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San Giovanni RotondoChiesa di San NicolaCostruita nel XVI secolo, ospitò la Congregazione dei Sette Dolori, riconosciuta con decreto del 10 marzo 1704. Nel 1889, mentre si facevano lavori di ampliamento, ci fu un crollo con due vittime. Ma il canonico Giovanni Pazienza, malgrado avesse già impiegato tutti i suoi averi (circa 8.000 lire) nei lavori andati perduti, contribuì con altre 600 lire a ristrutturare la chiesa, grazie al concorso della popolazione. Si può ammirare, in particolare, la statua della Madonna dei Sette Dolori, fatta venire da Napoli nel 1726, la cui rara e celestiale bellezza si fonde con la toccante espressione di dolore per la morte di Gesù. La Chiesa è stata affrescata nel 1937 da pregevoli pitture a tempera dell'artista milanese Natale Penati, delle quali purtroppo rimangono solamente due dipinti raffiguranti Santa Rita. Infatti nel 1982 si è verificato un secondo crollo del soffitto, a seguito del quale è andato perduto il dipinto della “Deposizione”, un vero capolavoro, del quale tuttavia possiamo riprodurre la fotografia che venne eseguita prima del crollo. I Dipinti
La Fotografia e la presente scheda del dipinto sono pubblicate per gentile concessione dell'autore Dr. Roberto Penati , nipote del pittore Natale Penati). Dal Vangelo secondo Giovanni: «25 Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Màgdala.» (GV. 19,25)….. «38 Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. 39 Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre 40Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei » (Gv 19, 38-40). Il dipinto rappresenta propriamente il brano di Vangelo sopra citato. Al centro, si erge la croce, alla quale, sul palo orizzontale, sono appoggiate due scale. In cima a quella di destra, si trova Nicodemo che sorregge il corpo di Gesù, con il costato e le gambe nude, per il lembo di un sudario e per un braccio, mentre sulla scala di sinistra un'altra persona (un uomo anziano) sostiene il corpo con una mano sotto l’ascella destra. Sotto la croce, Giuseppe d’Arimatea accoglie il corpo di Gesù, tra le sua braccia, sostenendolo per le gambe e per la vita. Ai piedi della croce, tre donne sono presenti nella scena. Sua madre, Maria SS. in ginocchio e con le braccia imploranti alzate a metà altezza, manifesta la propria disperazione; davanti a Lei, per terra, un panno bianco con deposti sopra i tre chiodi appena tolti dalla croce. Maria di Cleofa, in piedi a fianco di Maria, consola la madre di Gesù appoggiando la mano sinistra sulle sue spalle. Maria di Magdala, in piedi alle spalle di Maria, si copre il volto in segno di disperazione, quasi piangendo in un raccolto silenzio. E infine, Giovanni, il discepolo prediletto da Gesù, assiste afflitto alla scena, raffigurato in disparte vicino ad una delle due scale, con la testa reclinata e lo sguardo rivolto verso il basso, mentre sullo sfondo il sole si fa largo in mezzo ad un cielo plumbeo. L’attenzione visiva è rivolta sul corpo di Gesù, come sospeso nonostante la pesantezza, e sul quale la luce accentra tutta la sua luminosità, riverberata anche dalla bianca sindone che già parzialmente lo avvolge. Le figure sono rappresentate quasi fossero vive e, grazie all’esercizio discreto della luce tipico del pittore, sembrano sporgere dal dipinto, dandoci un’illusione di tridimensionalità. Siamo davvero in presenza di un capolavoro di immagini, di colori e di spiritualità. www.padrepioesangiovannirotondo.it
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