{"id":702,"date":"2010-03-07T18:39:23","date_gmt":"2010-03-07T17:39:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/storia\/intervista-al-prof-salvatore-antonio-grifa\/"},"modified":"2026-05-22T19:03:07","modified_gmt":"2026-05-22T17:03:07","slug":"intervista-al-prof-salvatore-antonio-grifa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/san-giovanni-rotondo\/storia-2\/intervista-al-prof-salvatore-antonio-grifa\/","title":{"rendered":"Intervista al Prof. Salvatore Antonio Grifa"},"content":{"rendered":"<h3>Per una storia di San Giovanni Rotondo<\/h3>\n<p><!-- Blocco HTML personalizzato in WordPress --><\/p>\n<div style=\"border: 1px solid #000; \/* spessore e colore della cornice *\/ padding: 10px; \/* spazio interno tra testo e bordo *\/ background-color: #f9f9f9; \/* colore di sfondo *\/ border-radius: 8px; \/* angoli arrotondati *\/ max-width: 960px;\">\n<p>Introduzione.<\/p>\n<p>Questa intervista \u00e8 un omaggio al Professore Salvatore Antonio Grifa, membro ordinario della Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia dal 1995. Dedica anni e cuore alla ricerca storica della sua Terra, San Giovanni Rotondo dove \u00e8 nato nel 1942. Per lui la Storia \u00e8 culto della Memoria. Un evo vastissimo rivive nei suoi scritti: dai capannicoli sul Gargano (circa VI millennio a.C.) al deposto XX secolo, nell\u2019appassionata lettura di eventi, ricerca delle origini e divenire di umane generazioni. Diligenza severa, esposizione fedele dei fatti, copiosa bibliografia, le qualit\u00e0 eminenti della sua opera che annovera un Corpus di 20 libri. Un lascito culturale prezioso.<\/p>\n<p>Michele Totta<br \/>\nSan Giovanni Rotondo, gennaio 2003<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_5896\" aria-describedby=\"caption-attachment-5896\" style=\"width: 192px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-5896\" src=\"https:\/\/www.padrepioesangiovannirotondo.it\/piosgr\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/autori_salvatoregrifa.jpg\" alt=\"Prof. Salvatore Antonio Grifa\" width=\"192\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5896\" class=\"wp-caption-text\">Prof. Salvatore Antonio Grifa<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>La storia di San Giovanni Rotondo, dai cavernicoli<\/strong> <strong>a noi, abbraccia 80 secoli. Quale libro Le ha serbato emozioni e gratificazioni?<\/strong><\/p>\n<p>Raccontare il cammino di civilt\u00e0 di un popolo d\u00e0 sempre forti ed intense emozioni e quando questo cammino riguarda i Padri che hanno costruito la citt\u00e0 che ci ha dato i natali, allora nasce in noi anche quel \u201c<em>Gaudium Veritatis<\/em>\u201d , direbbe Sant\u2019Agostino, una gioia ed una letizia che nutrono profondamente il cuore e la mente. Non c\u2019\u00e8 un libro che io prediliga in modo particolare. Ogni opera, poi, ha una Storia a s\u00e9 e si porta dietro grandi fatiche e sacrifici: leggere, ricercare, catalogare, confrontare, vagliare, correggere, trascrivere. Comunque voglio qui segnalare un saggio storico che mi ha particolarmente affascinato, sia nella ricerca dei documenti che nella sua definitiva stesura e che non riguarda, per\u00f2, la storia di San Giovanni Rotondo. E\u2019 un\u2019opera sui Templari, da me pubblicata nell\u2019anno 1991 ( I Cavalieri del tempio sul Gargano ed in Capitanata).<\/p>\n<p><strong>Ci sono momenti, in cui i sangiovannesi, come popolo, sono protagonisti nella loro storia?<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019et\u00e0 angioina, anno 1285, l\u2019Abate del Monastero di San Giovanni in Lamis (oggi Convento di San Matteo), vendeva il feudo di San Giovanni Rotondo al nobile barone francese Giovanni la Gonesse. Il popolo sangiovannese rifiut\u00f2, in nome della libert\u00e0, di prestare il dovuto giuramento di fedelt\u00e0 e di vassallaggio al nuovo padrone. La citt\u00e0 fu interdetta a tutti e fu avvolta in sudario di morte, il popolo venne scomunicato dal Papa, ma non si arrese e per un anno dimostr\u00f2 che la libert\u00e0 era un bene prezioso ed inviolabile. In altri momenti i figli della terra di San Giovanni Rotondo testimoniarono (veri martiri) il loro coraggio e l\u2019amore per la propria Terra e offrirono la loro vita in nome della libert\u00e0, per l\u2019affermazione dei principi di uguaglianza e di giustizia: anno 1860 (annessione al Regno d\u2019Italia, plebiscito), anno 1920 (rivendicazioni popolari e sociali).<\/p>\n<p>Da ricordare anche che nella Terra di San Giovanni Rotondo in occasione della fiera di Sant\u2019Onofrio, che si teneva l\u201911 giugno, giungevano dalle principali Universit\u00e0 del Regno di Napoli, i Sindaci (riuniti nella chiesa di San Leonardo) per determinare il prezzo dei cereali, che, dopo l\u2019approvazione sovrana, doveva essere osservato in tutte le terre del Regno stesso (sec. XVI \u2013 XVII).<\/p>\n<p><strong>Il 1095 \u00e8 l\u2019anno storicamente certo della nascita della nostra citt\u00e0. Questo sminuisce il percorso buio e difficile dei secoli precedenti?<\/strong><\/p>\n<p>Niente di tutto questo. La storia di San Giovanni Rotondo ha, come abbiamo visto un percorso millenario e nelle varie epoche questa Terra ha sempre espresso la propria identit\u00e0: Gargaros \u2013 Bisanum \u2013 San Giovanni Rotondo, tre nomi, tre civilt\u00e0 per una stessa citt\u00e0. La civilt\u00e0 protomediterranea ed egea (greco &#8211; illirica), romana e bizantino \u2013 normanna, lascer\u00e0 le sue tracce e i suoi segni nella toponomastica stessa. L\u2019antroponimo ed omonimo di Gargarus (Gar-Gar-roccia) e gli agionimi di Ianus e San Giovanni, segneranno profondamente l\u2019identit\u00e0 storica di uno stesso sito. San Giovanni Rotondo \u00e8 l\u2019ultimo e definitivo toponimo della citt\u00e0, che si legge nel Diploma del Conte Enrico, anno 1095, 14 novembre, concesso nella citt\u00e0 di Monte Sant\u2019Angelo a Benedetto, Abate del Monastero di San Giovanni de Lama.<\/p>\n<p><strong>La celebrazione del Giubileo storico, che nel caso della nostra citt\u00e0, non si \u00e8 tenuto, quali significati assume nella memoria collettiva?<\/strong><\/p>\n<p>Un Giubileo considerato come tappa fondamentale di Rinnovamento spirituale nella vita di ogni uomo credente e cattolico, data la sua importanza e rilevanza storica, lascia sempre delle tracce profonde in ognuno di noi e nella stessa memoria collettiva di una comunit\u00e0, anche senza specifici e locali celebrazioni. Non va dimenticato, a tal proposito, la presenza dei numerosi mass \u2013 media che in simili circostanze hanno certamente coinvolto un po\u2019 tutti noi. E poi, non c\u2019\u00e8 peggior sordo di chi non vuol sentire!<\/p>\n<p><strong>Nel suo ultimo libro (Il Tempio di Giano nella Terra di San Giovanni Rotondo, 2003), la Memoria \u00e8 definita amore e nostalgia del passato, gioioso godimento del presente fiducia e speranza nell\u2019avvenire. La Memoria delle radici, dunque, come testamento. Essa ispira anche la saggistica letteraria?<\/strong><\/p>\n<p>Confermo quanto detto sulla Memoria. Essa \u00e8 come una grande anima che affonda profondamente le radici nel passato e, rigenerandosi, vive e respira nel presente. E quindi la Memoria non appartiene solamente agli storici. D&#8217;altronde, nella sua bella e stimolante raccolta di poesie \u201c<em>Pietre di Fuoco<\/em>\u201d, lei ha mostrato come le parole o meglio la poesia possa divenire cuore, nostalgia per il passato, godimento pieno per il presente, speranza per il futuro. E qui voglio ricordare altri Sangiovannesi che con le loro \u201cparole\u201d e i loro testi letterari non hanno dimenticato gli antichi Padri, con le loro storie, tradizioni e costumanze varie: Michele Capuano, Francesco Paolo Fiorentino, Giovanni Scarale, Renzo Fiorentino, Sebastiano Maruzzi, Onofrio Grifa, per citarne alcuni. Poi vi sono altri autori, che nelle loro opere demologiche e folkloriche, in particolare, si richiamano alle loro radici sangiovannesi, conservandone la Memoria: Benito Ripoli, Michele Rinaldi, Biagio Russo, Mario Ritrovato, Michele Merla, Francesco Canistro. Chiedo venia se ho dimenticato qualche autore, Manzoni direbbe che non si \u00e8 fatto apposta. Mi permetta di ricordare, a questo punto, gli storici: Antonio De Lisa, Pasquale Cirpoli, Francesco Nardella, Gaetano D\u2019Errico, Giosu\u00e9 Fini, Giovanni e Giulio Siena, Raffaele Augelli, Saverio Longo. Da ricordare, anche il pittore Antonio Ciccone di consolidata fama.<\/p>\n<p><strong>Professor Grifa, abbiamo ricordato i sangiovannesi che con le loro \u201cparole\u201d e i loro testi letterari non hanno dimenticato gli antichi Padri. Ma molti uomini hanno dato lustro alla nostra Terra. Li vogliamo ricordare?<\/strong><\/p>\n<p>Tutti gli uomini che hanno vissuto in questa Terra meriterebbero di essere ricordati, poich\u00e9 essi hanno costruito questa citt\u00e0 con il loro lavoro, la loro intelligenza, il loro cuore. Ma ci sono state delle \u201cPresenze\u201d che hanno operato in modo particolare e si sono distinte anche fuori le mura cittadine. Ricordo subito <strong>SIBILIA<\/strong>, che nel XII-XIII secolo fu una delle prime donne chirurgo del Regno di Napoli e si distingueva per la sua sapienza nella scuola salernitana di medicina.<\/p>\n<p><strong>Celestino Galiani<\/strong>, definito dal Montesquieu uno degli uomini pi\u00f9 dotti d\u2019Italia. Croce lo definiva \u201c\u2026uomo di mente limpida, razionale, dai molteplici interessi e dall\u2019ingegno enciclopedico\u2026\u201d Egli fu Arcivescovo di Taranto e di Tessalonica, Membro della reale Accademia delle scienze di Londra, Ministro dell\u2019Istruzione del Regno di Napoli. A lui si deve la riforma degli studi della Universit\u00e0 di Napoli. Amico di Giovan Battista Vico, rappresentante del papa e negoziatore del Concordato tra Santa Sede e Regno di Napoli. Ambasciatore del re di Napoli. Zio del celebre Ferdinando Galiani, una delle menti pi\u00f9 brillanti dell\u2019Illuminismo napoletano.<\/p>\n<p><strong>Padre Diomede Scaramuzzi<\/strong>, teologo, saggista di fama internazionale, filosofo e sommo studioso di Duns Scoto ed autore di una monografia su Sant\u2019Antonio da Padova \u201cDottore della Chiesa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Don Alessandro De Bonis<\/strong>, considerato fra i pi\u00f9 grandi compositori di musica sacra del Novecento.<\/p>\n<p><strong>Michele Longo<\/strong>, penalista di chiara fama, docente universitario nell\u2019ateneo napoletano, autore di volumi sul processo penale, letterato insigne.<\/p>\n<p><strong>Michele Capuano<\/strong>, saggista colto e meticoloso, raffinato poeta, profondo cultore di demologia e di tradizioni popolari.<\/p>\n<p><strong>Francesco Paolo Fiorentino<\/strong>, pittore creativo quanto mai, profondo interprete nelle sue commedie della \u201cvita\u201d del popolo sangiovannese, anche poeta. Ho voluto qui ricordare solamente coloro che ormai vivono nella Casa della Memoria della Terra sangiovannese.<\/p>\n<p><strong>Veneriamo e custodiamo le spoglie di San Pio da Pietrelcina, un gigante del Cattolicesimo, l\u2019alter Christus del nostro tempo. Il Santo \u00e8 solo un esempio di vita da imitare o incide anche la storia di un popolo?<\/strong><\/p>\n<p>San Pio ha vissuto per mezzo secolo in questa Terra ed ha lasciato tracce ed esempi non solo nelle anime e nelle coscienze dei Sangiovannesi, ma nel mondo cattolico in generale. La sua figura, senza dubbio, offre numerosi esempi di vita cristiana nel pieno rispetto di se stessi e del prossimo. San Pio illumina il cammino dei credenti ed offre loro continue sollecitazioni e stimoli di rinnovamento spirituale. Il popolo di San Giovanni Rotondo ha avuto una forte rilevanza e presenza nella vita umana e civile di San Pio. Parecchie volte, infatti, i Sangiovannesi non hanno esitato a far sentire la loro voce contro i soliti mistificatori e calunniatori del frate delle Stimmate e lottarono, allorquando lo si voleva trasferire altrove. Oggi San Pio a ragione e a buon diritto \u00e8 parte della Terra di San Giovanni Rotondo. Non per nulla, San Pio scriveva nel suo testamento (12 agosto 1923) che <em>\u201c\u2026le mie ossa siano composte in un tranquillo cantuccio di questa Terra\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 possibile riconoscere una identit\u00e0, un carattere comune tra i Sangiovannesi di oggi e quelli che li hanno preceduti?<\/strong><\/p>\n<p>La cordialit\u00e0, la tenacia, l\u2019orgoglio personale, l\u2019amore per la famiglia e la propria Terra. Certamente, queste caratteristiche, tutte garganiche d\u2019altronde, erano pi\u00f9 forti e sentite nel passato, quando il Paese in un \u201cfazzoletto di terra\u201d, direbbe Scotellaro, e ove tutti si chiamavano per nome, in una dimensione pi\u00f9 umana e fraterna. Ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n<p><strong>Nel tempo libero chi \u00e8 Salvatore Antonio Grifa?<\/strong><\/p>\n<p>Cerco di essere un uomo e di \u201cvivere\u201d, nel senso completo della parola. E mi creda, non \u00e8 facile. Cerco di essere un marito, un padre, un nonno. Ed anche questo non \u00e8 poca cosa.<\/p>\n<p>Nel mio cuore, nella mia coscienza, nella mia mente, porto la serena e cristiana consapevolezza di aver fatto il mio dovere di maestro elementare e di professore di Lettere nelle scuole medie e superiori e, quando incontro un mio alunno ormai adulto, ci stringiamo la mano, ci guardiamo negli occhi e andiamo a prendere un caff\u00e8 insieme. Il resto \u00e8 nelle mani del Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>* * * * *<\/em><\/p>\n<p>Il testo integrale dell&#8217;intervista trovasi in:<\/p>\n<p><em>&#8211; Quadrimestrale della Biblioteca Provinciale di Foggia \u2013 la Capitanata \u2013 Anno XLIII n. 17 aprile 2005. (pag. 129)<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Corriere del Golfo \u2013 Anno III n. 2 e n. 3 anno 2004. (pagg. 25 e 26) &#8211; Manfredonia<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Luciano Manara \u2013 Anno LXXXIII n. 1 anno 2004. (pag. 9) \u2013 Milano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una storia di San Giovanni Rotondo Introduzione. Questa intervista \u00e8 un omaggio al Professore Salvatore Antonio Grifa, membro ordinario della Societ\u00e0 di Storia Patria per la Puglia dal 1995. Dedica anni e cuore alla ricerca storica della sua Terra, San Giovanni Rotondo dove \u00e8 nato nel 1942. 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