Giuseppe Siena

 

Motore "Siena" - disegno d'insieme

Motore “Siena” – disegno d’insieme

Il Cav. Giuseppe Siena nacque a San Giovanni Rotondo il 26 febbraio 1908.

Diresse per moltissimi anni l’omonimo Molino – Panificio – Pastificio in Via Marconi 2. Ma pochi concittadini sanno del suo amore per le scienze che lo portò ad approfondire da autodidatta gli studi e le conoscenze soprattutto nel campo della meccanica e a coltivare la professione di inventore.

E’ autore di brevetti d’invenzione industriale italiani di particolare interesse, favorevolmente esaminati dall’Istituto Nazionale per l’Esame delle Invenzioni, dall’Istituto Motori di Napoli e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Si riportano qui alcune sue creature:

  • Motore classico Stellare, extraveloce, leggero, a scoppio, diesel;
  • Motore a turbina, con regolatore di potenza;
  • Sistema motore a combustione interna, stellare, con camera di combustione centrale
  • Accumulatore meccanico a volano con dispositivi per il recupero di energia
  • Depuratore per gas di scarico (per motori, automezzi, ciminiere ecc.)
  • Pedaliera della bicicletta a rotazione eccentrica, un brevetto recensito anche a livello nazionale dalla rivista “Il segreto tecnico” (ottobre 1937, n. XV, anno V,  n. 10)

Gli furono conferiti attestati e riconoscimenti:

  • Diploma di merito con medaglia d’oro conferitogli dalla C.C.I.A. di Foggia, 19 luglio 1959;
  • Parere Tecnico della C.C.I.A. di Alessandria;
  • Parere tecnico dell’Associazione Amici del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” – Milano 1975
  • Accademico Tiberino Associato;
  • Legion d’oro;
  • Cavaliere dell’ordine dell’Immacolata e di S. Giorgio d’Antiochia;
  • Stella al merito del lavoro;
  • Premio Cesare d’oro – Milano 14 dicembre 1975;
  • Cavaliere della Repubblica Italiana – Roma 27 dicembre 1975;
  • Premio internazionale “Colosseum 1979”, Sez. Scienze S. 2;
  • “Accademico benemerito” dell’Accademia Universale di Arti e Scienze “Guglielmo Marconi” – Roma 21 Aprile 1979;
  • Rassegna internazionale del brevetto: Foggia – Bari – Napoli – Roma Eur – Milano – Torino – Liegi – Ginevra – U.S.A. – Germania occidentale 1982.
Cav. Giuseppe Siena

Cav. Giuseppe Siena

Tali brevetti, superati ormai dalle odierne tecnologie, conservano il loro valore se osservati in relazione all’epoca in cui essi furono realizzati.

Il 23 agosto 1960 il prof. Enrico Medi, in veste di vice presidente della Commissione Europea dell’Energia Atomica, da Bruxelles con nota prot. n. 1809/60 gli scrisse:

“Gentile Cavaliere, La ringrazio sentitamente del giornale che mi ha mandato e mi rallegro del contributo che la Sua intelligenza dà al prestigio italiano e al progredire della conquista umana nel campo dell’applicazione. Con i più cordiali saluti. Enrico Medi”.

Giuseppe Siena è stato per un trentennio Amministratore della Cassa Rurale e Artigiana di San Giovanni Rotondo e Amministratore comunale nel periodo 1952-1969.

Morì a S. Giovanni Rotondo l’8 giugno 1983.

Motore industriale diesel “Siena” tipo stellare

DESCRIZIONE: MOTORE A COMBUSTIONE INTERNA FISSO O ROTANTE A QUATTRO CILINDRI CONTRAPPOSTI DI TIPO STELLARE CON CAMERA DI COMBUSTIONE IN COMUNE (Brevetto di Giuseppe Siena).

personaggi_siena_motore-diesel-sienaSi tratta di un motore a quattro cilindri a stella riuniti da una testata centrale: i quattro stantuffi a mezzo di altrettante bielle, trasmettono il movimento a quattro alberi paralleli, collegati fra loro per mezzo di rotismi per ottenere la concordanza di fase. L’unita sezione trasversale rappresenta sul Iato sinistro la sezione in corrispondenza dei cilindri, e sul Iato destro la sezione in corrispondenza dei rotismi. Il motore consente di ottenere un elevato rapporto di compressione senza ricorrere ad alesaggi o corse eccessive. E’ previsto l’accoppiamento in parallelo di più quaterne di cilindri come descritte aventi in comune i quattro alberi, collegati da un’unica trasmissione.

Il brevetto prevede la costruzione dei motori a quattro o a due tempi: in questo secondo caso si può effettuare la fase di lavaggio e d’introduzione dell’aria in una coppia di cilindri, mentre dall’altra opposta si ha lo scarico. Il funzionamento a quattro tempi, due sole valvole « aspirazione e scarico» sono sufficienti per ogni gruppo di quattro cilindri.

Detto motore è stato studiato anche per realizzare motori per piccola cilindrata extraveloci leggeri rotativi con raffreddamento ad aria. In tal caso il blocco motore girerà intorno alla ruota dentata centrale la quale si renderà fissa.

 

Note: COMMISSIONE CENTRALE PER L’ESAME DELLE INVENZIONI -CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE – PARERE N. 2369

IL MOTORE SIENA può reggere favorevolmente il confronto con il noto motore lunker ad olio pesante, di costruzione leggera, permettendo di raggiungere un minor peso per cavallo, un miglior rendimento volumetrico, una costruzione più compatta e più comoda per varie applicazioni alla trazione automobilistica, ferroviaria, marina, ed aerea.

Il suddetto motore alternativo risolve radicalmente il problema della « Turbolenza» ottenendo conseguentemente un peso specifico per C. V. di molto inferiore, ai tipi oggi in uso, con cilindri chiusi. Nonchè del così detto, a stantuffo rotante, di brevettazione tedesca, come riportato da « Selezione» dal Readers Digest ottobre 1960 Wonhel.

Motore a turbina

DESCRIZIONE: MOTORE A COMBUSTIONE COSTITUITO DA UNO O PIU’ GRUPPI AFFIANCATI DI TURBINE E COMPRESSORI AGENTI COASSIALMENTE

 

Motore "Siena" - Sez. longitudinale.

Motore “Siena” – Sez. longitudinale.

Come la unita illustrazione dimostra, il motore si compone, di un gruppo compressore centrifugo, di una camera di combustione, di un ugello iniettore combustibile (polverizzatore) e di una turbina, organi che la figura prima di maggior chiarezza sono disposti affiancati, e le due giranti del compressore e della turbina sono montate su due alberi paralleli collegati meccanicamente fra loro; che «preferibilmente » verrebbero disposte coassialmente e montate su di un unico albero.

Il brevetto prevede che complessi di questo genere possano essere riuniti in serie od in parallelo in do da ottenere la potenza totale voluta.

Note:

Il motore a turbina con regolatore di potenza, è studiato per l’applicazione, direi quasi, specifica dell’automobilismo. Non esclusa per altro la motorizzazione in genere: terrestre, ferroviaria, marina ed aerea.

E’ noto che gli esperimenti, attualmente condotti, nel campo automobilistico, non hanno dato alcun risultato pratico.

Dall’esame degli allegati, i Sigg. Tecnici possono spassionatamente esprimere il loro proprio giudizio, certamente concorde e favorevole.

Tale problema era allo studio dei Tecnici del ramo di tutto il mondo da oltre un quindicennio, mentre già risolto, dal genio italiano, nel lontano 1931.

Inconfutabilmente dimostrabile, in sede competente.

Parere di merito favorevole emesso il 7 -11 -1960 dalla Commissione per l’Esame del Valore Tecnico-Economico dei ritrovati industriali (brevetti).

Camera di Commercio Industria ed Agricoltura di Alessandria.

Motore a combustione interna fisso o rotante a quattro cilindri contrapposti di tipo stellare con camera di combustione in comune (brevetto Giuseppe Siena)

DESCRIZIONE. Si tratta di un motore a quattro cilindri a stella riuniti da una testata centrale: i quattro stantuffi a mezzo di altrettante bielle, trasmettono il movimento a quattro alberi paralleli, collegati fra loro per mezzo di rotismi per ottenere la concordanza di fase. L’unita sezione trasversale rappresenta sul Iato sinistro la sezione in corrispondenza dei cilindri, e sul Iato destro la sezione in corrispondenza dei rotismi. Il motore consente di ottenere un elevato rapporto di compressione senza ricorrere ad alesaggi o corse eccessive. E’ previsto l’accoppiamento in parallelo di più quaterne di cilindri come descritte aventi in comune i quattro alberi, collegati da un’unica trasmissione.

Il brevetto prevede la costruzione dei motori a quattro o a due tempi: in questo secondo caso si può effettuare la fase di lavaggio e d’introduzione dell’aria in una coppia di cilindri, mentre dall’altra opposta si ha lo scarico. Il funzionamento a quattro tempi, due sole valvole « aspirazione e scarico» sono sufficienti per ogni gruppo di quattro cilindri.

Detto motore è stato studiato anche per realizzare motori per piccola cilindrata extraveloci leggeri rotativi con raffreddamento ad aria. In tal caso il blocco motore girerà intorno alla ruota dentata centrale la quale si renderà fissa.

Note: COMMISSIONE CENTRALE PER L’ESAME DELLE INVENZIONI -CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE – PARERE N. 2369

IL MOTORE SIENA può reggere favorevolmente il confronto con il noto motore lunker ad olio pesante, di costruzione leggera, permettendo di raggiungere un minor peso per cavallo, un miglior rendimento volumetrico, una costruzione più compatta e più comoda per varie applicazioni alla trazione automobilistica, ferroviaria, marina, ed aerea.

Il suddetto motore alternativo risolve radicalmente il problema della « Turbolenza» ottenendo conseguentemente un peso specifico per C. V. di molto inferiore, ai tipi oggi in uso, con cilindri chiusi. Nonchè del così detto, a stantuffo rotante, di brevettazione tedesca, come riportato da « Selezione» dal Readers Digest ottobre 1960 Wonhel.

Accumulatore Meccanico

Descrizione dell’invenzione industriale avente per titolo:

ACCUMULATORE MECCANICO A VOLANO CON DISPOSITIVI PER IL RECUPERO DELL’ENERGIA, presentato dall’Accadem. Giuseppe Siena residente a San Giovanni Rotondo (Foggia) ed elettivamente domiciliato presso lo STUDIO TECNICO PLINIO FERRO – Via Labriola n. 3 – CASERTA.

E’ noto che il “volano”, messo in moto preventivamente da una opportuna fonte di energia – per esempio un motore elettrico – può fornire la propria energia meccanica ad una qualunque macchina o motore – per esempio un automobile. In tal senso, però, è da considerare che il problema per la macchina utilizzatrice è quello di non potere (o dovere) funzionare continuamente. Infatti, nel caso dell’automobile, avremo e delle soste brevi (semafori, ecc.) e delle soste prolungate quali, per esempio, il lungo parcheggio notturno, ecc. E’, quindi, evidente che se il «volano» continua a girare sempre, esso consumerà inutilmente la sua energia e si arresterà per gli inevitabili attriti.

Per eliminare questo inconveniente il presente brevetto presenta due congiunti sistemi innovativi:

a) masse mobili sul volano che comprimono, espandendosi, a causa della forza centrifuga, delle potenti molle. Tali masse, ritornando alle posizioni iniziali, permettono di mantenere lungamente il moto del volano; si ottiene, così, un accumulo di energia a mezzo di idonee molle elastiche.

Un idoneo dispositivo blocca, a piacere, tali masse nella posizione assunta sfruttandone, così, l’ener gia a seconda delle necessità.

b) per le soste prolungate è utilizzato un secondo dispositivo che immaganizza l’energia del volano fino al suo arresto. Tale energia potrà servire a rimettere in moto il volano anche dopo una lunghissima sosta.

Con riferimento alla allegata tavola di disegno si illustra, qui appresso, una forma preferita del trovato fermo restando che modifiche, migliorie e variazioni potranno essere apportate senza uscire dall’ambito della presente privativa industriale.

Sempre con riferimento alla allegata tavola di disegna la FIG. 1 rappresenta lo schema dei congiunti dispositivi visti frontalmente mentre, la FIG. 2 illustra lo schema generale visto lateralmente. I numeri di didascalia stanno ad indicare successivamente: (1) il volano caleitato all’asse motore (2), sul volano (1) sono montate delle masse (3) che possono spostarsi radialmente sul predetto volano. Tali masse sono tenute compresse, verso l’asse (2), da possenti molle Q spirale (4). Le masse (3) sono di- sposte in numero variabile ma disposte, però, in modo simmetrico rispetto al volano in guisa da evitare sbilanciamenti. Esse, nel disegno allegato, sono in numero di quattro e, nella FIG. 1, la massa mobile che dovrebbe trovarsi inferiormente all’asse del volano è stata deliberatamente non disegnata per evitare una confusione nella lettura del disegno stesso. Un opportuno ed idoneo dispositivo, non illustrato in figura, consente di bloccare a volontà e contemporaneamente le masse (3).

Il volano (1) può collegarsi, a volontà, all’albero a gomito (5) mediante il sistema a frizione (6) che è comandato dalla leva (7). L’albero a gomito (5) è collegato, mediante opportuno biellismo, alla pompa a pistone (8) che è fornita di una cassetta di distribuzione (9). Con (10), (11), (12) sono indicate delle valvole ad una via azionate dal comando «unico» (13). Predette valvole sono tali che quando (10) e (11) sono aperte risulterà chiusa la valvola (12) e viceversa. Con (14) è indicata una coppia di valvole unidirezionali che permettono il passaggio del fluido solo nel senso indicato dalla freccetta presente tra esse, bloccandolo in senso inverso.

Il funzionamento meccanico del tutto è molto semplice, infatti, se il volano (1) è in moto e si desidera arrestarne il moto occorrerà collegare (1) al sistema (5) agendo sulla frizione(6), mentre le valvole (10) e (11) sono chiuse e quella (12) aperta. In tal modo la pompa (8) risucchierà il fluido presente nel serbatoio (15) e lo spingerà nel contenitore stagno (16) dove comprimerà l’aria in esso presente.

Questa funzionalità meccanica sarà operante sino all’arresto del volano. Per rimettere in moto il volano, sempre tenendo la frizione (6) Innestata, basterà invertire il senso delle tre valvole (10), (11), (12), mediante il comando (13).

Il fluido sotto pressione, presente nel contenitore (16), agendo sulla pompa (8) tramite la cassetta di distribuzione (9), tornerà nel serbatoio (15) restituendo il moto al volano.

E’ ovvio che il fluido presente nel sistema sarà un liquido che, a seconda delle necessità, presenterà le caratteristiche idonee al suo efficace funzionamento.

Sono, inoltre, previste delle apparecchiature ausiliarie atte a rendere «automatiche» (ove se ne rendesse necessario ed utile l’impiego) alcune funzioni del sistema.

Accumulatore meccanico a volano

NOTE SUL BREVETTO « ACCUMULATORE MECCANICO A VOLANO» DEL SIGNOR SIENA GIUSEPPE DA SAN GIOVANNI ROTONDO (Foggia).

Il problema di cui risponde il brevetto di cui all’oggetto è quello di un accumulo di energia a mezzo di opportuno volano e la restituzione di detta energia in maniera discontinua con intervalli di tempo di non utilizzazione sia brevi (dell’ordine di minuti) sia lunghi (anche di intere giornate).

Un volano, anche nelle migliori condizioni di lavoro, anche non sottoposto ad assorbimento della propria energia, tende, per gli inevitabili attriti, a rallentare il proprio moto di rotazione sino ad arrestarsi (a tal fine vedere i lavori del C.N.R., fatti in collaborazione con C.I.S.E. e PIRELLI).

Pertanto il trovato del sig. SIENA è articolato su due sistemi atti al recupero energetico nei tempi in cui esse non cede la propria energia:

a) recupero energia a mezzo di masse mobili respinte verso il centro da apposite molle. In fase di non assorbimento dal volano le masse mobili sono bloccate nella posizione in cui si trovano. Il volano rallenterà ovviamente il proprio moto di rotazione (a causa degli inevitabili attriti). Riprendendo ad erogare la propria energia il sistema sblocca prima Ie masse mobili che, sottoposte ad una forza centrifuga minore, si accosteranno al centro.

Per un noto principio di fisica il volano aumenterà la propria velocità. E’ chiaro che vi sarà sempre una perdita di energia che comunque non si potrà mai recuperare (non si spera, con questo sistema, di attuare un moto perpetuo come è chiaramente indicato nella descrizione della privativa industriale);

b) per soste più prolungate in cui sussiste la possibilità di riduzione notevole della velocità o di arresto completo del volano.

Nel caso non si potrebbe più utilizzare le masse mobili predisposte sul volano – si è disposto un accumulatore oleo-pneumatico servito da un’apposita pompa collegata al volano.

L’accumulo di energia al sistema oleo-pneumatico fisserà per arrestare il moto del volano. Si attuerà così un trasferimento di energia dal sistema cinetico del volano al sistema statico dell’accumulatore oleo-pneumatico e in tale stato può conservarsi per lunghissimi periodi di tempo.

Con opportuno dispositivo si può far in modo che la pompa si trasformi in motore idraulico restituendo l’energia accumulata al volano così come descritto nel brevetto.

E’ evidente che quota parte dell’energia prima presente sul volano andrà dispersa nelle fasi di accumulo sul sistema oleo-pneumatico e di restituzione al volano.

In fede.

Gerardo Imbo’

Motore stellare con camera di combustione centrale

SISTEMA DI MOTORE A COMBUSTIONE INTERNA, STELLARE, CON CAMERA DI COMBUSTIONE CENTRALE, ATTUABILE A 2 O 4 TEMPI CON MISCELATORE ROTANTE POSTO NELLA CAMERA DI SCOPPIO di Giuseppe Siena

La presente invenzione riguarda un tipo di motore a combustione interna caratterizzato da una unica camera di scoppio centrale e da un numero variabile di cilindri contrapposti. La camera di scoppio è, a tal uopo, munita di un miscelatore rotante per aumentare la turbolenza dei gas combustibili al fine di migliorare il rendimento (con una combustione migliore), sia di ridurre i residui carboniosi allo scarico. Scopi della presente invenzione sono:

a) ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare il rendimento del combustibile (potenza) mediante una migliore combustione;

b) ottenere un motore con minime vibrazioni dato che le forze determinate dal funzionamento meccanico creano sempre sistemi di spinte in equilibrio;

c) realizzare una semplificazione costruttiva realizzando. per più cilindri. una sola camera di scoppio. Ovviamente il numero del cilindri, in coppie contrapposte, può variare da 2 a più.

Si ritiene, comunque, che il tipo di motore a 4 cilindri contrapposti a coppie con schema a croce di S. ANDREA, sia la più idonea ed efficace soluzione adatta a fornire le migliori prestazioni.

Depuratore gas di scarico

Oggetto della presente privativa industriale è un sistema di depurazione dei gas di scarico ottenuto a mezzo di lavaggio a pressione dei detti gas. Il sistema è composto da un compressore atto a compri mere i gas di scarico e convogliarli in un serbatoio d’acqua in cui gorgoglieranno. Il compressore è modificato in guisa da funzionare come una pompa centrifuga e, contemporaneamente, in modo tale che i gas di scarico, nell’atto di essere compressi vengano irrogati di acqua sotto forma di getti violenti.

L’acqua che viene presa dal serbatoio di gorgogliamento, ritorna in esso assieme ai gas di scarico ed in guisa che l’acqua possa essere riutilizzata; ciò realizza un ciclo dinamico continuo. Poichè la predetta acqua accumulerebbe rapidamente i residui della combustione, il sistema sarà provvisto di un opportuno filtro depuratore, asportabile e sostituibile o lavabile dopo un certo periodo di tempo.

E’ prevista a tal uopo, la possibilità di sostituire all’acqua, quale dissolvente et assorbente dei residui tossici contenuti nei gas di scarico, un altro liquido o soluzione atta allo stesso scopo.

Per impianti speciali o di notevoli dimensioni è previsto, altresì l’uso di un compressore per i gas di scarico e di una pompa separata per la circolazione dell’acqua di lavaggio.

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