Storia di San Giovanni Rotondo - 1° periodo (VI sec.-1273)

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data

   avvenimento

8 maggio 490, 29 sett. 492, 29 sett. 493

Nella prodigiosa grotta di Monte S. Angelo si verificano le apparizioni di San Michele Arcangelo   ed inizia il pellegrinaggio sul Gargano. Particolarmente devoti all'Arcangelo sono i Longobardi. Con l'arrivo delle numerose schiere di pellegrini le popolazioni garganiche  escono dall'antico stato di isolamento.

VI-VII sec. d.c

Il tempio di Giano, distrutto ad opera di slavi venuti dall'Illiria insiene al villaggio di Bisano nell'anno 642 d.c. , viene subito  riedificato, nello stesso luogo,  ed è  dedicato  a San Giovanni Battista, al quale i Longobardi sono molto devoti. Dalla forma di questa  chiesetta, detta "la Rotonda", deriva l'attuale denominazione della città di San Giovanni Rotondo.

Marzo 1007

Niceforo Xifea (Alexius o Nicephorus Xiphea - Αλέξιος Ξιφίας)  Protospatario  e Catapano d'Italia degli imperatori d'Oriente, qualche mese prima di essere ucciso in battaglia, emette un diploma per Alessandro, Abate del monastero di S. Giovanni in Lamis (oggi Convento di San Matteo, in agro di San Marco in Lamis) ,  in cui si parla di "Castellano Buzzano",  e di "Castel Buzzano" precisando, al tempo presente, che vi abitano uomini ("ubi habitant homines") dello stesso monastero. Il predetto "Castello" è allocato sulla cima di Monte Castellano, qualche centinaio di metri  più su del sito ove oggi sorge San Giovanni Rotondo. Questo diploma è il primo documento che assoggetta gli uomini della terra San Giovanni Rotondo al Monastero di San Giovanni in Lamis.

Luglio 1008

Un secondo diploma,  dato l'anno successivo dal Catapano  Giovanni Antipati da Curcua (o Cusira)(Ιωάννης Κουρκούας), descrive i confini della terra assoggettata all'Abazia di San Giovanni in Lamis. Vi si legge che detto confine «dal Castello Buzzano va a ...... (omissis) indi si dirige verso Bizzano e ritorna al Castel Bizzano donde già cominciammo». Ciò prova l'esistenza, già nell'anno 1008, in prossimità di "Castel Bizzano" (o Castel Buzzano)  di un luogo distinto chiamato "Bizzano" che può essere  identificato  con il futuro "Casale Sancti Johannis Rotundi", dal momento che questo nome  sarà citato, di lì a poco (1095) per indicare un Casale posto ai piedi dello stesso "Castello". E' ipotizzabile che la funzione del Castello, situato in posizione più difendibile, fosse di accogliere la popolazione in caso di pericolo. Esso sarebbe sorto  sulle rovine di Gargaros,  villaggio fortificato fondato migliaia di anni fa da una tribù proveniente dall'Illiria, le cui mura sono rilevabili da rilievi aereofotogrammetrici.

Nov. 1095

Il Conte Enrico di Monte Sant'Angelo, normanno, emette un decreto in cui per la prima volta si parla del "casale S. Johannis Rotundi", posto ai piedi della vetta di "Castel Buzzano, ubi est terra antiqua inhabitata". Quest'ultima dizione  fa supporre che  Castel Buzzano, posto in cima alla montagna,   venne abbandanata una prima volta dai suoi abitanti tra il 1008 e il 1095 per confluire nel casale di Bizzano, allo stresso sottoposto, prima che quest'ultimo casale assumesse la denominazione di Sancti Johannis Rotundi. 

1134

Con decreto dell'anno 1134 il re di Sicilia e d'Italia Ruggero, su istanza dell'abate del Monastero di S. Giovanni de Lama prende  sotto la sua protezione detto Monastero e cita tra i suoi casali e pertinenze  anche il "Casale Sancti Johannis Rotundi". 

1176

Gugliemo detto "il Buono", Re di Sicilia e d'Italia, conferma all'abate del Monastero di San Giovanni de Lama la protezione reale, dichiarando il predetto monastero soggetto alla sola giurisdizione del  pontefice romano. Nel diploma si dichiarano come appartenenti al Monastero la "eclesiam S. Maria cum Castili sancti Ioannis Rotundi cum hominibus, iuribus et pertinentiis  suis".

1177

Guglielmo concede in dote alla sua sposa, a titolo di onore, il Comitato di Monte Sant'Angelo e il Monastero di S. Giovanni de Lama con tutti i suoi beni, compreso il casale di San Giovanni Rotondo.

III Crociata

Guglielmo II il Buono iscrive nel contingente da inviare in Terra Santa quattro militi, ed otto con l'aumento, oltre sedici servienti (soldati a cavallo) della terra di S. Giovanni Rotondo. Dalle leggi del tempo per il calcolo del numero di militi  da iscrivere per ciascun feudo, si deduce che  San Giovanni Rotondo  in quest'epoca fosse già la terra più popolosa del Gargano, con circa 2000 abitanti, con una rendita di  168 once d'oro (circa 1000 ducati napoletani). Manterrà tale primato fin oltre al 1679, anno in cui la sua popolazione supererà ancora, di 182 unità, quella di Monte Sant'Angelo.

1194

Le truppe dell'imperatore Enrico VI di Svevia, detto il crudele,  distruggono Castel Bisano, posto sulla cima del monte Castellano che sovrasta San Giovanni Rotondo, poichè i suoi abitanti, che sono gli stessi che popolano San Giovanni Rotondo, si rifiutano di pagare una  seconda tassa di vassallaggio di cento once d'oro. Detto imperatore abbatte le mura e fa cospargere la terra di sale dissacratore.

L'episodio, riportato dai cronisti storici, fa pensare che nel già menzionato periodo 1008-1095 Castel Bisano non fu del tutto abbandonato o che successivamente tornò  ad essere abitato, almeno saltuariamente, dai sangiovannesi,  e che Enrico VI,  contro ogni evidenza, pretese di poter tassare Castel Bisano come terra distinta da San Giovanni Rotondo, provocando le giuste proteste dei sangiovannesi.

1216

S. Francesco D'Assisi si reca in pellegrinaggio alla Grotta di S. Michele. Il libro "Ex confermitate fratrum" riporterà la notizia di un suo passaggio per San Giovanni Rotondo. Di lì a non molto dovette sorgere il convento più antico del paese, con una piccola chiesa, di cui oggi non resta altra traccia, oltre ad un'immagine della Madonna dell'Incoronata di Foggia, incastonata nelle mura di un'abitazione privata nella Traversa Cavallotti. Esistono testimonianze  scritte che i i resti di questo convento erano visibili fino agli inizi del 1700.

1220

Federico II, effettua una revisione di tutti i Diplomi concessivi rilasciati agli Abati del Monastero di S. Giovanni in Lamis in epoca Bizantina e Normanna (1220). Rileva che San Giovanni Rotondo, derivando dall'antico Castel Bisanum, preesistente alla istituzione della baronia badiale, è terra demaniale appartenente alla Corona. Per questo motivo  al Papa, che si lamenta per l'espoliazione dei beni appartenuti al Monastero di San Giovanni in Lamis, obietta che "Locus Lamae", cioè San Giovanni Rotondo, svincolato dal Monastero per decreto, potè e dovette secondo il diritto canonico e civile assegnarsi alla curia imperiale (Locus Lamae evictus est per sententiam ab Abate Sancti Iohannis de Lama, qui de eo velut de re feudali potuit secundum ius civile et canonicum in imperiali Curia conveniri...). Pertanto  Federico II sottrae la terra di San Giovanni Rotondo  alla baronia badiale e la fa rientrare  nelle terre del regio demanio. Per questo affronto Federico II si guadagna la scomunica a vita.

febbr. 1221

Federico II di Svevia firma a Salerno un decreto col quale conferma all'abate del Monastero SS. Trinità di Cava dei Tirreni il possesso di 55 casali, tra i quali è annoverato Sant'Egidio del Prato di Pantano, distante qualche chilometro da San Giovanni Rotondo.

1271

Carlo I d'Angiò, diventato re delle due Sicilie dopo aver sconfitto  Manfredi, figlio di Federico II (morto in battaglia), insignisce il proprio figlio Carlo II dell'Onore di Monte Sant' Angelo, comprendente parte del territorio di San Giovanni Rotondo (1271) che viene fatto ricadere nuovamente sotto la baronia dell'Abate del Monastero San Giovanni de Lama. Carlo lo Zoppo, succeduto a Carlo II, analogamente investe Raimondo Berlingieri della Signoria di Monte Sant'Angelo.

1273

S. Giovanni Rotondo  viene ceduto in enfiteusi  dall'abate del Monastero di San Giovanni de Lama al barone francese Teobaldo Helamant, al censo annuo di 40 once d'oro. Conseguentemente la popolazione viene defraudata di tutte le libertà, le immunità, i privilegi, gli usi derivanti dal riconoscimento di Federico II  che aveva assegnato la terra di S. Giovanni Rotondo al regio demanio (1220).

 

  

   Continua

BIBLIOGRAFIA

LA STORIA DI SAN GIOVANNI ROTONDO SCRITTA DA SANGIOVANNESI

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 continua