Gargano

Poesia “Gargano” di Giulio Giovanni Siena

Poesia composta nel 1998. Nello stesso anno si è aggiudicata il primo premio ex-aequo nella Va Edizione del Premio Internazionale di poesia “Arturo Iannace” di Benevento.

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 Gargano

Sentieri angusti
s’inerpicano
sulla nuda mia terra.
Terra brulla,
petrosa,
scossa dal vento.
Aggrappato alla rupe,
l’olivastro contorto,
caparbio,
s’oppone
al continuo flagello.
Flettono,
danzanti,
i cespi di regamo,
sibilano gli sterpi;
s’effondono gli odori.
Le nubi,
stracciate in sottili brandelli,
si dissolvono nel nulla
come fossero pensieri.
Riaffiora un ricordo: 
il lontano
metallico suon de’ campanacci,
che si fa sempre più vivo;
e una mandria di mucche bianche
che dal sentiero sale lenta.
Un grido imperioso,
d’atavico fonema,
e il fragore di una pietra scagliata
che sulla roccia s’ infrange,
riporta nel branco
la bestia più inquieta.
Una nuvola di polvere secca
si tinge di rosso,
passa,
e s’allontana.
Poi il muggito
diventa più fioco,
e si spegne,
con l’ultimo raggio di sole.
             * * *
Cessa il ricordo.
L’orizzonte imbrunisce.
Il vento si queta.
In ciel resta l’allodola,
a ringraziare il Signore.
E mentre assapora
la poesia del tempo che fu,
l’anima mia si pregna
di questo divino silenzio.
E’ sera.
Al far dell’alba,
vorrei ritrovarti
semplice e bella,
come sapevi esser tu,
amata terra mia,
quando la poesia
era più forte
della lucente moneta
che di morte lenta
or t’uccide.
Rindossa per un giorno
le cangiate vesti,
amata terra mia.
Riconoscerti saprò
dal profumo dei fiori,
e al Signore ripeterò
il verso dell’allodola.
 
                               Giulio Giovanni Siena
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