamente ai socialisti, che decisero di festeggiarla collocando sui balconi del Municipio la bandiera rossa, al posto del tricolore. I partiti del Fascio reagirono sdegnosamente e minacciavano di impedirlo con ogni mezzo.<\/p>\n<p>Quando il Morcaldi &#8211; che era l\u2019animatore del partito popolare &#8211; cap\u00ec che le cose stavano precipitando, ritenne suo dovere informare Padre Pio. E il Padre, conoscendone il prestigio, lo supplic\u00f2 di fare di tutto per scongiurare i temuti incidenti.<\/p>\n<blockquote><p><em>\u00ab<\/em>V<em>a&#8217;, avvicina i capi, placali\u2026\u00bb &#8211; <\/em>gli disse.<\/p><\/blockquote>\n<p>Lui obbed\u00ec e cerc\u00f2 di convincere i capi massimalisti \u00a0a riflettere sulle prevedibili conseguenze del loro disegno, invitandoli a non compiere atti inconsulti.<\/p>\n<p>Ma ambedue i capi interpellati respinsero sdegnosamente le sue esortazioni, affermando che \u00a0la Sezione del\u00a0 partito <em>\u00abera decisa ad agire\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Purtroppo, questo increscioso capitolo di storia sangiovannese, si concluse &#8211; come sappiamo &#8211; con i\u00a0 14 morti e l\u2019ottantina di feriti \u00a0del 14 ottobre 1920.<\/p>\n<p>Quel giorno \u201cDon Ciccio Morcaldi\u201d era al bosco. Quando un incaricato lo raggiunse per informarlo dell\u2019avvenuto eccidio, torn\u00f2 trafelato in paese e and\u00f2 da Padre Pio.<\/p>\n<p>Questi, affranto dal dolore, concluse il colloquio dicendogli:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl paese ha bisogno di te; unisci gli animi e guidalo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il giovane, che allora aveva appena trentuno anni, si sent\u00ec come requisito e avvert\u00ec tutto il peso e la responsabilit\u00e0 di queste parole. Dopo quello che era successo, attuare il desiderio del Padre era davvero cosa ardua. Difatti gli attriti proseguirono per un certo tempo.<\/p>\n<p>Ma il Morcaldi, diventato nel frattempo segretario del Partito Popolare, ricuc\u00ec pazientemente\u00a0 gli strappi e nel mese giugno 1922 lanci\u00f2 a tutti i partiti un secondo appello alla pace, spronandoli ad agire &#8211; testuali parole &#8211; \u00abin sincera intesa\u00bb, per il bene del paese.<\/p>\n<p>Alla sua azione pacificatrice egli attribuir\u00e0 il grosso successo elettorale ottenuto nel 1923, quando fu eletto per la prima volta &#8211; con voto plebiscitario &#8211; sindaco di San Giovanni Rotondo, dopo l&#8217;avvicendamento di ben quattro Commissari Prefettizi, prevalendo sul potente Avv. Teodorico Lecce.<\/p>\n<p>Sotto l&#8217;influsso dello spirito conciliativo diffuso dal nuovo sindaco, tutto sembra cambiare.<\/p>\n<p>In brevissimo tempo gli odi tra i partiti si smorzano e i sangiovannesi, sotto la guida sapiente e illuminata del sindaco Cav. Francesco Morcaldi,\u00a0 si stringono attorno alla figura di Padre Pio per raggiungere il vero riscatto, quello che non si con\u00adqui\u00adsta all\u2019ombra minac\u00adciosa delle ban\u00addiere politiche, ma inalberando il vessillo lumi\u00adnoso della fede.<\/p>\n<p>Il popolo lo stima. E quando qualcuno per ventura non gli usa il dovuto rispetto, viene pubblicamente biasimato, come avviene nel 1924.<\/p>\n<p>In vari punti del paese comparve una scritta che oggi farebbe sorridere: \u00abAbbasso il Sindaco\u00bb. Eppure il consiglio d\u2019amministra\u00adzione ritenne doveroso riunirsi d\u2019urgenza per esprimere la pi\u00f9 profonda deplorazione per un atto definito \u00abinconsulto e vi\u00adgliacco\u00bb e per deliberare \u00abla schietta e sincera ammirazione e l\u2019incondizionata fiducia verso il beneamato Sindaco Cav. Morcaldi Francesco\u00bb<\/p>\n<p>Una stima che gli verr\u00e0 tributata nuovamente nel 1927, con la nomina a \u00a0Podest\u00e0 su designazione plebiscitaria di tutte le Organizzazioni combattentistiche, sindacali e politiche del paese, e, ancora, con l\u2019elezione a sindaco nelle tornate elettorali del 1954 e del 1963.<\/p>\n<p>La pace sociale era un bene prezioso di cui si era persa la memoria. E i sangiovannesi dovrebbero riconoscere a Padre Pio e a Francesco Morcaldi il merito immenso di avergliela restituita con la loro azione comune, ponendo cos\u00ec le basi per la rinascita\u00a0 della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sono anni in cui il paese \u00e8 investito da nuovi fermenti di vita religiosa, grazie anche alla straordinaria attivit\u00e0 di apostolato delle numerose donne uscite dalla scuola di Padre Pio, coordinate da Angela Serritelli, presidente del Terz\u2019Ordine Francescano, nonch\u00e9 segretaria del Fascio e collaboratrice del Morcaldi.<\/p>\n<p>Questa nuova armonia del corpo sociale venne per\u00f2 turbata dagli esposti dei nemici di Padre Pio e dai conseguenti provvedimenti restrittivi del Sant&#8217;Ufficio, nonch\u00e9 dai ripetuti tentativi di trasferimento di Padre Pio, che noi ben conosciamo.<\/p>\n<p>Entrano in gioco qui le epiche lotte e provvidenziali sommosse del popolo sangiovannese, in difesa di un povero frate colpevole soltanto di voler soffrire abbracciato alla croce di Cristo che nella sua storia di immensa sofferenza trovava il tempo di pensare concretamente alle famiglie dei tribolati e alle necessit\u00e0 dei poveri del paese.<\/p>\n<p>Nel 1922 il Morcaldi, nel consegnare al Padre Guardiano di Foggia una raccolta di 2800 firme di sangiovannesi e sammarchesi &#8211; avente lo scopo di ammonire le autorit\u00e0 ecclesiastiche &#8211; \u00a0sconsiglia qualunque tentativo di trasferimento di di P. Pio prevedendo altrimenti \u201cincresciose conseguenze\u201d.<\/p>\n<p>C&#8217;era il rischio, infatti, che l&#8217;indole non certo pacifica dei sangiovannesi, potesse provocare gravi incidenti e tutti, comprese le autorit\u00e0 ecclesiastiche, ne erano consapevoli.<\/p>\n<p>Se non scorse sangue lo si deve al Cavaliere \u00a0Morcaldi, il quale fu abile tanto nel mobilitare la po\u00adpola\u00adzione quanto nell\u2019ammansirla\u00a0 nel momento del pe\u00adri\u00adcolo, ottenendo alla fine prima la sospensione\u00a0 dell\u2019allontanamento di Padre Pio da San Giovanni Rotondo, nel mese di agosto 1923, e poi la liberazione dall\u2019isolamento, avvenuta nel 1933. In questo ebbe al suo fianco uomini valenti come il dott. Leandro Giuva, il dott. Luigi Collicelli, Michele Mondelli, Luigi Massa, \u00a0i quali hanno scritto la loro di parte di storia nelle vicende di Padre Pio insieme al popolo tutto e a uomini d\u2019azione come Nicola Cascavilla, Giovanni Fiorentino, Filippo Ferrara, Tommaso Sassano, Mario Campanile e tanti altri.<\/p>\n<p>Che il Morcaldi fosse il coordinatore tenace e intelligente delle sommosse \u00e8 fuori discussione, perch\u00e9 \u00e8 testimoniato anche da chi vi partecip\u00f2.<\/p>\n<p>Egli aveva a Roma, anche in Vaticano, validi amici ed informatori che stimavano Padre Pio e che lo preavvisavano delle mosse delle autorit\u00e0 ecclesiastiche. Quando dalla capitale, ad esempio, arrivava una cartolina non firmata con la scritta \u00absaluti\u00bb, il \u201cNostro\u201d capiva che c\u2019era un trasferimento in atto. Si spiega cos\u00ec il tempismo eccezionale con cui egli mobilitava la popolazione per andare in soccorso di Padre Pio. Uno degli informatori era Mons. Valbonesi.<\/p>\n<p>Fino agli inizi degli anni trenta per il Morcaldi fu tutto un esplodere di movimenti popolari, un correre a Foggia e Roma, presso la Santa Sede, presso i Superiori Provinciali e Generali dei Cappuccini, coadiuvato e sorretto moralmente da don Luigi Orione,\u00a0 tanto che, prevedendone la recente canonizzazione, \u00a0era solito dire: \u00abil Signore mi ha voluto bene, facendomi vivere in mezzo a due santi\u00bb.<\/p>\n<p>Uno degli episodi pi\u00f9 preoccupanti per l\u2019ordine pubblico si verific\u00f2 con la pubblicazione nel mese di giugno 1923 del decreto del Sant&#8217;Ufficio che proibiva a P. Pio di celebrare messa in pub\u00adblico e di avere corri\u00adspon\u00addenza spirituale coi fedeli.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, sparsasi anche la voce di un suo prossimo trasferimento, i sangiovannesi dimostrarono di essere veramente pronti a sa\u00adcrifi\u00adcarsi per il Padre. La folla scesa in strada. Furono pronunciate minacce contro i presunti responsabili dei ricorsi alla Santa Sede. I fascisti istituirono una guardia fissa al convento, pedinavano chiunque; minacciavano i sacerdoti in arrivo, ritenuti emissari della Santa Sede giunti per rimuovere Padre Pio dal convento. C&#8217;era rischio di scontri con le forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Il sindaco Morcaldi istitu\u00ec subito un comitato di prote\u00adsta e fu indetto un comizio, per far capire alle autorit\u00e0 tu\u00adto\u00adrie che le cattive intenzioni del nostro popolo erano reali.<\/p>\n<p>Fortunatamente il Prefetto, interessato dallo stesso sindaco, comunic\u00f2 tramite i carabinieri la notizia che le autorit\u00e0 ecclesiastiche non avrebbero pi\u00f9 rimosso il Padre. Gli animi si placarono.<\/p>\n<p>Ma il 26 mattina Padre Pio non scese in chiesa. Era la conferma che gli era stato vietato di celebrare Messa in pubblico.<\/p>\n<p>Apriti cielo!<\/p>\n<p>I pre\u00adsunti provo\u00adcatori delle persecuzioni di Padre Pio per poco non furono linciati. \u00a0Poi la folla si port\u00f2 in Piazza dei Martiri, richiamata dai colpi di mortaretti, e form\u00f2 un corteo di circa tremila persone che fece il giro del paese al grido di \u00abViva Padre Pio\u00bb.<\/p>\n<p>In Piazza dei Martiri presero la parola il dot\u00adtor Leandro Giuva,\u00a0 Luigi Massa e il sindaco Mor\u00adcaldi.<\/p>\n<p>Il discorso pi\u00f9 trascinante e focoso fu quello pronunciato dal sindaco Morcaldi, che a un certo punto grid\u00f2:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIl giorno in cui venisse tentato di toglierci Padre Pio, io non esiterei a svestirmi\u00a0 della carica di sindaco, per divenire un pri\u00advato cittadino e compiere tutto intiero il mio dovere!\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Vi furono applausi scroscianti. Un fiume impetuoso di persone si port\u00f2 al convento, dove si grid\u00f2, si minacci\u00f2 e si pretese dal P. Guardiano l&#8217;immediata revoca del prov\u00advedimento.<\/p>\n<p>Alla fine, sotto le pressioni del sindaco e per paura di disordini, il Superiore \u00a0cedette, \u00a0riservandosi di rife\u00adrire al Padre Provinciale.<\/p>\n<p>Quando il Cav. Morcaldi si affacci\u00f2 alla finestra con a fianco Padre Pio, le campane suonarono a fe\u00adsta e dalla folla si alz\u00f2 un urlo formidabile, seguito da un frago\u00adroso ap\u00adplauso e dallo sventolio dei cap\u00adpelli.<\/p>\n<p>Si legge in un giornale dell\u2019epoca:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab\u2026il Padre, cereo in volto, con gli occhi bassi e gonfi di lagrime e con le mani con\u00adgiunte in atto di preghiera, appa\u00adriva ol\u00adtre\u00admodo commosso. \u00a0Tutti avevano le la\u00adgrime agli oc\u00adchi ed il cappello in mano, inte\u00adne\u00adriti oltre ogni dire. In ultimo fu chiesto ed ot\u00adtenuto che Padre Pio scendesse in chiesa\u00a0 per dare la benedi\u00adzione. (\u2026) Le autorit\u00e0 religiose trag\u00adgano da questa manifestazione profi\u00adcuo ammaestramento, e gli individui denigratori impa\u00adrino a pro\u00adprie spese che \u00e8 pe\u00adricoloso offendere la fede di un popolo\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>Ottenuto lo scopo, il corteo si sciolse. Ma un nutrito gruppo di volontari continu\u00f2 a presidiare il con\u00advento a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>Per dare all&#8217;occorrenza l\u2019allarme alla popolazione, il sindaco fece sistemare una sirena sul municipio e l\u2019affid\u00f2 al valoroso Michele Mondelli, presi\u00addente dell\u2019Associazione dei Mutilati. Questi, pur avendo una gamba sola, rimase famoso per aver scavalcato con un amico il muro di cinta del convento al fine di dissuadere con le minacce il Padre Guardiano dal far partire Padre Pio.<\/p>\n<p>Durante il tumulto molti san\u00adgiovan\u00adnesi avevano con s\u00e9 bastoni, roncole, forche e altre armi bianche. Altri portavano di nascosto armi da fuoco o erano pronti a prelevarle da nascondigli situati vicino al convento. E\u2019 proprio vero che il troppo amore non fa ragionare!<\/p>\n<p>Naturalmente Padre Pio era figlio dell\u2019obbedienza e\u00a0 soffriva disperatamente per quanto stava accadendo. Perci\u00f2 scongiurava Francesco Morcaldi di desistere dalla lotta, per timore che la sua persona potesse essere causa di incidenti. Ma in questo il Cavaliere se ne and\u00f2 per la sua strada, convinto che prima o poi sarebbe riuscito a ridare al Padre la libert\u00e0. Egli \u00a0poteva ben dire \u2013 come diceva : \u00abIo sono il sindaco di Padre Pio\u00bb!.<\/p>\n<p>Alla fine, il premio arriv\u00f2 negli anni 1933 e 1934: l\u2019amato Padre venne riammesso a celebrare messa nella chiesa del convento, a confessare i religiosi fuori di essa, a confessare gli uomini e, infine, a confessare le donne. La lunga segregazione era finita.<\/p>\n<p>Ci resta, come atto scritto di riconoscenza del nostro Santo, l\u2019ormai famosa lettera del 12 agosto 1923 indirizzata a Francesco Morcaldi, sindaco di San Giovanni Rotondo, \u00a0e un plauso va all\u2019amministrazione uscente che ha avuto la sensibilit\u00e0 di affiggere in Piazza Padre Pio, per i posteri, una lapide commemorativa riportante il testo della lettera, ad eterna memoria di un reciproco rapporto d\u2019amore intercorso tra il santo e il popolo di San Giovanni Rotondo.<\/p>\n<p>Ritengo opportuno, in questo contesto, rileggerla:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIllustre Sig. Sindaco, i fatti svoltisi in questi giorni mi hanno pro\u00adfondamente commosso e mi preoccupano immen\u00adsamente perch\u00e9 mi fanno temere che io possa essere invo\u00adlontariamente causa di luttuosi avvenimenti per questa mia cara cittadina.<\/p>\n<p>Io prego Iddio che voglia allontanare tale iattura, ri\u00adversando su di me qualunque mortificazione. Per\u00f2 se, come Ella mi ha comuni\u00adcato, \u00e8 stato deciso il mio trasferi\u00admento, io la prego di adoperarsi con ogni mezzo, perch\u00e9 si compia la volont\u00e0 dei Superiori, che \u00e8 la volont\u00e0 di Dio, ed alla quale io obbedir\u00f2 ciecamente.<\/p>\n<p>Io ricorder\u00f2 sempre cotesto popolo generoso nella mia po\u00advera ed assidua preghiera, im\u00adplorando per esso pace e prospe\u00adrit\u00e0 e quale segno della mia pre\u00addilezione, null\u2019altro potendo fare, esprimo il mio desiderio che, ove i miei superiori non si oppon\u00adgano, le mie ossa siano compo\u00adste in un tranquillo can\u00adtuccio di questa terra.<\/p>\n<p>Con osservanza mi dico tutto suo nel dolce Signore, 12 agosto 1923, Padre Pio da Pietrelcina\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Padre Pio nutriva per Francesco Morcaldi una stima e un affetto veramente particolari. Egli, a sua insaputa, si prodig\u00f2 addirittura per una raccomandazione presso il Ministero dell\u2019Interno al fine di farlo rieleggere sindaco nel 1927. Nella lettera Padre Pio parla di \u00abdegnissima persona di ogni riguardo, e tanto bene ha fatto a questo comune, ed in questo \u00e8 l\u2019unico, senza tema di smentita\u00bb.<\/p>\n<p>Quando P. Gerardo Saldutto, a distanza di anni, mise al corrente il Morcaldi dell\u2019esistenza di questa lettera, egli scoppi\u00f2 in lacrime, colpito da tanta attestazione di stima e di affetto.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 comprendere i disegni della Divina Provvidenza, ma essa deve aver agito sui passi di F. Morcaldi, giacch\u00e9 ha voluto che egli fosse \u00a0sindaco in anni veramente cruciali o importanti della vita di S. Pio da Pietrelcina e della storia di S. Giovanni Rotondo: come nel 1925, quando, dopo una lotta amministrativa pluridecennale con le autorit\u00e0 provinciali, port\u00f2 a coronamento il sogno sei sangiovannesi di restituire il convento ai frati cappuccini, firmando il contratto di enfiteusi perpetua, o nel 1956, quando si \u00a0inaugur\u00f2 la Casa Sollievo della Sofferenza o, ancora, nel 1959, quando arriv\u00f2 dal cielo, tra l\u2019ovazione popolare, la statua della Madonna di Fatima,\u00a0 che oper\u00f2 la prodigiosa guarigione di Padre Pio.<\/p>\n<p>Che dire poi dei tanti provvedimenti amministrativi e delle opere pubbliche realizzate nella nostra citt\u00e0 durante i suoi quattro mandati?<\/p>\n<p>&#8211; si inaugura l\u2019ospedaletto \u201cS. Francesco\u201d, voluto e finanziato da Padre Pio per i poveri, nel 1925;<\/p>\n<p>&#8211; si esuma il vecchio progetto della strada Ca\u00adgnano-San Giovanni del 1885\u00a0 e si sventa il tentativo di deviarla\u00a0 verso Fra\u00adzione di Montagna;<\/p>\n<p>&#8211; si realizza l\u2019edificio scolastico di Viale Kennedy;<\/p>\n<p>&#8211; si inaugura la rete di pubblica illuminazione, promossa per iniziativa del dott. Leandro Giuva e del Sig. Giulio Siena;<\/p>\n<p>&#8211; si ottiene l&#8217;impianto idrico dall&#8217;\u201cEnte Autonomo Ac\u00adquedotto Pugliese\u201d;<\/p>\n<p>&#8211; si bonifica il fosso di raccolta dei residui putridi, insano e maleodorante, e al suo posto sorge lo splendido Parco delle Rimem\u00adbranze con il monumento ai Caduti;<\/p>\n<p>&#8211; si acquista un sottano e viene sventrato per collegare via S. Caterina all&#8217;allora Corso Nazionale, andando incontro a un grosso problema degli abitanti, costretti a lunghi giri viziosi per rientrare nelle loro case;<\/p>\n<p>&#8211; si inaugura una nuova ala del cimitero;<\/p>\n<p>&#8211; si istituiscono numerose scuole rurali e una scuola musicale;<\/p>\n<p>&#8211; si ricostituisce la banda, con i concerti domenicali;<\/p>\n<p>&#8211; nasce il servizio di pesa pubblica che stronc\u00f2 l&#8217;uso truffaldino di sta\u00addere truccate;<\/p>\n<p>&#8211; si istituiscono i carri-botte e si progettano le fognature, con grande beneficio per la sanit\u00e0 pubblica;<\/p>\n<p>&#8211; persino nel campo atletico San Giovanni Rotondo primeggia a livello provinciale, grazie al peso dato dall&#8217;amministrazione alle manifestazioni sportive.<\/p>\n<p>Nel libro ristampato dall\u2019Amministrazione Comunale il Morcaldi passa in rassegna tutte queste opere e alla fine, \u00a0con un\u00a0 comprensibile e giusto scatto di orgoglio, esclama:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abPu\u00f2 ben dirsi che furono questi i primi segni certi dell\u2019ascesa della comunit\u00e0 di San Giovanni Rotondo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Come non dargli ragione?<\/p>\n<p>Ma, contrariamente a quanto avviene oggi, egli fu anche pronto a frenare gli eccessi che avrebbero potuto ritorcersi contro l&#8217;onore la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nel 1924 il consiglio municipale respinse una proposta di\u00a0 edificazione di un\u00a0 albergo di una so\u00adciet\u00e0 fore\u00adstiera, affinch\u00e9 non si po\u00adtesse dire che si voleva industria\u00adlizzare e sfruttare la pre\u00adsenza di Padre Pio!<\/p>\n<p>Francesco Morcaldi ricopr\u00ec anche cariche in enti diversi dal Comune.<\/p>\n<p>Fu presidente della sezione locale degli ex combattenti, dirigente della Democrazia Cristiana nel 1946, attivissimo Deputato Provinciale addetto ai lavori pubblici nel 1948, componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Agrario Provinciale, Presidente dell\u2019Associazione di Rinascita Garganica nominato dai sindaci del promontorio, primo presidente della sede sangiovannese dell\u2019Ente Nazionale Italiano \u00a0per il Turismo.<\/p>\n<p>Nel 1954 fu eletto nuovamente sindaco della citt\u00e0, carica che riusc\u00ec a tenere con dignit\u00e0 e prestigio fino al 1958, mandando a termine molte altre opere pubbliche e accogliendo i ministri Medici e Gui, in visita\u00a0 ufficiale a S. Giovanni Rotondo. Ma soprattutto accolse con un abbraccio Padre Pio che onor\u00f2 con la sua presenza questo Palazzo di Citt\u00e0, firm\u00f2 il registro degli ospiti illustri e dal balcone centrale benedisse la popolazione esultante, raccolta in Piazza dei Martiri.<\/p>\n<p>Venne infine rieletto sindaco nel 1963\u2026<\/p>\n<p>A questo punto credo che sia lecito porsi una domanda, che non vuole essere assolutamente\u00a0 provocatoria:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abChe ne sarebbe stata della vita di Padre Pio o della storia di San Giovanni Rotondo se fossero venuti a mancare il carisma, la fede e l\u2019opera preziosa e tenace del cav. Francesco Morcaldi?\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>I fatti mi inducono a credere che Padre Pio sarebbe stato trasferito in chiss\u00e0 quale convento della Spagna o delle Marche &#8211; dove avrebbe comunque percorso un cammino di santit\u00e0 (sia ben chiaro), ma diverso &#8211; e che i sangiovannesi, anzich\u00e9 aggrapparsi con tutte le forze alle sue vesti \u00a0per costruire il proprio futuro, avrebbero continuato ad arrovellarsi in stagioni politiche caratterizzate dalla litigiosit\u00e0 o dall\u2019odio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 un peccato che in questi ultimi decenni parte della leadership sangiovannese abbia perso facilmente di vista l&#8217;obiettivo comune, privilegiando la politica dello scontro alla politica costruttiva del sano confronto, la sola che pu\u00f2 assicurare un futuro dignitoso alla nostra cara ed amata citt\u00e0.<\/p>\n<p>Non sempre la storia \u00e8 maestra di vita, principalmente quando si ha la memoria corta!<\/p>\n<p>Penso che sia invece necessario volgere lo sguardo al passato e \u00a0riscoprire la figura di &#8220;Don Ciccio Morcaldi&#8221;, per emularlo come cittadini, come politici e come amministratori pubblici, con l&#8217;impegno reciproco di lavorare insieme per ricreare in San Giovanni Rotondo un clima pi\u00f9 sereno, degno della citt\u00e0 di San Pio da Pietrelcina. Solo cos\u00ec potremo ritornare nel sentiero del progresso civile gi\u00e0 tracciato per noi dalla Divina Provvidenza, dal quale, purtroppo, ho l\u2019impressione che ci stiamo allontanando.<\/p>\n<p>Su questo i partiti dovrebbero meditare e confrontarsi nel prossimo futuro, anche durante la prossima campagna elettorale. Il resto verr\u00e0 di conseguenza.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 rassicurerebbe i figli Tonino, Fortunata, Carolina, la nuora Giovanna e tutto il popolo di San Giovanni Rotondo che gli sforzi spesi dal cav. Francesco Morcaldi e le sofferenze offerte al Signore da Padre Pio per assicurare pace e prosperit\u00e0 a questa terra, non sono stati spesi invano.<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n<p><strong>3 &#8211; Intervento del Dr. CARMINE STALLONE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Presidente della Provincia di Foggia, Presidente provinciale dell\u2019Ordine dei medici,\u00a0Primario di nefrologia dell\u2019Ospedale C.S.S. di S. Giovanni Rotondo<\/strong><\/p>\n<p>Buonasera a tutti, Eccellenza, alle autorit\u00e0 tutte, ai miei concittadini. Sono veramente lusingato dell\u2019invito che mi avete rivolto e mi sento profondamente onorato di contribuire alla commemorazione del personaggio straordinario quale \u00e8 stato Francesco MORCALDI.<\/p>\n<p>Personalmente sono amico della famiglia Morcaldi, dell\u2019affettuosissima Carolina che non manca occasione\u00a0 insieme agli altri figli per essermi vicini in tutte le occasioni festive .<\/p>\n<p>La provincia di Foggia che ho l\u2019onore di presiedere, in passato ha avuto il piacere di averlo tra i \u00a0suoi banchi, essendo egli stato consigliere ed\u00a0 assessore provinciale dal 1948 al 1952 sotto\u00a0 la presidenza dell\u2019 avv. Annino Gentile con la delega ai lavori pubblici, incarico che egli seppe con la \u00a0dedizione ed il rigore morale che gli sono stati sempre universalmente riconosciuti.<\/p>\n<p>Si distinse in particolare per l\u2019organizzazione di diversi cantieri di lavoro (tante strade, tanti edifici, tante opere<\/p>\n<p>Pubbliche furono realizzate) che all\u2019epoca era uno strumento diffuso per dare lavoro ai numerosissimi disoccupati che rappresentavano la pesante eredit\u00e0 del conflitto bellico e nello stesso tempo per realizzare opere pubbliche soprattutto nel settore della viabilit\u00e0.<\/p>\n<p>In sostanza l\u2019amministrazione anzich\u00e9 appaltare lavoro all\u2019esterno, realizzava le sue opere in economia contribuendo nello stesso tempo ad alleviare quella gravissima piaga sociale\u00a0 che era \u00a0rappresentata dalla disoccupazione.<\/p>\n<p>Il comune di San Giovanni Rotondo ha fatto molto bene a promuovere la ristampa del prezioso\u00a0volume di cui fu autore MORCALDI assieme a questa giornata commemorativa, credo per\u00f2, che non si debba fermare a questo e che si debbano trovare altri modi per onorare la memoria di Don Ciccio, il primo dei quali potrebbe essere offerto dalla stampa degli atti di questa giornata.<\/p>\n<p>Rendere\u00a0omaggio ed onore alla memoria di un uomo che tanto ha fatto per il benessere\u00a0della sua comunit\u00e0 \u00e8 un gesto di elementare riconoscenza e di gratitudine ma,non \u00e8 solo questo,\u00a0possiede anche una sua pregnanza in riferimento al presente se si tratta di uomini come MORCALDI che hanno contribuito ed in modo decisivo a scrivere la storia di questa comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo caso non si tratta solo di onorare la memoria ma, di tenerla viva,di custodirne l\u2019eredit\u00e0\u00a0morale e culturale che ci ha lasciato.<\/p>\n<p>Il tema della giornata mette in evidenza il legame speciale che ha unito MORCALDI al Santo frate di Pietrelcina, sottolineando giustamente come egli sia stato il Sindaco di Padre Pio, quel sindaco che fu l\u2019animatore delle dimostrazioni popolari per impedire il trasferimento Padre Pio coadiuvato anche dal contributo di Don Luigi ORIONE ,come test\u00e9 lo storico ci ha detto, infatti era solito dire \u00a0&#8211; e lo ripeto perch\u00e9 \u00e8 molto significativo &#8211; \u00ab il Signore mi ha voluto bene facendomi vivere tra due Santi \u00bb<strong>. <\/strong>Basterebbero queste notazioni a tratteggiare le dimensioni, la statura del personaggio. Ma\u00a0 \u201cDon Ciccio\u201d &#8211; veramente P. Pio a volte lo chiamava \u201cCiccillo\u201d \u2013 \u00e8 stato ancora di pi\u00f9, perch\u00e9 tutta la sua vicenda umana \u00e8 stata una splendida testimonianza di una concezione della vita quale impegno verso il prossimo.<\/p>\n<p>La sua storia ricorda per molti aspetti quello di un altro grande sindaco cattolico e mi riferisco a Giorgio LA PIRA, sindaco di Firenze, che non esitava a scendere in piazza quando si trattava di difendere le ragioni dei deboli e degli oppressi, di quel popolo fiorentino che egli sentiva suo,\u00a0 in ragione della sua profonda appartenenza alla comunit\u00e0; \u00e8 proprio questa speciale appartenenza \u00a0alla comunit\u00e0 che fa in modo che grandi uomini come Giorgio LA PIRA e Francesco MORCALDI riescono ad intrecciare la loro vita cos\u00ec strettamente ed intimamente a quello della Loro comunit\u00e0 fino a scriverne la storia.<\/p>\n<p>Onorarne e tenerne viva la memoria, custodirne il grande patrimonio morale e spirituale\u00a0 \u00e8 ben di pi\u00f9 di una semplice operazione di recupero del passato, mantenere vivo un ricordo come quello di MORCALDI significa tutelare ed esaltare l\u2019identit\u00e0 della comunit\u00e0 rendendo vivo e perenne il luminoso esempio della loro vita consegnandole alle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Con l\u2019impegno a fare da parte della Provincia tutto quanto \u00e8 necessario perch\u00e9 questa commemorazione non resti fino a se stessa, ma possa costituire l\u2019inizio di un percorso\u00a0\u00a0rivolto ad esaltare la figura e l\u2019opera di Don Ciccio MORCALDI, con questo impegno vi ringrazio per l\u2019attenzione che mi avete riservata e colgo l\u2019occasione per rivolgere un augurio a tutti gli amici di San Giovanni Rotondo \u2013 lo ha detto poc\u2019anzi il relatore Siena &#8211; di ritrovare un nuovo Don Ciccio per pacificare gli animi e far decollare nuovamente questa meravigliosa comunit\u00e0: lo dice una persona che da ventisei anni sta in mezzo a VoI. Grazie<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>4 &#8211; Intervento di Fr. NAZARIO VASCIARELLI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Guardiano-Rettore del Convento di Santa Maria delle Grazie dei frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo e della Chiesa &#8220;San Pio da Pietrelcina&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Pace bene a tutti. Ho l\u2019onore questa sera soprattutto di ascoltare qualcosa non \u00a0letto in giovent\u00f9; per\u00f2 molto mi piace sentirlo questa sera ed \u00e8 lo spirito con il quale mi sono portato qui: proprio \u00a0per imparare cose nuove, in questa realt\u00e0 &#8211; per me nuova &#8211; di San Giovanni Rotondo. Ed \u00e8 una bella pagina di storia quella che stiamo vivendo, ricordando, narrando delle cose che ormai sono parte di un cammino comune.<\/p>\n<p>Grazie al dott. Michele DI BARI per l\u2019invito a me rivolto e so di rappresentare in questo momento non solo me stesso ma soprattutto il legame che unisce P. Pio e la citt\u00e0 di San Giovanni Rotondo.<\/p>\n<p>E\u2019 un peso grande quello che sento in questo momento; ma sono anche contento. So di rappresentare e di testimoniare, in quest\u2019aula, il legame che unisce i frati cappuccini di Sant\u2019Angelo-P. Pio \u00a0a questa comunit\u00e0 civile. E il rapporto che si instaura normalmente tra i frati cappuccini e le diverse popolazioni \u00e8 quello di stima, di affetto, di collaborazione nella ricerca di un unico obiettivo. L\u2019obiettivo grande che noi ci diamo come frati, \u00e8 quello di giungere alla conoscenza di Dio, di testimoniare Dio, cos\u00ec come ha fatto P. Pio. qui a San Giovanni Rotondo, in maniera eccezionale.<\/p>\n<p>Per\u00f2, \u00a0oltre a tutto questo, c\u2019\u00e8 anche un fare concreto nel sociale. I frati cappuccini, non lo dico io, non voglio fare il CICERO PRO DOMO SUA, sono stati presenti in tutte le vicende storiche belle e dolorose delle diverse realt\u00e0 come \u00e8 avvenuto a S. Giovanni Rotondo. Il legame tra i frati cappuccini e la citt\u00e0 S. Giovanni Rotondo trova in P. Pio un testimone particolare e intorno a P. Pio si \u00e8 mossa, si muove e si muover\u00e0 tutta una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Come Padre Guardiano sono veramente grato a questa citt\u00e0 di S. Giovanni Rotondo per i tanti confratelli\u00a0 che ha saputo generare, per il legame intenso che tante famiglie hanno con il Convento S. Maria delle Grazie che \u00e8 parte integrante, non \u00e8 una zona <em>fuori<\/em>, \u00e8 una parte <em>dentro<\/em> questa realt\u00e0\u00a0 diverso titolo, innanzitutto, ribadisco, a livello spirituale. \u00a0Noi vogliamo essere i\u00a0 frati del popolo, nel rispetto della nostra tradizione. E poi i frati cappuccini qui a S. Giovanni Rotondo insieme a P. Pio non si sono mai stancati di valorizzare il territorio. E questo \u00e8 bello, perch\u00e9 si sono creati dei rapporti istituzionali, che sono importanti, che devono portare alla valorizzazione di questo territorio a diverso titolo, a livello comunale, a livello provinciale, a livello pi\u00f9 in alto, perch\u00e9 oramai San Giovanni Rotondo \u00e8 una realt\u00e0 di spessore mondiale. Noi siamo convinti che quest\u2019opera iniziata dai frati cappuccini nel 1540 deve continuare con quello stile semplice, senza proclami sopra le righe, mantenendo i giusti rapporti, i giusti ruoli, senza screditare quelle che sono le nostre presenze, senza invasione di campo, \u00a0questo \u00e8 importante perch\u00e9 nel rapporto costruttivo \u00e8 importante saper stare al proprio posto, \u00a0perch\u00e9 dando all\u2019altro quello che si\u00a0 ha di specifico si arricchisce l\u2019altro e si arricchiscono le comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono convinto anche di un\u2019altra cosa (l\u2019ho ascoltato prima dal relatore, che ringrazio per tutte queste belle informazioni, per questa pagina di cultura sangiovannese): tante cose sono nate nello spirito di P. Pio; sono nate perch\u00e9 lui sentiva fortemente anche la spinta che veniva dalla nostra \u00a0famiglia religiosa; ed ecco allora l\u2019attenzione a tutto quel mondo della sofferenza morale, spirituale e fisica. Padre Pio \u00e8 stato il frate e il sacerdote che ha speso il suo tempo nel prosciogliere i tanti fratelli dai legacci di satana, \u00e8 stata la persona attente a sciogliere i tanti malati dalle tante sofferenze con l\u2019impegno profuso per la sua creatura, la \u00a0\u201cCasa Sollievo della Sofferenza\u201d. Ma ha fatto anche altro. E i frati cappuccini, i suoi confratelli, con lo spirito proprio che li anima, hanno portato avanti a compimento un\u2019opera architettonica grande che \u00e8 la nuova chiesa di S. Pio da Pietrelcina. E questa si pone, oggi pi\u00f9 che mai, come un luogo nuovo per rilanciare il messaggio di Cristo attraverso l\u2019esempio e\u00a0la testimonianza di P. Pio da Pietrelcina. Ma c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare. Per questo mi permetto di dire che dobbiamo operare verso un obiettivo comune. E l\u2019obiettivo comune \u00e8 la valorizzazione di questa citt\u00e0. Dobbiamo togliere alcune etichette che tante volte la stampa, con grande facilit\u00e0, ha attribuito a S. Giovanni Rotondo. Noi dobbiamo lavorare insieme, tutte le istituzioni , perch\u00e9 questa realt\u00e0 risplenda <em>per<\/em> <em>il valore che ha<\/em> e non per ci\u00f2 che gli altri vorrebbero che noi fossimo.<\/p>\n<p>San Giovanni Rotondo, i frati cappuccini, la Casa Sollievo della Sofferenza, il nostro Arcivescovo, il Comune, \u00a0la Provincia , \u00a0noi tutti dobbiamo collaborare perch\u00e9 veramente emerga questo messaggio sano, profondo, ricco di valori, e non le sciocchezze che tante volte la stampa tante volte ha voluto far trasparire. Un\u2019ultima cosa: la collaborazione porta a volte a fare qualche passo indietro, a privilegiare il bene comune sul bene privato.<\/p>\n<p>Noi abbiamo portato a compimento la nuova chiesa S. Pio da Pietrelcina veramente tra mille difficolt\u00e0 e non potevamo pensare di camminare sui tappeti; \u00a0per\u00f2 il rinnovato impegno \u00e8 quello di favorire la crescita, favorire la collaborazione. Noi ,come frati cappuccini, ci poniamo in una profonda fase di dialogo, di concertazione, di ascolto di quelle che sono le esigenze di questa grande realt\u00e0 e la realt\u00e0 pi\u00f9 grande che \u00e8 quella dei pellegrini.<\/p>\n<p>Una cosa che ci ferisce, che ci ostacola, \u00e8 dover marchingegnare tante cose per arrivare a soluzioni dove il\u00a0buon senso ci potrebbe portare in maniera immediata. Allora ribadisco il concetto e chiudo, proprio per non dare adito a fraintesi. Il bene comune deve prevalere sul bene privato. L\u2019interesse, la crescita del paese deve prevaleresull\u2019interesse piccolo: le piccole vedute, i piccoli pensieri, i piccoli interessi che qualcuno potrebbe mettere in questa grande avventura che fa di San Giovanni Rotondo un bella realt\u00e0. Grazie.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>5 &#8211; Intervento di S.E.R. MONS. DOMENICO D&#8217;AMBROSIO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e Delegato della Santa Sede per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina<\/strong><\/p>\n<p>Voglio salutare e ringraziare tutti voi ed in particolare quanti hanno voluto questo momento celebrativo, nel ricordare una figura cara a tanti di voi, una figura legata anche a me da una personale amicizia. DON CICCIO aveva in me il suo sacerdote, il suo confessore, il prete che gli portava l\u2019eucarestia; ma questo fa parte di quel singolare ministero che avvicina a un mondo in cui la discrezione, il rispetto e il silenzio sono dovuti.<\/p>\n<p>Abbiamo sentito varie voci. Abbiamo anche ascoltato una rilettura della vicenda storica di don Ciccio Morcaldi. Una vicenda che non la si \u00a0capisce\u00a0 senza questo riferimento alla figura di Padre Pio, cos\u00ec come non si pu\u00f2 capire la storia di San Giovanni Rotondo senza far riferimento a Padre Pio, cos\u00ec come non si pu\u00f2 concepire la storia religiosa di questa nostra terra, soprattutto del secolo passato, senza avvertire quel profondo significato e incisiva riaffermazione dei valori alti della nostra fede che Padre Pio col suo ministero ha ricordato a tutti noi.<\/p>\n<p>Ma io mi permetterei di \u00a0sottolineare una cosa. I tedeschi, bravi filologi, bravi esegeti &#8211; bravi interpreti dunque &#8211; quando affrontano un determinato problema parlano del SITZ IN LEBEN, il POSTO NELLA VITA. Noi forse \u00a0dobbiamo affrontare (questa sera \u00e8 stato detto molto) qual \u00e8 il SITZ IN LEBEN di Francesco MORCALDI nella sua vicenda di devota amicizia con P. Pio. E\u2019 un uomo chiamato a particolare responsabilit\u00e0 dalla sua comunit\u00e0 che ha trovato un sostegno, un aiuto, un consigliere nella figura di P. Pio, \u00a0un uomo con tutte le sue passioni \u2013 soprattutto con le sue <em>civili<\/em> passioni &#8211; che in un particolare momento della vita di Padre Pio, lo hanno trasformato, direi, in quell\u2019interprete della volont\u00e0 di tutto un popolo.<\/p>\n<p>Ma io alla domanda che ha fatto lo storico, io ho una risposta. Che ne sarebbe stata della vita di P. Pio se tra i tanti trasferimenti, o nelle Marche o nella Spagna, qualcuno di questi si fosse realizzato? Certamente P. Pio sarebbe diventato Santo, \u00a0anzi non possiamo aver nessun dubbio, nessun timore: Padre Pio sarebbe diventato santo.<\/p>\n<p>Cosa ne sarebbe stato di San Giovanni Rotondo? Questo s\u00ec. \u00a0Cosa ne sarebbe stato di MORCALDI? Questo s\u00ec.<\/p>\n<p>Ma la cosa bella di questo dialogo, di questa vicenda, \u00e8 che P. Pio \u00a0(questo non \u00e8 apparso, ma questo fa parte di quel sacrario)\u00a0in fondo ha aiutato questo uomo a percorrere la strada giusta, non solo come <em>pubblico amministratore<\/em> ma \u00a0come <em>cristiano<\/em> che sa di dover rispondere della propria vita, dei propri \u00a0atti, delle proprie scelte a quel singolare rapporto che ci pone come fedeli ascoltatori di Dio.<\/p>\n<p>Spesso Don Ciccio parlava a me della sua grande amicizia con i figli di Don Orione e dei rapporti con DON ORIONE, un altro santo dei nostri giorni. Padre P. Pio e Don Orione non si sono mai incontrati; per\u00f2, attraverso strade diverse, i due hanno colloquiato e hanno tentato di portare talvolta a pi\u00f9 miti ragioni <em>difensori eccessivamente focosi<\/em> nella storia di P. Pio. Ci sono delle bellissime lettere di Don Orione in cui si sottolinea il Suo intervento in particolare vicende di P. Pio.<\/p>\n<p>Certo P. Pio \u00e8 una miniera inesauribile. Perch\u00e9? Perch\u00e9 la Santit\u00e0 ci pone in quel rapporto unico con Dio. Perch\u00e9 la Santit\u00e0 appartiene a Dio, non all\u2019uomo. Lui per\u00f2 ci fa partecipe della Santit\u00e0 e, poich\u00e9 appartiene a Dio, allora diventa qualcosa di indescrivibile: la narriamo, ma non riusciamo a raccontarla tutta, perch\u00e9 il mistero di Dio \u00e8 un qualcosa a cui noi ci affacciamo ma non possiamo penetrarne tutte le straordinarie e immense profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Per\u00f2\u2026 questo dialogo a pi\u00f9 voci\u00a0 che questa sera\u2026 il relatore\u2026i tanti interventi\u2026 ringrazio il commissario prefettizio dott. di Bari, soprattutto per quel richiamo che ha voluto fare all\u2019inizio; il Padre Nazario, con cui viviamo una singolare forma di impegno di servizio alle nostre comunit\u00e0. A lui mi lega un affetto particolare perch\u00e9 fra Nazario \u00e8 il secondo sacerdote da me ordinato: io l\u2019ho fatto prete!<\/p>\n<p>Un interrogativo, e poi vado alla conclusione:<\/p>\n<p>\u00abCosa direbbe Don Ciccio di tutto questo che stiamo facendo?\u00bb<\/p>\n<p>Conoscendolo, \u00a0sono certo che ne sarebbe veramente contento. Un grazie a tutti, un grazie alla famiglia. Per\u00f2 ricordiamoci che nel celebrare delle persone che hanno amato una comunit\u00e0, che hanno servito, non celebriamo un ricordo storico ma, nel celebrare una storia ci impegniamo a riviverla. \u00a0Auguri.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>6 &#8211; Intervento di ANTONIO MORCALDI , figlio del Cav. Francesco<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; doveroso da parte mia e di tutti i familiari del Cav. Morcaldi ringraziare il <strong>Dott. Michele Di Bari<\/strong>, Commissario Prefettizio, che ha voluto che questo Convegno avesse luogo cos\u00ec com&#8217;era stato programmato dalla precedente Amministrazione Comunale. Ringrazio anche il Segretario Comunale, <strong>Dott. Pellegrino<\/strong>, e l&#8217;indispensabile ed importante operativit\u00e0 dell&#8217;Ufficio Segreteria.<\/p>\n<p>Consentitemi di rivolgere un particolare ringraziamento all&#8217;<strong>Avv. Antonio Squarcella<\/strong> il quale nel giorno della consegna della lettera indirizzata da Padre Pio a Francesco Morcaldi, incisa nel marmo in Piazza Padre Pio, nell&#8217;apprendere che il libro non era pi\u00f9 in circolazione, perch\u00e9 esaurito, si \u00e8 reso promotore della ristampa di esso a cura dell&#8217; Amministrazione Comunale in segno di riconoscenza e di gratitudine nei confronti di un uomo che tanto aveva dato e tanto aveva fatto per la sua cara cittadina. Non solo, ma assicur\u00f2 anche che, dopo la ristampa del libro, si sarebbe reso promotore per far incidere nel bronzo, nel Palazzo di Citt\u00e0 e nei caratteri medesimi del Padre, le poche righe della lettera del 12 agosto 1923 per esaudire il desiderio espresso dal Cav. Morcaldi, come indicato nel libro alla pago 213. Siamo sicuri che ci\u00f2 sarebbe avvenuto se ne avesse avuto il tempo.<\/p>\n<p>Desideriamo anche ringraziare i pi\u00f9 stretti collaboratori dell&#8217;Avv. Squarcella nelle persone del Dott. <strong>Franco Fini<\/strong> e del Sig. <strong>Tonino Placentino<\/strong> che tanto si sono prodigati per la ristampa del libro come anche tutta l&#8217;Amministrazione Comunale che ha contribuito a questa realizzazione.<\/p>\n<p>Siamo grati a <strong>S. E. R. Mons. D&#8217;Ambrosio<\/strong> per la Sua Patrna Benevolenza nell&#8217;aver voluto presenziare a questa commovente cerimonia in ricordo del nostro caro familiare, (a S. E. il <strong>Signor Prefetto<\/strong> e <strong>Gentile Signora<\/strong>), al <strong>Rev. Padre Nazario Vasciarelli<\/strong> per la Sua partecipazione ed al <strong>Dott. Carmine Stallone<\/strong> che non ha voluto mancare come amico e come Presidente dell&#8217;Amministrazione Provinciale dove il Cav. Morcaldi era stato Assessore con Delega ai Lavori Pubblici nell&#8217;Amministrazione dell&#8217;Avv. Annino Gentile.<\/p>\n<p>Ringraziamo tutte le Autorit\u00e0 presenti e tutti i cittadini.<\/p>\n<p>Siamo grati al Direttore del Museo Biografico di Padre Pio, <strong>Sig. na Irene Vitulano<\/strong> che ha chiesto ed ottenuto che oggi, giorno del Convegno, che i cittadini di San Giovanni Rotondo, avessero libero ingresso nella visita al Museo ed al Palazzo dove aveva vissuto il Cav. Morcaldi.<\/p>\n<p>Accomuniamo in un unico ringraziamento i <strong>Signori Siena<\/strong>, il Relatore ed il Moderatore, per la loro disponibilit\u00e0 e per la loro fraterna collaborazione.<\/p>\n<p>Un vivo ringraziamento infine vada all&#8217;amico <strong>Stefano De Bonis<\/strong> che, Delegato dalla Famiglia Morcaldi, ha collaborato fattivamente per i contatti necessari e indispensabili per la realizzazione del libro.<\/p>\n<p>Ringrazio tutti. <strong>Viva San Pio da Pietrelcina<\/strong>, <strong>Viva San Giovani Rotondo<\/strong> e, permettetemi che lo dica, <strong>Viva Francesco Morcaldi<\/strong>.<\/p>\n<p>Da Palazzo di Citt\u00e0 il 26 ottobre 2004<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">[su_box title=&#8221;&#8221; box_color=&#8221;#F2F3F4&#8243; title_color=&#8221;#4F4F4F&#8221;]<\/span><\/p>\n<p>Le manifestazioni commemorative sul cav. Francesco Morcaldi sono continuate. Il 19 marzo 2005\u00a0 a S. Giovanni Rotondo c&#8217;\u00e8 stato un incontro di calcio tra la NAZIONALE ITALIANA SINDACI (N.I.S.) e V.I.P. ITALIA.<\/p>\n<p><strong>Sull&#8217;argomento visita il sito web <\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.memorialmorcaldi.com\/\">http:\/\/www.memorialmorcaldi.com<\/a><\/strong><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">[\/su_box]<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conferenza &#8220;Il Cavaliere Francesco Morcaldi nella vita di Padre Pio e nella Storia di San Giovanni Rotondo&#8221; tenuta nella Sala Consiliare del Comune di San Giovanni Rotondo.\u00a0 1 &#8211; Sala consiliare del Comune di S. Giovanni Rotondo. 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