Alfonso D’Artega, Padre Pio e le bombe americane

Il "fantasma" di padre Pio impedisce ai piloti americani di bombardare S. Giovanni Rotondo

Il “fantasma” di padre Pio impedisce ai piloti americani di bombardare S. Giovanni Rotondo

 

Alfonso D’Artega è stato compositore, arrangiatore, pianista e direttore di orchestra. Di origine messicana, giunse negli USA nel 1918. Compì gli studi presso il Conservatorio di Strassburger. E’ stato direttore di orchestre per radio, teatri, film. Tra le più famose, le orchestre Buffalo Philharmonic, Stadium Symphony, Miami Symphony, Symphony of the Air, St. Louis Symphony, e New London Symphony. Inoltre, ha condotto per la Radio-Televisione Italiana a Milano e Roma.
Tra le composizioni popolari si ricordano “The NBC Chimes Theme”, “Ask Your Heart” e “Fiesta en Granada”. Ha composto anche la famosa canzone “In the Blue of Evening”, cantata dal grande Frank Sinatra. Morì il 20 gennaio 1999.

Padre Nicholas Gruner, in una conversazione con James Demers, disse di aver incontrato nel 1968 a San Giovanni Rotondo Alfhonse D’Ortega (sic), che gli raccontò una storia circolata nell’ambiente militare dell’U.S. Air Force, durante la seconda guerra mondiale.

D’Ortega si trovava in una base a circa quaranta chilometri da San Giovanni Rotondo, da cui partivano i bombardieri verso la Jugoslavia.

Il colonnello aveva vietato tassativamente ai suoi piloti di tornare in aeroporto con bombe a bordo, perché un eventuale incidente in fase di atterraggio avrebbe fatto saltare in aria tutta la base.

Un giorno un pilota che rientrava da una missione, giunto ad una diecina minuti di volo dalla base, si accorse di avere ancora una bomba a bordo. Voleva sganciarla, ma vide una nube dalle sembianze umane venirgli incontro e gridargli: «Non farlo!».

Tuttavia bisognava eseguire gli ordini ricevuti. Perciò, per quanto fosse impaurito, schiacciò ripetutamente il pulsante che attivava il meccanismo di sganciamento della bomba, senza riuscire nell’intento. Quando il carburante cominciò a scarseggiare, il pilota fu costretto ad atterrare con la bomba a bordo.

Saputo il fatto, colonnello s’infuriò e voleva portarlo davanti alla corte marziale. Ma dopo aver ascoltato le sue giustificazioni, pensò che avesse volato troppo a lungo e che avesse solo bisogno di un periodo di riposo.

Un ragazzino di nove anni che lavava i piatti nella mensa, esclamò:

«Oh, questo fatto mi fa pensare a Padre Pio».

Incuriosito da queste parole, D’Ortega contattò il pilota e gli propose di andare a verificare di persona a San Giovanni Rotondo.

Si recarono entrambi in chiesa. Quando Padre Pio entrò per celebrar Messa il pilota, che era protestante e non era mai entrato in una chiesa cattolica, riconobbe in lui l’uomo che aveva visto tra le nubi.1)The Secret of Padre Pio – A Conversation between Father Nicholas Gruner and James Demers

D’Ortega disse a Padre Nicholas che nella stessa base si raccontavano altre storie simili accadute ad altri soldati nei cieli di San Giovanni Rotondo.

Per puro caso conobbi anch’io, tramite uno zio, Alfonso D’Artega – questo è il cognome corretto – qui a San Giovanni Rotondo, qualche anno prima di Padre Gruner.

Alfonso D'Artega (secondo da destra) con Giovanni Siena (secondo da sinistra) nella Sala San Francesco della chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Alfonso D’Artega (secondo da destra) con Giovanni Siena (secondo da sinistra) nella Sala San Francesco della chiesa di Santa Maria delle Grazie.

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D’Artega allacciò una sincera amicizia con Giovanni Siena, insegnante-giornalista sangiovannese e figlio spirituale di Padre Pio, che, malgrado l’età avanzata, ricorda perfettamente le frequenti visite al frate stigmatizzato.

D’Artega era un famoso musicista americano di origine spagnola. Durante la seconda guerra mondiale era stato aggregato ad un Bomb Group dislocato nelle vicinanze di San Severo, dove intratteneva i soldati con la sua orchestra, per tenere alto il loro morale.

La breve distanza che divideva la sua base militare da San Giovanni Rotondo gli permise di frequentare padre Pio, col quale instaurò un bel rapporto, tanto da tornare più volte sul Gargano, anche dopo la guerra.

«D’Artega – racconta zio Giovanni – mi riferì una storia simile, che pure circolò tra i piloti dell’U.S. Air Force.

Nel 1943 gli americani non erano riusciti ad individuare la grande miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo, considerata un obiettivo di primaria importanza. Perciò avevano deciso di bombardare a tappeto tutto il paese per bloccare il ciclo estrattivo del minerale. Quando lo squadrone di bombardieri giunse vicino al centro abitato, tra le nuvole apparve ai piloti la figura luminescente di un monaco a braccia aperte, che sbarrava l’accesso allo spazio aereo sovrastante .

Con immenso stupore dei piloti i velivoli, guidati da una forza invisibile, invertivano la rotta senza poter sganciare una sola bomba».

D’Artega era affascinato dalla figura di Padre Pio.

Un giorno arrivò sul Gargano con un cameraman e con l’attrezzatura necessaria per fare delle riprese. Voleva girare un film sul frate stigmatizzato.

Iniziò a riprendere gli uliveti delle Matine, i fichi d’india e la montagna su cui sorge San Giovanni Rotondo, cercando di descrivere le dolci sensazioni che si provavano arrivando in quella santa terra. Ma le riprese non era all’altezza delle sue aspettative, e dopo qualche tentativo desistette dall’impresa.

Nel corso di una visita D’Artega mostrò a padre Pio un disco appena inciso, contenente una composizione musicale a lui dedicata.2)Quasi sicuramente si tratta della composizione “Padre Pio of Pietrelcina” inserito in un LP dal titolo “The story s victim of love”. Esiste anche un altro LP, edito dal Convento dei Cappuccini, intitolato “La Santa Messa di Padre Pio”, con musica di A. D’Artega e testo di Padre Cristoforo da Vico.

Il Padre, forse presagendo l’approssimarsi della fine della sua vita terrena, esclamò:

– Ma questa è una musica per un funerale!

Effettivamente sembrava una musica da Requiem». 3)Intervista all’insegnante Giovanni Siena.

Ascolta qui “The Blue Of Evening”, composta da d’Artega per Frank Sinatra

Charles Mortiner Carty riporta la notizia che durante la guerra gli americani avvisarono i residenti civili di evacuare il paese perchè sarebbe stato distrutto entro 48 ore.

Ciò provocò grande panico. Il sindaco allora corse da Padre Pio e gridò:

«Dobbiamo andarcene; stanno per bombardare la città».

Ma il Padre lo rassicurò:

«Devi dire alla popolazione di rientrare in casa e di pregare. Non ci sarà alcun bombardamento».

Due giorni dopo , ventotto B-29s americani arrivarono nel cielo di San Giovanni Rotondo; ma i piloti, mentre volavano a circa 15.000 piedi di altezza, videro un monaco che faceva dei segni in loro direzione.

Stupefatti ed assaliti da timore, i piloti invertirono la rotta e lasciarono cadere le bombe in un campo vuoto, 25 miglia a Sud di San Giovanni Rotondo.

Dopo la guerra uno dei piloti si recò sul Gargano, per conoscere il monaco straordinario.

Finita la messa, mentre il pilota stava per andare via, Padre Pio uscì dalla sacrestia e gli disse:

“volavamo alto quel giorno, vero?”.4)Charles Mortimer Carty, Padre Pio the Stigmatist, Tan Books and Publishers inc., 1973 – Rockford, Illinois

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Note   [ + ]

1.The Secret of Padre Pio – A Conversation between Father Nicholas Gruner and James Demers
2.Quasi sicuramente si tratta della composizione “Padre Pio of Pietrelcina” inserito in un LP dal titolo “The story s victim of love”. Esiste anche un altro LP, edito dal Convento dei Cappuccini, intitolato “La Santa Messa di Padre Pio”, con musica di A. D’Artega e testo di Padre Cristoforo da Vico.
3.Intervista all’insegnante Giovanni Siena.
4.Charles Mortimer Carty, Padre Pio the Stigmatist, Tan Books and Publishers inc., 1973 – Rockford, Illinois

Commenti

  1. raffaele augello dice:

    Ho trovato il tuo sito molto interessante e piacevole per la bella sintesi che offre della storia di San Giovanni Rotondo legata.a Padre Pio. Una sola svista ho rilevato nella data dell’eccidio “23 ottobre” anzichè 14 OTTOBRE 1920. Comunque, Complimenti e tanti Auguri.

    • Giulio Giovanni Siena dice:

      Grazie di cuore, Raffaele. Ho effettuato la dovuta correzione. Evidentemente, avendo scritto un libro sull’altro eccidio avvenuto a S. Giovanni Rotondo nel 1860, la mia mente è stata deviata verso la data del 23 ottobre di quell’anno, giorno in cui nella nostra città la Plebe filo-borbonica uccise 22 concittadini liberali, dei 24 complessivamente trucidati, tra cui un mio trisnonno.

  2. Dolores Verges dice:

    I enjoyed reading this story and seeing the pictures. For many years I have tried to find out where Mr. D’Artega and his wife were. They were friends of mine and my mother when we lived in Rome, Italy. Last times I saw Mr. D’Artega was in the late 1970s and around 1990. Never thought to ask the Internet. Actually, I was looking for his wife, Vita, who I believe was a member of the American Women’s Association, but do not know where to find her and if she is all right.
    I’d like to read this story again with time and other stories.

  3. Gianluca dice:

    Ciao,la continua del documento sul bombardamento a San Giovanni Rotondo non esiste più? oppure finisce con la frase di Padre Pio al pilota americano “volavamo alto quel giorno, vero?”.
    Cmq complimenti per il sito

    • Giulio Giovanni Siena dice:

      Per ora finisce così. Ma il discorso merita approfondimenti. Ho anche contattato piloti americani ultranovantenni nel sito della U.S. Air Force che operavano in zona durante la guerra (non hai idea quanta dimestichezza hanno con il web e la chat, malgrado l’età così avanzata. Incredibile!) Purtroppo non ho avuto risultati concreti, in termini di prove dell’apparizione di Padre Pio nel cielo di San Giovanni Rotondo. Solo un regista americano mi ha confidato via e-mail di avere copie di rapporti di ufficiali dell’US Army Air Corps che sostengono di aver visto “The Monk Flying”, l’immagine di Padre Pio, sbarrare loro la strada nei cieli di San Giovanni Rotrondo, impedendo il bombardamento. Pirma o poi mi deciderò a riprendere il discorso.

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