{"id":1275,"date":"2011-04-01T17:00:25","date_gmt":"2011-04-01T17:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/?p=1275"},"modified":"2026-05-19T18:54:43","modified_gmt":"2026-05-19T16:54:43","slug":"il-viaggio-e-la-parola-lu-viaje-e-la-parola-scene-garganeche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/il-viaggio-e-la-parola-lu-viaje-e-la-parola-scene-garganeche\/","title":{"rendered":"Il viaggio e la parola \u2013 Lu Viaje e la Parola: scene garganeche"},"content":{"rendered":"<p><!-- Blocco HTML personalizzato in WordPress --><\/p>\n<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">\n<p>Luned\u00ec 21 marzo 2011, \u00a0nell\u2019auditorium della biblioteca civica \u201cMichele Lecce\u201d di San Giovanni Rotondo \u00e8 stato presentato il libro di <strong>\u00a0Michele Totta<\/strong> <em>\u201cIl Viaggio e la Parola \u2013 Lu Viaje e la Parola: scene garganeche\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Si tratta di liriche in vernacolo con traduzione in italiano a fronte. Per la presentazione non poteva essere scelta data pi\u00f9 appropriata, fatta coincidere con la Giornata Mondiale della Poesia istituita dall&#8217;UNESCO nel 1999, e con l&#8217;inizio della primavera, musa ispiratrice di scrittori e poeti.<\/p>\n<p>Hanno partecipato all&#8217;evento il Prof. Salvatore Antonio Grifa, che ha introdotto e coordinato\u00a0\u00a0i lavori ed \u00e8 autore della postfazione del libro, l&#8217;apprezzata relatrice Prof.ssa \u00a0Rosa Di Maggio e il Prof. Matteo Coco di San Marco in Lamis . Tre le voci che hanno animato i versi poetici: Grazia Gravina e\u00a0\u00a0Andrea Lazzaro Maria Savino per le poesie dialettali sangiovannesi, il giornalista\u00a0 Antonio Del Vecchio per quelle tradotte in dialetto rignanese e lo stesso Matteo Coco per le poesie in dialetto sammarchese.<\/p>\n<p>La bravura dell&#8217;autore e dei tre relatori, l&#8217;intensit\u00e0 \u00a0interpretativa dei lettori,\u00a0\u00a0 la presenza in sala di un folto e qualificato pubblico hanno sancito l&#8217;indubbio successo della manifestazione.<\/p>\n<p>Per chi voglia approfondire, si trascrivono qui di seguito gli interventi della relatrice e dell&#8217;autore del libro.<\/p>\n<\/div>\n<h3>Relazione\u00a0della Prof.ssa Rosa Di Maggio<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_mano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6886\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/varie_mano-300x249.jpg\" alt=\"varie_mano\" width=\"300\" height=\"249\" \/><\/a>Parlare di poesia in questo momento storico \u00e8, secondo me, oltremodo significativo ed interessante. Oggi, infatti, ricordiamo e festeggiamo i 150 anni dell\u2019Unita d\u2019ltalia, a conclusione della quale M. D\u2019Azeglio ebbe a dire &#8220;L`Italia \u00e8 fatta. Ora bisogna fare gli Italiani&#8221; e penso che almeno linguisticamente tale obiettivo sia stato raggiunto. Ma nello stesso tempo si parla di Federalismo e non intendo parlare di Federalismo Fiscale, municipale quanto del pericolo di un Federalismo Linguistico. Si sentono ,infatti, elevarsi sempre pi\u00f9 spesso delle voci politiche che propongono un ritorno all\u2019uso dei dialetti e che per facilitarne la diffusione diventino materia d\u2019insegnamento nelle scuole. Su questo mi trovano perfettamente d\u2019accordo, ma ad una condizione: che il recupero dei linguaggi parlati non diventino un altro segno di distinzione geografica e di divisione tra Nord e Sud, tra Centro e Nord, ma che siano invece il mezzo per recuperare le tante storie locali con le tradizioni, usi e costumi perch\u00e9 l\u2019armonia dell\u2019unit\u00e0 nasce dall\u2019insieme delle diversit\u00e0 come in una orchestra o in un coro, dove la diversit\u00e0 di strumenti e di voci creano l\u2019armonia.<\/p>\n<p>E penso che su questo potremmo essere tutti d\u2019accordo, perch\u00e9 \u00e8 sotto gli occhi di tutti che i dialetti stanno scomparendo, che presso le giovani generazioni non solo il dialetto non \u00e8 parlato, ma addirittura non sempre \u00e8 capito ed \u00e8 grave perch\u00e9 si corre il rischio che la Letteratura in dialetto, la poesia in vernacolo diventino una privatissima espressione di interiorit\u00e0 fuori dalla storia, che i dialetti diventino espressione di un mondo scomparso o in via di sparizione. Invece i dialetti vanno difesi, conservati in quanto nella loro immediatezza esprimono un registro linguistico pi\u00f9 aderente alla vita reale e stabilisce un rapporto pi\u00f9 stretto tra poesia e lingua quotidiana, anzi tra poesia e popolo, perch\u00e9 ha in s\u00e9 la capacita di interpretare l\u2019intera vita di un popolo con i suoi usi, costumi e sentimenti . La parola che \u00e8 il mezzo di comunicazione pi\u00f9 potente porta alla memoria, evoca, fa ricordare fatti, eventi, emozioni che hanno avuto importanza nella nostra vita, che ci hanno segnato ed \u00e8 allora che il dialetto diventa lingua poetica e che esprime i sentimenti con semplicit\u00e0 ed efficacia.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 la poesia in dialetto non \u00e8 n\u00e9 meno bella n\u00e9 meno importante di quella espressa in italiano. E\u2019 una poesia <strong>diversa<\/strong>. E\u2018 un genere letterario vero e proprio \u2014 afferma con forza P.P. Pasolini \u2014 La poesia dialettale ha struttura , ritmo musicalit\u00e0, regole atte ad imporsi come genere letterario. E non \u00e8 il solo a sostenere questo. Vi sono voci autorevoli, poeti, prosatori, critici del passato e del presente . Lo stesso P. P. Pasolini dalla critica \u00e8 stato ed \u00e8 esaltato per la sua produzione poetica in dialetto friulano pi\u00f9 che per quella in italiano e cos\u00ec Trilussa, Gioacchino Belli, Carlo Porta, Salvatore Di Giacomo, che ha fatto della poesia dialettale un canto lirico eccezionale; e i prosatori quali Gadda, Pirandello, Goldoni, E. De Filippo e tanti altri.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 in fondo la poesia che cos\u2019e\u2019? Se non il cantare della natura, la riscoperta del mondo rurale, il recupero del passato e dell\u2019infanzia, alla quale dobbiamo ciascuno di noi il nostro destino di uomini. Pavese afferma <em>&#8220;Tutto \u00e8 nell\u2019infanzia, in essa avvengono cose che ricevendo un valore assoluto, divengono &#8220;mitiche&#8221; , rimangono per sempre alla base delle esperienze dell\u2019adulto. Questa esperienza \u00e8 personale, ma nello stesso tempo universale&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>E\u2019 il percorso che ha fatto Michele Totta, l\u2019autore della raccolta che presentiamo questa sera: \u00e8 tornato alle sue radici, alla sua infanzia, alla nostra civilt\u00e0 contadina e lo ha fatto con quel linguaggio che un altro grande contemporaneo, il nostro conterraneo, e dico nostro, perch\u00e9 tutti sappiamo che il poeta come la poesia non appartiene solo al luogo che gli ha dato i natali, ma appartiene al mondo intero. Parlo di Joseph Tusiani, il quale, amante e cultore del dialetto, porta attraverso il dialetto sammarchese, il linguaggio garganico in tutto il mondo, dice <em>\u201cll linguaggio dialettale si assorbe con il latte materno e diventa l\u2019essenza stessa del nostro vivere e parlare. Nessuno ce lo insegna o celo suggerisce\u201d<\/em>, e quando sentiamo una parola, essa evoca tutto un mondo.<\/p>\n<p>La raccolta che oggi presentiamo porta il titolo di <strong>\u201cIl Viaggio e la Parola\u201d: paesaggi garganici<\/strong>. E\u2019 una poesia ancorata alla realt\u00e0 nella scelta dei temi, degli ambienti, della lingua, ma e anche interpretazione simbolica e metaforica della realt\u00e0 stessa, dove la descrizione di questo mondo reale non \u00e8 l\u2019obiettivo principale, bens\u00ec il mezzo per mostrare una realt\u00e0 ulteriore, &#8220;mitica&#8221;.<\/p>\n<p>ll titolo stesso \u00e8 \u00a0un simbolo, una metafora, dove per viaggio intendiamo il percorso della vita umana, il cammino esistenziale dell\u2019uomo (esempi ne sono la Bibbia con l\u2019Esodo; la Divina Commedia) e la parola il mezzo di cui si serve il poeta per cantare di questo viaggio e ne \u00e8 il filo conduttore. Il titolo precisa con l\u2019articolo determinativo le due parole <strong>viaggio<\/strong> e <strong>parola<\/strong> e questo \u00e8 importante, perch\u00e9 sottolinea che il viaggio di cui parla non \u00e8 un viaggio qualsiasi, quello che ciascuno di noi fa e la parola \u00e8 il mezzo che rende possibile il canto dell\u2019esistenza umana unite dalla congiunzione <em><strong>e<\/strong><\/em> creando un binomio inscindibile tra due doni divini. Cosa sarebbe il viaggio esistenziale dell\u2019uomo se non avessimo il dono della parola per cantare di esso? E poi ci sono <em>due punti<\/em> e <strong>paesaggi \u00a0garganici<\/strong> per dire &#8220;Il viaggio e la parola <em>cio\u00e8<\/em> paesaggi garganici&#8221; e questo a voler sottolineare che intende parlare dell\u2019uomo garganico divenendo anch\u2019essi simbolo della tenacia, della caparbiet\u00e0 e della forza dell\u2019uomo ancorato alla roccia dura del Gargano.<\/p>\n<p>Temi, ambienti, personaggi riportati alla luce dal Porto Sepolto dell\u2019anima del poeta, sono tanti quadretti racchiusi in una cornice, che \u00e8 una voce narrante, la voce della nonna, simbolo della generazione passata. La raccolta, infatti si apre con la presentazione di questo simbolo, descritta qual\u2019era ai suoi tempi per poi presentarci con la lirica seguente<em> &#8220;Lu vi&#8221;<\/em> (lo vedi) il nipote, simbolo della nuova generazione progredita, che conosce le nuove tecniche e i nuovi linguaggi, che parla l\u2019italiano ed \u00e8 compreso dal Nord alla Sicilia, ma che usa parole fredde, parole che sono <em>&#8220;lama senza filo&#8221;<\/em> perch\u00e8 parole senza il dialetto e, si chiude con la lirica &#8221; ll ricordino&#8221;<em> (Lu suvenir), <\/em>che definirei il testamento spirituale, in cui viene affidato il messaggio di non dimenticare la propria lingua, la propria storia, le proprie radici.<\/p>\n<p>In questa cornice pregnante, \u00e8 la poesia &#8221; Figlio mio&#8221; <em>(Crejature miie) <\/em>dove il poeta sottolinea i progetti, i sogni dell\u2019uomo, per i quali farebbe di tutto, ma che lo scorrere inesorabile del tempo ridimensiona e a volte annulla; dietro a quei sogni spesso l\u2019uomo perde di vista le cose pi\u00f9 importanti ed \u00e8 proprio in questo, dice il poeta, la sua fragilit\u00e0. Cosi pure nel &#8220;Garofano azzurrino&#8221;<em> (Jar\u00f2fele azzurre), <\/em>anch\u2019esso simbolo dell\u2019esistenza dell\u2019uomo: un garofano attaccato con tenacia ad un pugno di terra arida, si striscia, per riscaldarsi, ad un ferro arrugginito, che regge un pezzo di intonaco pendente da un balcone cadente e di l\u00e0, dalla sua precariet\u00e0, il garofano contempla lo scorrere della vita e con la sua corolla tesa verso il cielo, chiede solidariet\u00e0. E chi rappresenta il garofano se non ciascuno di noi?<\/p>\n<p>Mentre nella lirica &#8220;Il passerino parlante&#8221; <em>(Lu passarine cecerenuse)<\/em> \u00e8 espressa l\u2019altra faccia della realt\u00e0: quella della lotta per la sopravvivenza. Dove due scene si contrappongono. La lirica, infatti, si apre con il passero, che finalmente ha imparato a volare e che pu\u00f2 libero immergersi nell\u2019immenso cielo alla scoperta e alla conquista del mondo. Spazia felice e sicuro di s\u00e9 nell\u2019immenso cielo, ma, all\u2019improvviso, scorge una realt\u00e0 diversa, fatta di violenza, paura, morte che lo induce a dire &#8220;Forse sarebbe stato meglio se non avessi imparato a volare&#8221;. E\u2019 la situazione psicologica che si trovano a vivere tanti adolescenti. A mio parere, \u00e8 questo ci\u00f2 che vuole esprimere il passero simbolo del ragazzo che si affaccia alla vita con l\u2019entusiasmo e l\u2019innocenza della sua et\u00e0.<\/p>\n<p>E poi segue la poesia &#8220;il fuso e la lana&#8221; <em>( Fuse e lana) <\/em>dove vi \u00e8 l\u2019esaltazione del faticoso,ma operoso lavoro della donna nella conduzione della casa. Simbolo di questo lavoro il fuso, strumento indispensabile nella mani della donna, nella civilt\u00e0 contadina, per il menage famigliare, il fuso quindi e il filo lungo, sottile fragile, ma che le abili, esperte e sagge mani della donna sapeva riallacciare per continuare a filare.<\/p>\n<p>E cosa dire della magia, che ciascuno di noi si porta dentro del Natale, quando nelle case non brillavano gli alberi di Natale, ma in un angolo troneggiava il Presepe che noi avevamo aiutato a costruire, affascinati dalla magia e dal mistero di quel bambino in una grotta, che andavano a visitare i pastori e i magi, bellissimi sui loro cammelli guidati dalla stella polare e che M. Totta simboleggia con i giovani padri che si recano gioiosi a registrare il loro bambino appena nato. Speranza del futuro e della vita che continua e del domani.<\/p>\n<p>Pavese dice: <em>\u201c le sofferenze della vita possono essere lenite con la memoria dell\u2019infanzia attraverso la rievocazione di luoghi e personaggi\u201d. <\/em>E questo \u00e8 detto splendidamente nella poesia \u201cAnima e Pietra\u201d <em>(J\u00e0nema e Prata)<\/em>. Componimento lirico, che \u00e9 un inno al roccioso Gargano del quale siamo figli e con esso un tutt\u2019uno &#8220;anima e corpo&#8221; . Non si pu\u00f2 vivere separati, ovunque andiamo ce lo portiamo dentro, perch\u00e9 il corpo ha bisogno della sua anima per vivere e l\u2019anima di un corpo. La nostra anima \u00e8 incastonata nella dura pietra ed \u00e8 lei che tiene unita e salda la roccia.<\/p>\n<p>La raccolta si chiude cen il &#8220;Ricordino&#8221; <em>(Lu suvenir)<\/em> in cui, come dicevo, la voce parlante raccomanda, supplica i suoi figli, i figli della nuova generazione affinch\u00e8 non dimentichino il passato, la storia dei padri, i loro insegnamenti e soprattutto di tenere stretto stretto e difendere il regalo divino che i nostri avi ci hanno lasciato: <strong>Il dialetto<\/strong><\/p>\n<h3>Intervento dell&#8217;autore Michele Totta:\u00a0come \u00e8 nata la sua creatura<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 ho scritto?<\/p>\n<figure id=\"attachment_2004\" aria-describedby=\"caption-attachment-2004\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/mano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2004\" title=\"mano\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/mano-300x249.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"249\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2004\" class=\"wp-caption-text\">.<\/figcaption><\/figure>\n<p>I versi de &#8220;ll Viaggio e la Parola&#8221;, mirano a recuperare i significati pi\u00f9 intimi di vita, tra infanzia e adolescenza, quando con la famiglia, da San Marco mi sono stabilito a San Giovanni Rotondo. Il pane il futuro sono qui. Qui la lingua nuova delle scene garganiche; la sorprendente luce; forse una traiettoria poetica. Il mio passo \u00e8 pronto ad ogni avventura, sul piano umano e su quello dello spirito. Semplice, povera, nostalgica, l&#8217;Italia degli anni cinquanta. I poveri, come sempre, scelgono per loro dote la semplicit\u00e0. Ricchi sono pochi. La guerra ha toccato anche loro. C\u2019e nostalgia dei monarchici per re Umberto, esule in Portogallo. La democrazia, \u00e8 da inventare. Come le nostre vite.<\/p>\n<p>In questa antologia minima, ho inteso perlustrare, quanto di pi\u00f9 caro nelle viscere della mia storia. Ho attivato persone affetti, il godimento di natura e cose, stagioni o attimi, costumanze, attese che conservavano un soffio vitale. Perci\u00f2 la nuova lingua vernacolare, il sangiovannese, augusta favella, l&#8217;ho voluta alleata. Ho scritto coi limiti, che devono essere riconosciuti ad ogni forma di comunicazione. Non tutto si pu\u00f2 compiutamente narrare. Non tutto \u00e8 disponibile e franco. La realt\u00e0, come l&#8217;amore, capita di descriverla. Nel momento di percepirla, toccarla, si dilegua essa, perch\u00e9 abita di la, di quanta se ne scopre. L&#8217;\u00e8pos, l&#8217;epopea, la parola consapevole \u00e8 <strong>a \u2014 bis \u2014 so<\/strong>; chiama gi\u00f9, allo spogliamento, alla verit\u00e0 del nostro essere, al mistero. Dal fondo, ci restituisce alla vita, con una segnatura di poesia, di arte, di desiderio tutto umano del bello.<\/p>\n<p>Per me, scrivere \u00e8 o diventa, un <em>illimitalo desiderio di fuga<\/em>, con la parola, per la parola. Fuga in cui la mente (il platonico auriga) non si isola, ma cerca la zolla non ostile. Preserva se stessa dal vuoto che incombe; dalle parole vane; dal fermo dei sentimenti; da arse identit\u00e0. Decadenza, beveraggi a vocaboli stranieri, italica saccenza, sproloqui, che in bocca a certi \u00abmaestri di finta comunicazione\u00bb passano per anima della nostra contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019idea di far conluire nella raccolta, brani da altri dialetti garganici, premia due esigenze. La prima, motivi di affetto. La seconda, la necessita di mettere in risalto le diversita e la fresca vena di consonanti, di ritmo, la spigliatezza delle vocali, la rugosit\u00e0 degli accenti; anche l\u2019incertezza della sintassi nelle nostre contrade. Un territorio ristretto, che avendo condiviso la stessa umana vicenda, conserva profondi e netti, i caratteri di gerghi ancora vivaci.<\/p>\n<p>Con questi elementi, il libro \u00e8 biografico in parte. Recupera l\u2019origine, la <em>caritas loci<\/em>; il volto antico e moderno della parola garganica; la purificazione o &#8220;catarsi&#8221; che la storia impone. Forse regala, qualche orma di etica.<\/p>\n<p>Movendo i sassi della mia fanciullezza, ho trovato alfabeti generosi come acqua innocenziale, sotto. Ed ho bevuto. Ed ho intinto il calamo.<\/p>\n<p>Ecco tutto.<\/p>\n<p>Michele Totta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato con notevole successo di pubblico e di critica il libro di  Michele Totta  \u201cIl Viaggio e la Parola \u2013 Lu Viaje e la Parola: scene garganeche\u201d. Si tratta di liriche in vernacolo con traduzione in italiano a fronte. Tre le voci che hanno animato i versi poetici. In questo articolo si riportano i testi della relazione della Prof.ssa Rosa Di Maggio e dell&#8217;intervento dell&#8217;autore. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6778,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_genesis_hide_title":false,"_genesis_hide_breadcrumbs":false,"_genesis_hide_singular_image":false,"_genesis_hide_footer_widgets":false,"_genesis_custom_body_class":"","_genesis_custom_post_class":"","_genesis_layout":"","footnotes":""},"categories":[3],"tags":[56,93,117,118],"class_list":["post-1275","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-eventi","tag-dialetto","tag-michele-totta","tag-poesia","tag-poesia-dialettale","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1275"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1275\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16653,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1275\/revisions\/16653"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}