{"id":1466,"date":"2011-05-09T16:01:36","date_gmt":"2011-05-09T14:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?p=1466"},"modified":"2026-05-19T18:18:46","modified_gmt":"2026-05-19T16:18:46","slug":"business-a-san-giovanni-rotondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/business-a-san-giovanni-rotondo\/","title":{"rendered":"Business a San Giovanni Rotondo?"},"content":{"rendered":"<p><!-- Blocco HTML personalizzato in WordPress --><\/p>\n<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">Riservato soprattutto ai giornalisti male informati. L&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato sul sito nel 2003 ma \u00e8 tratto, con piccole modifiche, \u00a0dal libro &#8220;Padre Pio e S. Giovanni Rotondo nei disegni della Provvidenza&#8221; di Giulio Giovanni Siena, pubblicato nell&#8217;anno 2002.<\/div>\n<figure id=\"attachment_6975\" aria-describedby=\"caption-attachment-6975\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/statue_in_vetrina_5901.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6975 size-medium\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/statue_in_vetrina_5901-225x300.jpg\" alt=\"IMG00001\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/statue_in_vetrina_5901-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/statue_in_vetrina_5901.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6975\" class=\"wp-caption-text\">Statue di Padre Pio in vetrina<\/figcaption><\/figure>\n<p>San Giovanni Rotondo: la citt\u00e0 di San Pio da Pietrelcina. Una citt\u00e0 emblematica, che ha avuto potenzialit\u00e0 enormi.<\/p>\n<p>Eppure in passato non ha mai offerto ai turisti servizi veramente soddisfacenti.\u00a0Anzi, la\u00a0 crescita veloce e disordinata della citt\u00e0\u00a0 ha attirato da sempre la loro attenzione e pesanti critiche, per molti versi giuste, sono state mosse alle autorit\u00e0 amministrative locali per aver sottovalutato nei passati decenni la grandezza spirituale del frate stigmatizzato\u00a0 che\u00a0 avrebbe attirato\u00a0 sul Gargano fino a sette milioni di pellegrini all&#8217;anno, bisognosi di ripercorrere i passi dell&#8217;emulo di Cristo.<\/p>\n<p>Ma la critica, per essere costruttiva,\u00a0 deve muoversi entro i limiti della correttezza.<\/p>\n<p>Oggi i <em>mass media<\/em> parlano troppo frettolosamente di <em>business e <\/em>di sfruttamento del nome di Padre Pio nella\u00a0 citt\u00e0, senza alcun approfondimento del reale rapporto intercorrente tra San Pio da Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, un binomio inscindibile destinato a sfidare i secoli.<\/p>\n<p>Vi sono effettivamente delle attivit\u00e0 economiche che andrebbero esercitate con pi\u00f9 discrezione e spesso, negli ultimi tempi, si abusa del nome\u00a0di Padre Pio e della sua immagine, presenti come marchio sui prodotti pi\u00f9 svariati.\u00a0 Ma ci\u00f2 accade anche in altre citt\u00e0 d&#8217;Italia senza che nessuno ne parli.<\/p>\n<p>Quali colpe, poi, hanno i sangiovannesi se delle persone, poco avvezze a provare emozioni per fatti religiosi, s\u2019infiltrarono tra i frequentatori dei luoghi di Padre Pio al solo scopo di trarne profitto?<\/p>\n<p>Il mercimonio \u00e8 un fenomeno che ha sempre accomunato tutti i grandi santuari e i luoghi dove fruttifica l\u2019albero della Divina Provvidenza: chi vi giunge attratto dalla fede, vi scorge i frutti celesti e di essi si serve per alimentare il suo spirito; chi, al contrario, \u00e8 di vista corta vede soltanto i frutti terreni e se ne serve per appagare i bisogni materiali. Ma quanta distanza corre tra gli uni e gli altri! Tuttavia non mi sento di condannare chi cerca\u00a0 di sbarcare il lunario, se lo fa onestamente.<\/p>\n<p>San Giovanni Rotondo non pu\u00f2 essere additata come una citt\u00e0 che \u00e8 vissuta e vive alle\u00a0 spalle di Padre Pio!\u00a0 Ci\u00f2 \u00e8 un insulto alla storia ed \u00e8 frutto di giudizi sbrigativi.<\/p>\n<p>Si tace clamorosamente, invece, sul bellissimo rapporto intercorso tra il Santo e i sangiovannesi, sviluppatosi in tempi non sospetti, quando il flusso dei pellegrini attratti dalla sua fama era minimo e qualche beneficio economico riguardava solo la sparuta categoria dei bottegai e il proprietario dell&#8217;unico albergo allora esistente.\u00a0 Parlo, degli epici anni venti-trenta-quaranta\u00a0 del secolo scorso. Nei primi due decenni la popolazione insorse tutta, senza alcuna\u00a0 distinzione di ceto sociale e colore politico, ripetutamente, col pericolo di scontrarsi con le forze dell&#8217;ordine (cosa accaduta qualche anno prima, per cause politiche, con una quindicina di morti e una sessantina di feriti), per opporsi al trasferimento di Padre Pio &#8211; considerato gi\u00e0 santo &#8211; visto come una punizione inflitta ad un fraticello colpevole soltanto di voler soffrire abbracciato alla Croce di Cristo. Sull&#8217;argomento leggasi il mio libro <a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?page_id=1566\"><em>Padre Pio e San Giovanni Rotondo nei disegni della Provvidenza<\/em><\/a>, edito dalla <em>Bastogi<\/em> di Foggia, in cui c&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8 a sufficienza da poter ispirare un film di sicuro successo su aspetti trascurati o poco conosciuti della vita di San Pio da Pietrelcina nella mia citt\u00e0.<\/p>\n<p>Paradossalmente sarebbe stato pi\u00f9 appropriato accusare i sangiovannesi\u00a0 di aver sprecato le opportunit\u00e0 di ordine economico che si erano presentate fin dall&#8217;inizio, per per un eccesso di zelo e per rispetto verso la figura del Padre. Esiste nei registri del Comune di San Giovanni Rotondo persino una delibera consiliare con la quale\u00a0 una domanda di apertura di un Albergo fu respinta\u00a0 &#8220;onde non si potesse dire che si voleva industrializzare e sfruttare la presenza di Padre Pio&#8221;. Pur essendo apprezzabile da una parte, nel tempo questa politica si rivel\u00f2 fortemente miope, poich\u00e9 non and\u00f2 \u00a0incontro alle necessit\u00e0 dei pellegrini.<\/p>\n<p>Come giustificare altrimenti le vistose carenze di posti letto riscontrate fino all&#8217;anno 2000? Si \u00e8 gi\u00e0 dimenticato che i pellegrini ed i parenti degli infermi ricoverati nella Casa Sollievo della Sofferenza erano costretti a pernottare nei paesi vicini e, nei periodi di maggior afflusso,\u00a0 anche in paesi molto lontani?<\/p>\n<p>Ed ora che si \u00e8 rimediato a questo formidabile errore, c\u2019\u00e8 chi grida allo scandalo, anzich\u00e9 plaudire alle nuove, coraggiose iniziative imprenditoriali. L\u2019accoglienza fisica dei pellegrini, che deve affiancarsi all\u2019accoglienza spirituale, non pu\u00f2 scaturire certamente dall\u2019immobilismo imprenditoriale!<\/p>\n<p>Se qualche anno fa un insolito fermento del settore alberghiero ha visto San Giovanni Rotondo trasformarsi in un cantiere a cielo aperto, ci\u00f2 va inquadrato\u00a0 tra i segni della\u00a0 grandezza di Padre Pio.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento del Giubileo del 2000, infatti, imprenditori vecchi e nuovi &#8211; forse troppi &#8211; incoraggiati da alcuni provvedimenti della scorsa amministrazione comunale, hanno messo da parte ogni remora ed hanno dato fondo ad investimenti miliardari con pochi precedenti in Italia, per erigere moltissimi capienti alberghi. Molti pensano ancora che si tratti di opere realizzate con fondi giubilari. Invece si tratta di miliardi di vecchie lire investiti di tasca propria dal privato: i risparmi di una vita o di pi\u00f9 generazioni! Numerosi sono gli imprenditori sangiovannesi.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 stata sgradevole, allora, per i pellegrini e per i cittadini,\u00a0 la visione del territorio urbano costellato di gru, di scavi e di strade sventrate, con tutti i disagi conseguenti; ma ora che un centinaio di nuovi esercizi ricettivi, tra alberghi e hotel,\u00a0 mostrano le loro forme eleganti e civettuole, ci si rende conto che ci\u00f2 rispondeva tanto alla logica economica quanto all\u2019interesse dei pellegrini, che ora trovano una degna sistemazione a prezzi concorrenziali. Si potrebbe obiettare che forse sarebbe stato pi\u00f9 opportuno costruire alberghi pi\u00f9 modesti, trattandosi di turismo religioso, o che il numero degli alberghi sia eccessivo. E&#8217; solo un&#8217;opinione, ma \u00e8 condivisibile.<\/p>\n<p>Altra cosa \u00e8 dare addosso agli albergatori! Chi li accusa di voler sfruttare la figura di Padre Pio, pensa ai loro ipotetici guadagni e non ai rischi miliardari cui sono andati incontro.<\/p>\n<p>La concorrenza \u00e8 spietata. Non \u00e8 facile improvvisarsi albergatore. Qualcuno ha gi\u00e0 chiuso i battenti, sommerso dai debiti e c\u2019\u00e8 il rischio di un crollo dei prezzi. \u00c8 questa, purtroppo, la dura legge di mercato.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto. E se la previsione del flusso di presenze legato al circuito turistico-religioso, attestatosi, con qualche flessione, su cifre stimate tra i cinque e i sette milioni di visitatori all\u2019anno, dovesse rivelarsi sovrastimato nel tempo?\u00a0 In questa malaugurata ipotesi, che ne sarebbe del tanto decantato ed inesistente <em>business<\/em>?<\/p>\n<p>E&#8217; una domanda che certamente non si pone chi in un passato abbastanza recente ha utilizzato i mass media per colpire la citt\u00e0 di San Giovanni Rotondo.<\/p>\n<p>E&#8217; difficile capire quale sia stato il disegno della campagna diffamatoria alla quale abbiamo assistito negli anni scorsi, pronta a riesplodere al minimo segnale. Basta un nonnulla, anche una semplice marachella, che ci mettono tutti alla gogna. I messaggi televisivi in primo piano sui canali nazionali e i titoloni dei giornali ci fanno piovere dal cielo &#8220;tegole in testa&#8221;, solo perch\u00e9 siamo sangiovannesi.<\/p>\n<p>E sono tegole che fanno molto male.\u00a0 Centinaia di famiglie travolte dal calo delle presenze che si riscontra ogni volta che si parla male della citt\u00e0, potrebbero finire sul lastrico, con buona pace dei mestatori di turno.<\/p>\n<p>Altrove si commettono gravi reati\u00a0 e le notizie al massimo meritano un trafiletto di cronaca, mentre indiziati ed imputati vengono lasciati a piede libero. Evidentemente qui &#8211; sar\u00e0 per l&#8217;atmosfera che si respira &#8211; le cose acquistano, agli occhi di tutti, un peso diverso. Ognuno ripensi a ci\u00f2 che succede nella propria citt\u00e0 e faccia i dovuti paragoni. E mi fermo qui, per rispetto della stragrande maggioranza dei giornalisti che sanno fare bene il loro mestiere e il loro dovere fino in fondo, senza istigare al linciaggio morale e senza alimentare il chiacchiericcio delle donnette di strada&#8230;<\/p>\n<p>Tutti si aspettano da noi sangiovannesi grandi cose, perch\u00e9 viviamo dove ha vissuto Padre Pio. Invece siamo anche noi delle persone fallibili, coi nostri\u00a0 limiti e i nostri difetti. Perch\u00e9 dunque si immischia il nome di Padre Pio, ormai santo, con le nostre faccende terrene? Avvertiamo, s\u00ec, la grande responsabilit\u00e0 di essere gli eredi pi\u00f9 diretti del ricco bagaglio spirituale di un grande Santo; ma avvertiamo anche il disagio di avere i riflettori sempre puntati su di noi: nulla sfugge all&#8217;occhio di chi, spinto dalla cattiva coscienza, vuole vedere gli altri cadere in fallo, senza badare ai propri errori.<\/p>\n<p>Non so se noi sangiovannesi siamo migliori degli altri. Certamente non siamo dei santi. Per\u00f2 le nostre chiese sono sempre piene, c&#8217;\u00e8 timor di Dio e fiducia in San Pio da Pietrelcina, che non ha mai smesso di aiutarci. E ci\u00f2 depone favorevolmente per il nostro futuro.<\/p>\n<p>Anche il dio denaro, come dappertutto, ha qui i suoi proseliti. Ma non per questo dobbiamo essere criminalizzati.<\/p>\n<p>Anzi, il fatto che molti imprenditori sangiovannesi abbiano scommesso consapevolmente tutto sulla figura di Padre Pio, talvolta indebitandosi, deve far riflettere. Volendo essere obiettivi, si deve riconoscere che a San Giovanni Rotondo la logica economica si \u00e8 sposata con quella religiosa, dal momento che le aspettative degli investitori si basano sulla risposta che la Divina Provvidenza vorr\u00e0 dare a questa loro ulteriore dimostrazione di fiducia per il Padre.<\/p>\n<p>Forse si pretende troppo dalla preghiera di un povero frate, anche se \u00e8 diventato Santo; ma finora nessuno \u00e8 rimasto deluso e pure questa volta l\u2019aiuto celeste giunger\u00e0 puntuale all\u2019appuntamento: almeno, questa \u00e8 la speranza di tutti!<\/p>\n<p>Ma, a prescindere dalla fortuna che potranno avere le nuove attivit\u00e0 imprenditoriali, Padre Pio ha gi\u00e0 riversato sulla citt\u00e0 garganica benessere spirituale e materiale in misura superiore a qualunque aspettativa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 pu\u00f2 aver suscitato anche qualche forma di invidia e di rappresaglia preconcetta. Rappresenta, invece, il premio della Divina Provvidenza che ha voluto ripagare un popolo generoso delle infinite ingiustizie e sofferenze patite nel corso della sua storia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che la Casa Sollievo della Sofferenza, voluta da Padre Pio, sia sorta a San Giovanni Rotondo, una terra in cui la <em>sofferenza<\/em>, fisica e morale, affondava robuste radici in ragioni e tempi molto lontani (come si pu\u00f2 agevolmente verificare leggendo la <a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?page_id=604\">storia della citt\u00e0<\/a>, riportata sinteticamente nella cronologia pubblicata su questo sito).<\/p>\n<p>Le Opere e Fondazioni che fanno capo alla Casa Sollievo della Sofferenza o ai Padri Cappuccini sono, nello stesso tempo, frutto e strumenti della Carit\u00e0 cristiana e, tutte insieme, rappresentano il miracolo tangibile di Padre Pio, con migliaia di posti di lavoro creati dal nulla per i sangiovannesi e per le popolazioni sorelle dei paesi vicini, legate a loro nella buona e nella cattiva sorte. Oggi, senza tema d\u2019essere smentiti, si pu\u00f2 ben dire che l\u00e0 dove c\u2019era la povert\u00e0, c\u2019\u00e8 ricchezza.<\/p>\n<p>A San Pio da Pietrelcina va il pensiero e la preghiera dei sangiovannesi e Lui, grazie ad un patto non scritto che nessuno mai riuscir\u00e0 a distruggere, continua ad intercedere per loro la Misericordia e le Grazie celesti. Per suo mezzo un popolo \u201cgeneroso\u201d \u00e8 riuscito a risollevarsi dalla polvere, per assurgere a nuova vita.<\/p>\n<p>Ora le ossa dell\u2019emulo di Cristo riposano, per suo desiderio, \u00abin un tranquillo cantuccio di questa terra\u00bb ed il suo popolo \u00abprediletto\u00bb gioisce di vederlo<strong> Santo<\/strong>, anche se nel cuore di tutti i sangiovannesi lo era gi\u00e0, fin da quel lontano 28 luglio 1916, quando entr\u00f2 a far parte della loro vita e della loro storia.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 stato il reale artefice del risorgimento di San Giovanni Rotondo? Un umile fraticello, venuto da fuori, che non ha esitato ad accettare i patimenti della Croce per assicurarle finalmente \u00abpace e prosperit\u00e0\u00bb. Una pace e una prosperit\u00e0 che nessuno riuscir\u00e0 a toglierci, a dispetto anche di chi intende costruire le proprie fortune sulla rovina altrui.<\/p>\n<p>Giulio Giovanni Siena<\/p>\n<p><em>(anno 2003)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riservato soprattutto ai giornalisti male informati. L&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato sul sito nel 2003 ma \u00e8 tratto, con piccole modifiche, \u00a0dal libro &#8220;Padre Pio e S. Giovanni Rotondo nei disegni della Provvidenza&#8221; di Giulio Giovanni Siena, pubblicato nell&#8217;anno 2002. San Giovanni Rotondo: la citt\u00e0 di San Pio da Pietrelcina. 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